Una giornata radiosa ha accolto persone e labari al tornante 13 della S.S. Cadorna, tre chilometri prima di Cima Grappa. Folta la rappresentazione degli Amministratori bassanesi.Con una sobria cerimonia, condotta dal Col. Paolo Casangrande, il Comitato Celebrazioni Storiche nel nome del Grappa 1918-2018, ha ufficializzato la donazione di 100 mq. di terreno fatta dalla Famiglia Eger alla Città di Bassano.
Bassano è nota come la Città del Grappa, ma fino ad oggi - ha precisato il Presidente del Comitato Nino Balestra - del Grappa non possedeva nemmeno un filo d’erba. Ora ci auguriamo che questo primo passo verso il Centenario, significhi anche guardare gli alberi di Viale dei Martiri, testimoni muti di terribili eventi, e spingere lo sguardo oltre, verso il Sacro Monte, teatro di altri sacrifici, nella speranza che in un momento di profonda crisi morale, economica, politica ci si possa ispirare alla “stella che addita il cammino” come dice la canzone del Grappa.
Passaggio di una simbolica pergamena di donazione da Gino Eger a nome di tutta la Famiglia, al Vice Sindaco di Bassano Carlo Ferraro. Eger, parafrasando una celebre frase detta da Kennedy cinquant’anni fa davanti al muro di Berlino, dice con forza e convinzione “anch’io sono bassanese”.
Ha aggiunto i suoi ringraziamenti il Sindaco Cimatti, attardato per un ingorgo stradale, grazie anche dall’Assessore Manuela Baron, in rappresentanza del Comune di Borso del Grappa: Borso c’è e Borso vuole esserci, conclude rivolgendosi al Comitato.
E’ toccato poi a Dino Secco delegato dalla Provincia di Vicenza, per chiudere con Marzio Favero, Presidente del Comitato Scientifico regionale per il Centenario, che ha speso parole di elogio per il Comitato, così incisivo ed organizzato, per il Grappa, centro nevralgico degli eventi di un secolo fa, spiegando le buone, anzi ottime ragioni, per le quali anche in un momento di profonda crisi economica come l’attuale non si debba trascurare la memoria di chi a centinaia di migliaia, ha donato la vita per la nostra libertà. Da qui, da queste assurde guerre, nasce il monito per una reale unità europea.
Il terreno diverrà una balconata, semplice e sobria, dove un cippo di pietra viva de Grappa con incise poche parole ricorderà la donazione ed i donatori, con un grande leggio che inviterà a guardare oltre la strada, (detta dal 1918 “giro della morte”), le innumerevoli buche di granate ancora visibili a cent’anni di distanza.
Alzabandiera, il silenzio, l’Inno d’Italia, hanno accompagnato con qualche momento di commozione la cerimonia.
Da oggi Bassano è a tutti gli effetti la Città del Grappa.
Immagine: Foto Orlando Zanolla. Un momento della cerimonia


























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