mercoledì 4 aprile 2012

Scandalo Lega Nord: Così fan tutti

Ci risiamo. Dopo la Margherita con Lusi, ecco la Lega con Belsito e speriamo non si avveri il proverbiale: non c'è due senza tre! Sappiamo come Lusi, ex Margherita, sia stato estromesso dal Pd e praticamente subito siano state accolte le dimissioni di Belsito, ma… Ma ci risiamo. A quanto pare si continua a "rubacchiare" e servirsi di denaro pubblico per fini personali, avere privilegi. Non sembra esserci limite ed etica nell'ambito della gestione dei denari da parte dei partiti politici e dei delegati ad amministrare. Mancano trasparenza ed etica. C'è di che indignarsi.
Infatti se tutto fosse riscontrato e verificato come "vero" dalle magistrature di Napoli, Milano e Reggio Calabria, che indagano su Belsito ed altri esponenti del Carroccio, il colpo inferto al cuore della Lega sarebbe letale. Le amministrative non sono lontane e le lotte intestine al partito hanno già minato l'unità e la percentuale di preferenze accordate dall'elettorato è destinata a diminuire. In questo senso l'appello di Maroni alla pulizia è assai significativo.
Stiamo parlando di quella stessa Lega che ai tempi di Tangentopoli, vent'anni orsono, agitava il cappio in Parlamento contro i corrotti della prima Repubblica. Ora la Lega stessa si ritrova con la grana dell'ex tesoriere Francesco Belsito che, secondo alcune indiscrezioni emerse dagli atti d'indagine, da almeno due anni, alleggeriva le casse del partito prelevando soldi, in buona parte frutto dei rimborsi elettorali, per finalità diverse e moralmente deprecabili. I prelievi pare siano stati fatti: "per pagamenti e impieghi" finalizzati ad "esborsi effettuati per esigenze personali di famigliari del leader della Lega Nord", Umberto Bossi. Si evince che: "Si tratta di esborsi in contanti o con assegni circolari o attraverso contratti simulati".
Ma un padano, un leghista, cosa pensa e cosa farà se tutto fosse confermato?
Siamo alle solite furberie, per l'acquisto di case, auto, viaggi, alberghi, cene dei figli del leader del Carroccio, di sua moglie e poi le spese del Sindacato Padano fondato dalla senatrice Rosi Mauro, ex vicepresidente del Senato, leader del cosiddetto "cerchio magico", la cerchia ristretta che guiderebbe il partito. Ancora, tra i versamenti indebiti anche somme per pagare la campagna elettorale del figlio del Senatùr, Renzo Bossi alias "il Trota" e per ristrutturare la villa di famiglia a Gemonio. Al momento però non ci sono prove che Bossi senior fosse a conoscenza di queste irregolarità. Ecco, ancora una volta far capolino il solito ritornello di rito: "tutto accade a sua insaputa". Bossi non è al momento indagato e neppure i suoi familiari.
Bossi si limita a dire: "Tutto falso, querelo".
C'è da augurarsi che la Lega di Bossi sia finita. Le lotte intestine alla Lega porteranno all'implosione del movimento politico? Vedremo. Certo è che la Lega ha fallito. Chi s'accompagna allo zoppo impara a zoppicare e chi sta con il "ladro" per così tanto tempo impara a "rubare". Alludo chiaramente all'ex alleato Silvio Berlusconi.
Chi si stupisce di questi tristi episodi o è un ingenuo o è un cieco. La Lega non è diversa dagli altri partiti e non è una novità.
Inoltre non c'è da stupirsi, semmai c'è da indignarsi ancora una volta perché se da un lato tutti dicono che deve finire il finanziamento ai partiti che ricevono troppi denari, dall’altro nessuno se ne fa carico.
Il tentativo della commissione parlamentare "per rivedere" lo stipendio dei politici e degli amministratori è fallito. Il presidente dell'Istat Enrico Giovannini ha gettato la spugna dimettendosi dalla commissione che avrebbe dovuto allineare le indennità dei nostri parlamentari alle medie europee. Il problema? L'eccessiva complicazione di una questione che in realtà è semplicissima. Per allineare le buste paga di deputati e senatori ai loro colleghi europei sarebbe bastato un giro su Internet.
Bene ha detto Napolitano, affermando che servono: "regole di democraticità e trasparenza nella vita dei partiti", sottolineando "l'esigenza di adeguate iniziative parlamentari". Napolitano parla dell’emergere di casi diversi di notevole gravità relativi alla gestione dei fondi attribuiti dalla legge ai partiti.
Di fatto il finanziamento pubblico ai partiti va definitivamente abolito e questo il governo Monti lo deve fare, esigere in modo da orientare quei soldi ad aspetti ben più importanti e urgenti in questo momento storico. Moralmente non è accettabile che si continui a chiedere sacrifici agli italiani e poi ogni giorno si apprenda che la cosiddetta "casta" continua a vivere sulle spalle del popolo più o meno garantita dalla legge. Tutto ciò è vergognoso e deprecabile.

Ivano Maddalena

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