martedì 10 luglio 2012

Lega, niente di nuovo sotto il sole

di Ivano Maddalena

La Lega Nord tenta di vivere il suo rinnovamento dopo le burrasche primaverili e di inizio estate. Ma a dirla tutta, niente di nuovo sotto il sole. Più che nuova vita sembra una lotta per sopravvivere.
Gli eventi si susseguono. Cominciamo dall’ultimo. Ieri si è riunito, nella sede storica di via Bellerio, il primo consiglio federale della Lega Nord dopo il congresso tenutosi al forum di Assago. A presiederlo Roberto Maroni, neo eletto segretario federale della Lega Nord.
Di che cosa si è discusso e che cosa si è deciso. In primo luogo si è discusso di questioni organizzative e si è costituito l’ufficio politico federale presieduto da Giacomo Stucchi. Inoltre si è costituito un comitato di disciplina e garanzia che si occuperà di espulsioni e di provvedimenti disciplinari. Questo comitato sarà presieduto dal presidente del Carroccio Umberto Bossi, lui il defenestrato o giù di li. Non sarà solo ma sarà “sostenuto” dal segretario Roberto Maroni e dai vicesegretari federali.
Istituita inoltre la segreteria politica federale che si riunirà tutti i lunedì alle 15.00 di cui fanno parte il segretario federale, il presidente della Lega, i capigruppo, i presidenti delle giunte piemontese e veneta, i capi delegazione di Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Alla segreteria politica parteciperanno anche il sindaco di Varese Attilio Fontana, il segretario nazionale lombardo Matteo Salvini e il segretario nazionale della Liga Veneta Flavio Tosi. Inoltre il consiglio ha anche provveduto alla nomina di un revisore dei conti che dovrà garantire che i bilanci della Lega siano corretti e trasparenti. Solo ora i “puri” si rendono conto che tanto santi non erano. Belsito era uno che di garanzie al Senatùr e compagnia doveva averne dato e non poche. Di certo la borsa dei denari era sempre apribile per il Trota e molti altri della Lega.
Ma facciamo un passo indietro, a domenica 1 luglio.
Alcuni passaggi del discorso di Maroni: “Vorrei che domani si ricominciasse a lavorare tutti insieme”. E vien da dire e fin’ora cosa avete fatto? La Lega Nord unita non lo era? L’invito alla collaborazione da parte di Maroni è stato forte ma: “Chi è qui per chiacchierare a vanvera se ne può andare domani mattina. Patti chiari, amicizia lunga. Non me l’ha ordinato il medico di fare il segretario, anzi mi ha consigliato di non farlo. Ma io lo faccio, se il congresso mi eleggerà, e garantisco lo stesso impegno che ho messo negli ultimi tre anni nella lotta alla mafia. Lo voglio fare perché credo nella Lega. Senza tutele, senza commissariamenti, senza ombre, con il consenso di tutti. E io ho intenzione di farlo come prevede lo statuto”. Patti chiari appunto, quelli che hanno portato la Lega allo sfascio, quelli del cerchio magico, quelli delle due fazioni contrapposte e cioè maroniani versus bossiani. Maroni Roberto eletto, bene, ma era candidato unico. Aveva forse dubbi di non farcela?
E poi si è tornati a parlare di Padania. Che novità! “Il progetto della Padania non cambia. Finché ci sarò io non si toccherà l’articolo 1 dello statuto. La Padania diventerà una regione dell’Europa”.
Maroni un garante che è una garanzia. Beh!
Poi l’impegno a distaccarsi da Roma: “Il problema sono le alleanze? Ma chi se ne frega di allearsi con chi sostiene il governo Monti, via da Roma vuol dire via dalle poltrone, via dalla Rai, via dai doppi incarichi”.
Roberto Maroni dunque prende la guida del Carroccio e rispolvera, come abbiamo detto, gli argomenti cari a Bossi, attaccando pure Napolitano e raccontando di un Nord da liberare perché : “strozzato dal Sud, la nostra Grecia”.
E Umberto Bossi? Venti minuti di discorso in cui mai nomina Maroni e critica i partecipanti al congresso per aver approvato il nuovo statuto in sua assenza dicendo: “Voglio andare a vedere se mi avete fatto degli imbrogli nel nuovo statuto”. Inoltre aggiunge anche lui il: “via da Roma perché è lì che stanno i ladri”.
L’intervento di Bossi che era iniziato con la rabbia in corpo, di fatto finisce tra le lacrime prima di passare: “il bambino”, il testimone. Ovviamente Maroni ringrazia ma non manca di rivendica pieni poteri: “Non sarò commissariato”. Staremo a vedere!
Cambia il segretario nella guida della Lega Nord dunque, ma non cambia il copione, ecco perché niente di nuovo sotto il sole. Discorsi vecchi e stantii, battaglie senza senso, volti già noti e lotte intestine non estinte.
Ci diamo appuntamento a Pontida, dicono.
Vedo che nel vicentino le feste padane non son più frequentate come quelle di un tempo, anzi qualcuna non è più in calendario. Sarà la crisi… della Lega Nord.

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