mercoledì 11 aprile 2012

Il pareggio di bilancio mette Keynes fuorilegge

A breve il Senato sarà chiamato ad approvare in seconda lettura la legge di modifica che inserisce l’obbligo costituzionale del pareggio di bilancio. Quasi tutte le forze politiche presenti in Parlamento hanno già garantito sostegno verso questa scellerata riforma che, nel silenzio complice di una informazione asservita, equivale alla promulgazione delle leggi sulla razza di mussoliniana memoria aggiornata ai tempi. La cosa ancora più grave e scandalosa è costituita dal fatto che, vista la sostanziale complicità di quasi tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, la modifica costituzionale avverrà con ogni probabilità con una maggioranza schiacciante, in grado di impedire al popolo di esprimersi su una questione così importante per il futuro della nostra civiltà attraverso apposito referendum. Un piano ben studiato che procede spedito versa la meta sfruttando l’ignoranza complice di un numero spropositato di indegni rappresentanti del popolo vilipeso e raggirato. Il pareggio di bilancio, elevato a valore costituzionale e messo quindi sullo stesso piano dei diritti inalienabili dell’uomo, è la sublimazione di quel dogmatismo liberista che ha già avvelenato la vita di intere generazioni di europei. Una norma che si inserisce coerentemente all’interno di quel filone di pensiero che, attraverso la costruzione in vitro di una crisi creata ad arte, mira più ambiziosamente a disarticolare definitivamente il concetto di Stato, di interesse pubblico e di bene collettivo. La gestione dell’economia, secondo questo malefico indirizzo, deve essere lasciata esclusivamente nelle mani dei mercati, divinità indiscutibili, che provvederanno in perfetta autonomia a selezionare la specie garantendo lussi, ricchezze e potere ai più scaltri, furbi e spregiudicati, e gettando nel girone nero dell’indigenza una moltitudine di neoplebei abbrutiti dalla fame, dalla fatica e dal bisogno. Un biglietto di sola andata destinazione medioevo. La speranza è che, riscoprendo un barlume di coscienza, qualche singolo parlamentare raccolga uno dei tanti appelli lanciati per impedire che si consumi un delitto di proporzioni storiche (clicca per leggere). Perfino il governo ultraconservatore e classista dell’inglese David Cameron si è rifiutato di recepire questo scempio di legge con la motivazione inoppugnabile che “non è sensato dichiarare il pensiero di Keynes sostanzialmente fuorilegge”. Il fascismo classico e novecentesco che esprimeva la sua intolleranza principalmente esasperando il concetto di razza si è trasformato gattopardescamente rimanendo uguale a se stesso. Quella stessa furia inquisitrice illiberale e antidemocratica che ha destinato alla morte nei forni milioni di ebrei ha spostato l’obiettivo del suo bersaglio. Non più uccisioni cruente decretate dall’appartenenza genetica ad una specie ritenuta inferiore ma, più sobriamente, induzione a suicidi di massa o riduzione in miseria e morte per fame per gli strati sociali usciti sconfitti da una nuova e più subdola lotta di classe combattuta a colpi di spread. Il fascismo finanziario, come quello classico, vive di imposizioni e non tollera la dialettica democratica. Tra poco nessuno potrà più esprimere riserve sulla bontà delle ricette liberiste, neppure di fronte alle torce umane di piazza Syntagma, così come ai tempi del nazismo non era possibile mettere in discussione la superiorità degli ariani nei confronti di neri, zingari ed ebrei. Non resta che continuare a difendere la civiltà e la democrazia in tempi così difficili e involuti, sapendo che il destino di ogni nazista, palese o ben dissimulato, è comunque quello di finire la sua corsa a Norimberga.

Francesco Toscano

1 commento:

Pope ha detto...

chi vuole avere un'idea del complotto liberista che sta subendo l'Italia, può leggere molte cose qui
www.paolobarnard.info
www.democraziammt.info