lunedì 19 marzo 2012

Porto Tolle. Pipitone (IdV): Dopo stop Enel, quale futuro per il Delta del Po?

Riceviamo dal Gruppo Consiliare IdV Regione Veneto e pubblichiamo:

Come annunciato, oggi il gruppo regionale Italia dei Valori ha depositato un'interrogazione da question time in cui si chiede alla Regione: «Se intende rivedere le scelte fatte ed investire finalmente su un nuovo modello di sviluppo per l’area del Delta del Po, alla luce della decisione dell’Enel di non stanziare alcun budget per la riconversione della centrale di Porto Tolle».

Nel documento, firmato dai consiglieri Antonino Pipitone, Gustavo Franchetto e Gennaro Marotta, si ripercorre l'iter della vicenda, sottolineando che: «Il congelamento dei 2,5 miliardi di euro dal piano degli investimenti Enel 2012-2016, secondo le dichiarazioni dell’ad Conti, è dovuto anche alla mancanza di una domanda tale di energia da giustificare l’urgenza dell’operazione».

«Questo concetto - afferma Pipitone, primo firmatario dell'interrogazione - mina in modo netto la fattibilità dell'operazione Porto Tolle. Se la riconversione della centrale è in balìa della crisi economica internazionale e degli assetti Enel nel mercato dell'energia che ne scaturirà, è evidente che il territorio e tutti coloro i quali, a nostro avviso a torto, hanno creduto nel progetto, resteranno col cerino in mano. E vedranno, crediamo, Enel congelare sine die lo stanziamento, anno dopo anno».

«In realtà, come sosteniamo da tempo - ricorda ancora Pipitone - l’area del Delta del Po ha bisogno non di centrali che bruciano carbone inquinante, ma di un progetto di sviluppo diverso, che valorizzi turismo e cultura del territorio, in grado di creare (a medio-lungo periodo) molti più posti di lavoro stabili di quelli finora solo promessi per i cinque anni di cantieri».

lunedì 19 marzo 2012

Qui sotto il testo dell'interrogazione da question time IdV:

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

NONA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

DIETRO FRONT DELL’ENEL SULLA RICONVERSIONE: QUALE SVILUPPO PER IL DELTA DEL PO?

presentata il 19 marzo 2012 dai consiglieri Pipitone, Franchetto e Marotta

Premesso che:

- come si apprende dal piano degli investimenti Enel per il 2012-2016, diffuso dall’amministratore delegato Fabio Conti l’8 marzo scorso, non c’è più alcuno stanziamento per la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, situata nel bel mezzo del Parco del Delta del Po;

- il mancato stanziamento è causato in prima battuta, secondo le parole di Conti, dalla lunghezza delle procedure burocratiche dello Stato centrale e dall’incertezza per i ricorsi amministrativi connessi all’apertura di una formale procedura di Valutazione d’impatto ambientale presso il Ministero dell’Ambiente, che dovrebbero trovare uno sbocco il 13 aprile prossimo, con una sentenza del Consiglio di Stato;

- la Regione del Veneto, invece, nel confronti dei desiderata di Enel è stata più che collaborativa, visto che la riconversione (fantasma), prima giudicata illegittima dal Consiglio di Stato, è stata poi legittimata solo grazie ad una specifica modifica legislativa dell’articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po;

- lo stanziamento previsto da Enel era di 2,5 miliardi di euro, con 3.000 occupati per cinque anni. Il miraggio dei posti di lavoro ha portato i sindacati e persino i vertici del Parco ad avallare la modifica legislativa, quindi la riconversione.

Premesso altresì che:

- il congelamento della somma, secondo le dichiarazioni dell’ad Conti, è dovuto anche alla mancanza di una domanda tale di energia da giustificare l’urgenza dell’operazione. Questo concetto, seppur depotenziato dalle predette “pastoie burocratiche”, mina in modo netto la fattibilità dell'operazione Porto Tolle. Se la riconversione della centrale è in balìa della crisi economica internazionale e degli assetti Enel nel mercato dell'energia che ne scaturirà, è evidente che il territorio e tutti coloro i quali, a nostro avviso a torto, hanno creduto nel progetto, resteranno col cerino in mano. E vedranno, crediamo, Enel congelare sine die lo stanziamento, anno dopo anno.

Considerato che:

- il Parco del Delta del Po è un’area di pregio e di alto valore naturalistico e culturale, ricchissima di bio diversità;

- l’Emilia Romagna, che ne controlla solo una piccola porzione, ha investito molto sullo sviluppo del turismo nel Parco, individuando percorsi naturalistici e servizi di alto livello che attraggono un gran numero di turisti in ogni stagione, con gran beneficio per l’economia locale.

Ritenuto che l’area del Delta abbia quindi bisogno non di centrali che bruciano carbone inquinante, ma di un progetto di sviluppo diverso, che valorizzi turismo e cultura del territorio, in grado di creare (a medio-lungo periodo) molti più posti di lavoro stabili di quelli finora solo promessi per i cinque anni di cantieri per la centrale.

I sottoscritti consiglieri regionali

interrogano la Giunta regionale

per sapere se intende rivedere le scelte fatte ed investire finalmente su un nuovo modello di sviluppo per l’area del Delta del Po, alla luce della decisione dell’Enel di non stanziare alcun budget per la riconversione della centrale di Porto Tolle.

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