Possono un vecchio, una barca ed un secchio di pece salvare la nautica? È quello che si sono chiesti I Venturieri al loro 8° Raduno di Chioggia e ne sono usciti con un’idea: “ecco come possiamo fare noi per salvare il mondo della nautica, o almeno il nostro angolo di banchina”. La desertificazione morale dei diportisti è la conseguenza della gestione della nautica moderna, delle barche di “plastica”. Si badi, non è un problema di materiale di costruzione, ma della filosofia moderna imposta dall’industria al diportista, che mira ad un produzione intensiva, con barche usa-getta (ma poi dove le gettiamo?), aprendo il mare ad automobilisti trasformati marinai. Questa è la nautica da cui I Venturieri vogliono salvarci. Come? La risposta, una possibile risposta, si poteva trovare seguendo le varie fasi del Raduno di barche classiche ed autocostruite che I Venturieri organizzano da diversi anni, a Chioggia. Le barche hanno riempito la banchina di Piazza Vigo; è stata una festa che ha coinvolto sia la curiosità di chi passava per caso, sia l’interesse degli esperti del settore nautico. Bastava infatti camminare lentamente lungo la banchina ed osservare gli scafi. Non occorre esser tecnici del settore, anzi il fascino che quelle barche emanano, colpisce l’interesse e la fantasia di tutti. Ogni barca ha la sua storia e la racconta. Qualcuna ci parla di lussi passati, altre fanno immaginare lunghe navigazioni, altre il lavoro dei pescatori, altre ancora raccontano di lunghe ore di costruzione amatoriale... Sono barche “venturiere” che hanno qualcosa da comunicare, come i loro proprietari, sempre felici di rispondere alle domande dei curiosi. Nell’ambito del Raduno si è inoltre tenuto il Seminario sulla “Storia ed evoluzione nella progettazione, costruzione e recupero delle barche tradizionali” cui partecipano relatori da tutta Europa. Quest’anno è stata la volta di Thedo Fruithof ( Presidente dell’European Maritime Heritage dei Paesi Bassi). Ci ha parlato della grande flotta di barche da lavoro e tradizionali, che sopravvivono solo se possono dare un reddito che possa sostenere la loro manutenzione, e se vi sono porti storici che possano ospitarle a costi ridotti. Questi porti siti nel centro storico, e oggi inadatti alla portualità moderna sono ideali per ospitare le nostre barche. Si ottiene così il risultato di avere un omogeneo contesto tra i palazzi e le antiche strutture restaurate e le imbarcazioni tradizionali in acqua e quindi la valorizzazione del territorio. Non potrebbero fare lo stesso i nostri comuni? L’intervento del Sindaco di Chioggia sembra lasci aperta questa possibilità, condivisa da Marino Budicin ,Vicesindaco di Rovigno e presidente della comunità degli italiani d' Istria , che ha sottolineato la vicinanza culturale, storica e di interessi, delle due città. Mi chiedevo all’inizio se possono un vecchio, una barca ed un secchio di pece salvare la nautica. Forse I Venturieri, come Don Chisciotte, combattono a vuoto contro i mulini a vento! Ma tutto è collegato: barche, cultura marinaresca, ambiente, inquinamento. I Venturieri, che storicamente hanno sede a Chioggia, hanno particolarmente a cuore le loro barche e il loro mare. L’Adriatico è un mare eccezionalmente bello, ma fragile, a grande rischio di inquinamento. Tutti, tutte le regioni, tutte le nazioni hanno bisogno di turismo. Ma riteniamo debba essere un turismo intelligente, sostenibile. Nei sogni dei Venturieri vi è la promozione di questo mare, non solo della laguna , ma del “Golfo di Venezia”, che nelle antiche carte è indicato a partire da Corfù e termina su a Trieste. Incrementare ancor di più i contatti tra le varie Amministrazioni regionali e statali, per aver leggi e controlli omogenei ed efficaci in materia di inquinamento e di salvaguardia dei luoghi di interesse storico-artistico e naturalistico (cosa già realizzata nei Paesi del Nord Europa). Attenzione - sottolineano I Venturieri - non vogliamo una piatta globalizzazione, anzi sappiamo che ogni golfo, ogni isola ha le sue barche, e noi vorremmo salvare e valorizzare le ultime rimaste. Questo è il nuovo, ambizioso progetto de I Venturieri.Se siete interessati al dvd che raccoglie gli atti del Convegno “Storia ed evoluzione nella progettazione, costruzione e recupero delle barche tradizionali”, contattate la segreteria de I Venturieri all’indirizzo mail
info@venturieri.it
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