Riceviamo dal Sindacato degli Studenti e pubblichiamo:Senato Accademico del 23 aprile 2012: si conferma l’indisponibilità alla democrazia nel governo dell’Università
Nella seduta di oggi del Senato Accademico sono stati eletti i 5 membri interni del Consiglio d'Amministrazione. Lo Statuto approvato a dicembre prevedeva che le candidature di questi 5 membri interni (docenti, ricercatori, tecnici amministrativi) fossero prima esaminati da una commissione istruttoria che valutasse la “comprovata competenza in campo gestionale ovvero di esperienza professionale o qualificazione scientifica di alto livello" (art. 16, comma 2 dello Statuto) di cui devono essere in possesso. Questa formula fu contestata duramente da Marco Maggioni, rappresentante de Il Sindacato degli Studenti in commissione statuto, perché si temeva che questa si rivelasse in realtà un modo attraverso il quale impedire di fatto a determinate componenti di accedere al CdA, riservando l'accesso solamente a professori ordinari o già parte del “governo” dell’ateneo. Temevamo infatti che “comprovata esperienza” diventasse sinonimo di “comprovata fedeltà” alla cricca che da ormai un decennio regna nella nostra Università. Infatti noi proponemmo invece che nell’organo più importante dell’Università di Padova fossero rappresentate tutte le componenti: anche quelle deboli come i ricercatori.
Purtroppo i fatti hanno dato ragione alle nostre perplessità: dalle decine di candidati che hanno presentato curriculum e motivazione della candidatura, la commissione istruttoria, formata dal rettore Zaccaria e da altri 3 docenti, ha selezionato solo 8 ordinari e un'appartenente al personale tecnico-amministrativo. Fra questi 9 superstiti, guarda caso sono presenti proprio quelle persone che da settimane sono date come sicuri componenti del prossimo Cda dalle mille voci che hanno preceduto questa seduta del senato accademico.
Solo stamattina, mezzora prima dell’inizio della seduta e solo dopo la richiesta di 9 membri del senato accademico il rettore ha messo a disposizione il verbale della commisione e i curriculum dei candidati esclusi. Un fatto che sfiora il ridicolo.
Inutile dire che questo comportamento qualifica ancora una volta l’attuale governo dell’Università come tutt’altro che democratico e assegna ancor più il nostro Ateneo nelle mani di ordinari e di quella casta baronale fedele a Milanesi e Zaccaria. Dopo le nomine per la commissione statuto decise senza tenere conto della rappresentatività delle varie componenti e la scelta di non parlare con le componenti deboli dell’ateneo durante i sei mesi di attività della commissione, ora Zaccaria ha blindato le nomine dell’unico organo che conterà nell’Università di Padova. “Chi ha deciso che solo gli ordinari sono in possesso della competenza necessaria a stare in Cda?” dichiara Giovanni Zamponi, rappresentante degli studenti in Senato Accademico. “Quello della competenza è un criterio giusto, ma in questo caso rappresenta solo una maschera che serve a coprire una logica di casta. Una logica che prevede che chi rappresenta veramente le istanze della varie componenti dell’ateneo sia escluso dagli organi di governo. Questo comportamento e questa idea di governo sono pericolose, tanto più se espresse da chi poi si fa vanto di democrazia, di partecipazione e di trasparenza e peseranno su chi ha avuto la responsabilità di avvallarle e attuarle. Zaccaria non si nasconda dietro la legge Gelmini, dietro lo statuto e dietro a obblighi di legge inesistenti. Si prenda le proprie responsabilità.”
Occorre che ci sia da parte dei docenti e del personale dell’ateneo una presa di coscienza che vada al di là delle convenienze di settore, ma che guardi all’importanza delle fondamentali norme della democrazia.
Giovanni Zamponi - Il Sindacato degli Studenti
Rappresentante degli studenti in Senato Accademico


























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