sabato 9 giugno 2012

Un libro in rete: "Accanimento di Stato. Perché in Italia è diventato difficile persino morire"

Valdagno - Giovedì 14 giugno 2012 ore 20.30 presso Palazzo Festari in Corso Italia n.63 a Valdagno (VI) sarà presentato il libro: “Accanimento di Stato. Perché in Italia è diventato difficile persino morire” (Edizioni Piemme, 2012) di Paolo Cornaglia Ferraris. Insieme all’autore parteciperà alla serata Marcello Mari, medico geriatra dell'Ospedale di Valdagno, responsabile dal 2002 del Reparto di Lungodegenza con attività quotidiana di incontro, cura ed assistenza di pazienti e familiari che affrontano la fase terminale di malattie inguaribili, membro del Comitato Etico per la pratica clinica nell'ULSS 5 e referente aziendale per la valutazione del dolore. Condurrà l’incontro Marisa Dal Maso, esperta del mondo socio assistenziale.

per informazioni: info@guanxinet.it - www.guanxinet.it tel. 0445 406758

Accanimento di Stato. Tabù di Stato
Così la nostra civiltà ha cancellato l'idea di morte naturale


Tutti noi dovremmo considerare il fatto che in Italia la gestione della morte, evento che riguarda seicentomila persone all’anno - e in ultima istanza, tutti - viene lasciata nell’incertezza e nell’ipocrisia. Anzi nell’unica certezza che la nostra volontà rischia di non venire rispettata. A meno che non combaci con quella di chi ha prodotto la legge sul fine vita, che incombe sulle nostre teste come una spada di Damocle dopo essere stata approvata alla Camera. Se i legislatori avessero guardato un po’ più in là dell’opportunismo politico e si fossero messi a considerare la realtà dei fatti, si sarebbero accorti che sono molti, quasi il 70% secondo il Censis, gli italiani che vogliono avere la possibilità di decidere quando interrompere le terapie.
Non sono questioni di poco conto il desiderio di mantenere la dignità fino alla fine, di poter stabilire dove e come morire, quanta sofferenza sopportare, quali confini dare a ciò che chiamiamo vita, e la sicurezza che le nostre disposizioni al riguardo verranno rispettate. Sono anzi questioni che andrebbero affrontate senza strumentalizzazioni.
Con la verve del polemista, il rigore dei dati, e il calore di un vero medico curante - e ricorrendo al supporto di autorevoli voci, da Eugenio Scalfari a Ignazio Marino - Paolo Cornaglia Ferraris disegna il quadro della situazione attuale, riepiloga le motivazioni di laici e cattolici sul fine vita, e smaschera le ipocrisie di un sistema che rendendo arduo il morire, rende difficile perfino vivere.
Il libro di Paolo Cornaglia Ferraris racconta storie di uomini e donne, ma non prima di avere chiarito con qualche dato a che punto è arrivato il servizio sanitario pubblico in Italia. Lo fa grazie a specialisti competenti come Michele Gallucci, l'oncologo pioniere italiano delle cure palliative. Sono storie vere che raccontano quanto oggi in Italia si fa di buono.
Perchè prima di qualunque riflessione, sia essa morale, religiosa o politica, e ben prima di maturare idee, rivedere pregiudizi, sostenere fedi e ideologie, è indispensabile conoscere e capire di più, partendo proprio da ciò che realmente accade. Conoscere il problema e comprendere come il processo del morire impegni familiari, amici, medici, operatori, organizzazioni.

Paolo Cornaglia Ferraris è medico specializzato in ematologia e oncologia pediatrica ed è stato per vent'anni dirigente dell'ospedale genovese Gaslini. Editorialista del quotidiano “La Repubblica”, come scrittore ha firmato, tra gli altri il libro-denuncia “Camici e pigiami” e il più recente “La casta bianca”. Ha fondato e presiede l'onlus Camici & Pigiami (www.camiciepigiami.org) per “una cultura del dialogo tra chi cura e chi è curato e la tutela della buona sanità”.

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