L’Italia trema. Come mai? Sarà per via delle scosse di terremoto che si susseguono una dopo l’altra da una settimana circa al Nord? Anche! Sarà per il freddo intenso che è già presente e che vedrà un’intensificazione nei prossimi giorni, soprattutto al Nord, e successivamente su tutta la penisola? Anche! Motivi per tremare ve ne sono anche altri e tanti. Si trema per la paura di vedersi privati di alcune sicurezze, senza possibilità di un lavoro e quindi di uno stipendio. La paura un po’ ci prende dentro e ancora prima che le cose accadano ci mette in agitazione. Calma e sangue freddo. Si trema si, ma non si cade. Coraggio. Stiamo tremando ma cerchiamo di non lasciarci travolgere dagli eventi.Ad essere in fibrillazione è sempre la finanza, le borse, lo spread! Tremano le categorie che tramano, scusate il gioco di parole, una serie di scioperi impressionante: farmacie, trasportatori, benzinai, taxisti, medici di base, commesse, avvocati e si potrebbe continuare. Tutti questi scioperi ovviamente colpiranno i cittadini comuni che si vedranno costretti ad ingegnarsi. Vorrei ricordare che il diritto di sciopero è sacrosanto, ma sempre nei limiti del rispetto e della democraticità.
Tremano i cittadini di Atene e di tutta al Grecia. La crisi greca continua ad aggravarsi. C’è il rischio che la Grecia venga commissariata. Ciò potrebbe accadere oggi a Bruxelles dove si tiene il primo vertice Ue del 2012. Vi è estrema incertezza riguardo alla crisi che si sta attraversando. Preoccupa l’euro e la recessione, anche se la situazione dei mercati è migliorata rispetto all’ultimo incontro di dicembre. Le decisioni dei nuovi governi, italiano e spagnolo in fatto di consolidamento di bilancio e di riforme strutturali danno, se non altro, mettono sul tavolo l’impressione di una ritrovata capacità di guida e di determinazione della terza e quarta delle maggiori economie.
L’Italiano in Europa trema un po’ meno dunque, ma pur sempre trema, anche perché è bene non crearsi troppe aspettative, ma neppure essere pessimisti. Nessuno parla, come accadde a dicembre, di vertice “decisivo”, o dell’ultima chance per risolvere la crisi. Niente aspettative esagerate, ma eppure allarmismi infondati dunque. Semmai occorre sano realismo e fondata speranza che la crisi la si attraversa e che se ne uscirà. Nel frattempo ieri hanno tremato gli esercenti di Milano, e si preparino quelli di tutta Italia, di fronte ai controlli contro l’evasione messi in atto dal governo. La Guardia di Finanza ha constatato che un locale su tre non rilascia lo scontrino o la ricevuta fiscali. Sono stati elevati 230 verbali di constatazioni. Non pagare le tasse ed evadere è un vero e proprio male che mette in sofferenza gli onesti e l’economia italiana. Giusto che chi non fa il proprio dovere cominci a pagare il dovuto. Dopo Cortina è toccata alla zona della movida milanese.
Trema pure Mario Monti, anche se sembra saldo, di fatto rischia grosso. Rischia di perdere la fiducia degli italiani e molteplici sono i motivi. Monti era giunto al governo per cominciare a fare seriamente le cose e le intenzioni erano decisamente buone, ma c’è un però… C’è un freno. Lo spauracchio è sempre lui. Egli non è ancora innocuo. Può nuocere ancora e gravemente alla salute dell’Italia. Ancora lui: Silvio Berlusconi da Arcore. Impegnato ora nei suoi processi, ma ancora ben ancorato alla poltrona e al potere. Berlusconi tiene a freno i buoni propositi del governo Monti con il ricatto. Niente patrimoniale, niente aste per frequenze TV e altro ancora in cambio dell’appoggio del PdL.
Per aiutare i “poveri” ora si è reintrodotta la “social card”. Strategia vecchia e presente già nel precedente governo che la inventò. Tale carta produsse più costi che benefici.
Non è così che si acquisisce credibilità e si punta all’equità.
Continuo a nutrire una certa fiducia in Mario Monti e nel suo governo, ma nello stesso tempo vedo come si cerchi di legargli le mani e all’iniziale ventata di novità ora ci sia un rinculo alle posizioni e soluzioni vecchie e stantie. E se Berlusconi facesse cadere il governo? Forse non sarebbe il male maggiore, ma neppure un bene ora come ora. Certo se ne assumerebbe le responsabilità politica a livello nazionale ma anche europeo e mondiale.
Chiediamo a Monti il coraggio di andare fino in fondo, costi quel che costi. Chiediamo a Monti di non remare di fronte al duce di Arcore, è un re nudo ormai e le sue minacce non devono spaventare.
Se non si vedranno atti di coraggio meglio andare alle urne e votare senza paura. Ci penseranno i cittadini a dare uno scossone decisivo nella politica italiana e a fare pulizia in modo definitivo. Tremate gente, ma non mollate! Rivendichiamo il diritto di decidere.
Ivano Maddalena


























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