sabato 5 maggio 2012

Esasperazione, giustizia "fai da te" e dignità

Esasperazione. Esasperare, cioè portare qualcuno al colmo dell’irritazione, della sopportazione. Aggravare una situazione. Perdere la calma, esasperarsi appunto! Sempre di più assistiamo a pubbliche esasperazioni in varie situazioni. L’esasperazione poi sfocia in scelte che dovrebbero lasciare spazio alla riflessione e un po’ meno a facili giudizi. Inoltre rileviamo come l’esasperazione porti a cercare di farsi giustizia da se. Reazioni diverse contrastanti di fronte ai sempre più frequenti episodi di esasperazione. Vediamo come ci sia chi esaspera o ritenuto causa del motivo scatenante e chi si esaspera, si lascia esasperare. A volte l’esasperazione è indotta ad hoc, altre involontaria. Altre volte l’esasperato finisce per prendersela con chi non centra nulla, altre volte cerca sfogo, comprensione, visibilità, ascolto e via dicendo. A volte ancora l’esasperazione porta al dramma, alla strage, alla fine violenta. Di fronte a scene di esasperazione sentiamo il bisogno di individuare rei e vittime e di capire, conoscere e se possibile rendere ragione. Più ancora si dovrebbe cercare di comprendere con chi e che cosa abbiamo a che fare invece di fronte ai fatti diverse sono le posizioni che si esprimono; da chi non condivide e condanna a chi comprende ma non approva, chi giustifica a prescindere, chi approva con un bel: “Ha fatto bene”. La crisi dei valori è un ottimo terreno per l’esasperazione, questo dobbiamo riconoscerlo, non è solo la crisi economica ad esasperarci, è anche la mancanza di valori solidi e condivisi che porta alla disperazione, alla non speranza.
Tra gli ultimi casi di esasperazione a cui abbiamo assistito ricordiamo quello di ieri a Romano di Lombardia, dove Luigi Martinelli, piccolo imprenditore si è barricato armato in una sede dell’Agenzia delle entrare con ostaggi, per un debito di circa mille euro. La vicenda si è conclusa senza spargimenti di sangue, grazie all’opera di convincimento di un brigadiere dei carabinieri. Alla fine l’uomo è stato arrestato. Cercava ascolto, confronto, comprensione, visibilità. Di fatto è finito in carcere per una situazione finanziaria che sembra non sia così drammatica.
Esasperato pure un uomo mite come Delio Rossi, ora ex allenatore della Fiorentina, che mercoledì sera durate la partita Fiorentina Novara, ha vissuto un momento di esasperazione compiendo un gesto deprecabile nei confronti di un suo giocatore che lo aveva provocato e irriso. Oggi ha chiesto scusa, puntualizzando alcuni aspetti e cioè il fatto che il rispetto della persona, del suo lavoro, della famiglia e degli affetti non si tocca…. Di fatto è stato esonerato, squalificato per tre mesi e non finisce qui nel senso che la carriera di Rossi annovererà un tal episodio che non si dimenticherà facilmente e pensare che Delio Rossi tutto era tranne che un violento. Ma l’esasperazione è una brutta bestia che spegne il cervello e offusca la coscienza.
Sempre per restare nel mondo del calcio, specchio per molti versi dei mali della nostra società, esasperati sono stati alcuni “tifosi” del Genova qualche settimana fa nei confronti dei giocatori e della società. Esasperati alcuni calciatori della Lazio di fronte ad un evidente fischio fasullo che ha ingannato tutti o quasi visto che Pereira non si è fermato e da oltre trenta metri ha infilato per il 2 a 0 a favore dell’Udinese. Eravamo a fine gara ed è scoppiato il putiferio.
Esasperati sono coloro che si sono tolti la vita in questi mesi di crisi economica, finanziaria e io aggiungo valoriale. A Bologna si è manifestato per ricordare quanti da inizio anno si sono tolti la vita perché esasperati dalla loro situazione economica. Tanti, troppi uomini si sono lasciati vincere dalla tentazione di farla finita denunciando una situazione insostenibile.
Diversi sono dunque i motivi che possono portare all’esasperazione. Ci sono ambiti, contesti, situazioni e persone differenti ma l’esasperazione e le sue conseguenze ci lasciano sempre alquanto perplessi, confusi, indecisi da che parte stare. Ci ritroviamo nella difficoltà di saper leggere i fatti con lucidità e dando loro il giusto peso. Si perché in Italia, ma non solo, di fronte alle scene di esasperazione c’è sempre la corsa a decifrare e dire da che parte ci si colloca. In verità vorremmo essere un po’ tutti dei Rossi e dei Martinelli e tra coloro che leggono ci sarà più di qualcuno esasperato dalla crisi economica e finanziaria che attanaglia i nostri giorni. Siamo un po’ tutti esasperati e allora da un alto sarebbe bene tranquillizzarci e dall’altro che chi ci esaspera la finisse di farlo. La voglia di reagire a chi ci opprime e non semina equità e giustizia, predica bene e razzola male e non si vergogna quando è smascherato e sbugiardato. Siamo stanchi dei soliti perbenisti che poi sono sempre i primi a provocare esasperazione, sconforto, delusione e crisi. Tra esodati, disoccupati, licenziati, tartassati la via è quella di finire per essere un popolo di esasperati. Dire basta e protestare indignazione verso scelte che sono dure con i deboli e morbide con i potenti.
Da ultimo anche se esasperati, ricordiamocelo, c’è sempre una dignità da salvaguardare e a volte anche se giustificati finiamo per perderla, o forse qualcuno ce la sta togliendo. Mi sa che è così. Qualcuno sta togliendoci la dignità. Io non ci sto e voi?

Ivano Maddalena

1 commento:

Anonimo ha detto...

Proprio vero quanto dici. Aggiungerei la necessità di darci un pò tutti una calmatina in particolare i media che non sempre offrono un servizio costruttivo e serio. Saluti. Ezio.