lunedì 16 gennaio 2012

Mattia, un altro angelo volato via sugli sci

Il commento di Mauro Rossato, presidente della Fondazione Andrea Rossato, sulla morte di Mattia Bianchi, di soli 10 anni, sulle piste di Airolo-Pesciüm in Canton Ticino

“E’ molto strano che quando muore un bambino di dieci anni su una pista da sci il primo commento da parte di molti sia: ‘una tragica fatalità’. E’ successo proprio ieri dopo la morte del bimbo di Varese sulle piste del Canton Ticino. Ed è accaduto a me undici mesi fa con mio figlio Andrea”.
Una nota critica impossibile da trattenere per Mauro Rossato, padre del bimbo di Mestre che il 5 marzo dello scorso anno è rimasto vittima di un incidente sulle piste di Cortina. Andrea aveva 9 anni. Ha perso la vita contro un albero.
E il commento diventa ancor più duro: “non è possibile parlare di fatalità, perché tale parola definisce qualcosa di inevitabile. Ebbene, nessuno, tranne le accurate indagini della magistratura possono escludere eventuali responsabilità. Certi commenti andrebbero restituiti al mittente con l’invito a ripassare il vocabolario italiano”.
“Chiudere una tragedia come quella occorsa a Matteo Bianchi come fosse un ineluttabile destino mi sembra una conclusione superficiale e soprattutto assai poco umana e molto irrispettosa nei confronti di una piccola esistenza spezzata e del profondo dolore della sua famiglia”.
Per ora le uniche informazioni disponibili dicono che il giovanissimo sciatore di Varese sia scivolato andando a sbattere contro un cumulo di neve ghiacciata. E questo non fa che inasprire i toni di Rossato che è presidente della neonata Fondazione Andrea Rossato (in memoria del figlio) il cui scopo principale è proprio quello di diffondere la cultura della sicurezza nello sport.
“Siamo davvero convinti - insiste l’ingegner Rossato - che finire contro un ostacolo di ghiaccio in pista sia solo questione di un fato avverso, o forse si può anche ipotizzare che un cumulo di neve ghiacciata in una pista, a maggior ragione perché nera, non ci debba essere? Perché ci sono delle leggi che impongono rigore rispetto agli ostacoli lungo una discesa”.
Il dubbio sulla messa in sicurezza delle piste deve essere la premessa per il Presidente della Fondazione. Specialmente quando si muore, e soprattutto quando a morire sono dei bambini.
E lui Mauro Rossato, padre di Andrea la cui giovanissima vita si è interrotta a bordo pista a Cortina, proprio per la sua cultura ingegneristica non accetta la superficialità di certi commenti e invita la magistratura ad approfondire ogni responsabilità sulla terribile tragedia occorsa alla famiglia Bianchi.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Mauro, immagino cosa significhi per te un evento cosi' grave che evoca una tragedia recentemente vissuta e presenza indelebile nella tua vita. Mi unisco ancora a te, ai tuoi cari ed alla famiglia del piccolo Matteo, non solo nell'umana solidarieta', infruttuosa se non accompagnata dalla volonta' di "cambiare il futuro", perche' non ci siano più' vite spezzate in
un lampo ed occhi bagnati da lacrime che nessuno puo' asciugare.

Anonimo ha detto...

Scusate, il commento e' stato scritto da Gloria Caroli

PopoloVeneto ha detto...

Gentile Gloria, noi abbiamo pubblicato la notizia, dunque non sappiamo se il Sign. Mauro Rossato leggerà il tuo bellissimo commento. Se vuoi contattarlo direttamente puoi visitare il sito internet della Fondazione "Andrea Rossato" www.fondazioneandrearossato.it Con viva cordialità, La Redazione de "Il Popolo Veneto"