martedì 14 agosto 2012

I protagonisti delle Olimpiadi di Londra 2012

di Francesca Monti

La scorsa domenica si sono conclusi i XXX Giochi Olimpici di Londra 2012. Vediamo quali sono i personaggi che si sono maggiormente distinti in questa edizione a cinque cerchi. I Giochi londinesi hanno avuto come indiscusse protagoniste le donne, sia per l’Italia con le nostre ragazze del Dream Team di fioretto (Di Francisca, Vezzali, Errigo, Salvatori), con Jessica Rossi nel trap, Martina Grimaldi nel nuoto di fondo e Rosalba Forciniti nel judo, sia per le altre nazioni partecipanti. Quelle di Londra possono essere definite le Olimpiadi rosa. Per la prima volta tutte le delegazioni presenti, ben 204, avevano almeno una donna in squadra (anche il Qatar, Brunei e gli Emirati Arabi) e per la prima volta tra gli sport c’è stata la boxe femminile. Dalla prima Olimpiade di Atene 1896, con zero presenze femminili, a oggi, con 4.850 sportive che rappresentano il 46 per cento del totale degli atleti, (l’Italia presentava 291 atleti in totale, di cui 126 donne) sono stati fatti grandi progressi. Ne sono l’esempio la mezzofondista Sarah Attar, una delle due atlete donne saudite che hanno partecipato ai Giochi Olimpici, 19 anni, studentessa in un college americano, che è scesa in pista per la gara degli 800 metri, coperta dall’hijab bianco, con maglia a maniche lunghe e calzamaglia nera. Sarah è arrivata ultima nella sua batteria, con più di mezzo minuto di ritardo rispetto alla penultima concorrente, ma è stata ugualmente applaudita dal pubblico. Sarah ha comunque vinto la sua Olimpiade e ha lanciato un messaggio alle donne dell'Arabia Saudita: impegnarsi di più nello sport, sognare, anche loro, di diventare atlete, come lei, perché si può essere atlete ad alti livelli conciliando lo sport con la tradizione islamica vigente nella monarchia saudita, dove le donne ancora non possono viaggiare all'estero, subire interventi medici e lavorare senza il permesso di un uomo della famiglia, non possono guidare un'auto, e hanno ottenuto il diritto di voto e di elettorato nel 2011. La judoka saudita Wojdan Shaherkani è stata invece al centro di una disputa tra la Federazione internazionale che voleva che l'atleta scendesse sul tatami con il capo scoperto, perché il velo avrebbe potuto causare soffocamento, e la delegazione saudita che voleva farla gareggiare con l'hijab, pena il ritiro di tutta la squadra dai Giochi. Alla fine, si è raggiunto un compromesso: un velo islamico disegnato appositamente per la gara della Shaherkani. E ancora il Qatar che ha portato ai Giochi la tiratrice Bahia Al Hamad, 20 anni, che ha fatto anche da portabandiera nella cerimonia inaugurale, la nuotatrice Nada Mohammed Wafa Arakji e la sprinter Noor al-Maliki. Il Brunei invece ha partecipato con Mahusin Maziah, atleta dei 400mt ostacoli. E poi ancora la tiratrice malese Nur Mohamed Suryani Taibi, che ha preso parte alla gara di carabina, incinta di otto mesi. E parlando di grandi donne non possiamo non citare due immense campionesse italiane: Josefa Idem e Valentina Vezzali, la prima a quasi 48 anni e all’ottava Olimpiade, ci ha fatto sognare nella canoa, vincendo la semifinale e chiudendo poi quinta nella finale, la seconda, alla quinta Olimpiade, ha conquistato due medaglie, un bronzo nell’individuale e l’oro nel fioretto a squadre, diventando l’azzurra più vincente di tutti i tempi (anche il Presidente del Cio Jacques Rogge nel suo discorso, ha citato Valentina tra i più grandi campioni olimpici di Londra2012 insieme a Bolt e Phelps). Una menzione va fatta anche per Alessandra Sensini, che a 42 anni e alla sua quinta Olimpiade, si è piazzata all’ottavo posto nella vela RS:X. Tra i grandi protagonisti dei Giochi bisogna citare l’inglese Mo Farah, idolo incontrastato dell'Olympic Stadium, capace di realizzare la doppietta nei 5000 e nei 10.000, bissando l’impresa di Kenenisa Bekele a Pechino 2008. Nato a Mogadiscio, Mo Farah ha trovato asilo politico in Inghilterra, e tra poco diventerà papà di due gemelle. Indimenticabile anche la gara di David Rudisha, campione keniano di atletica, che ha vinto la finale degli 800m, frantumando il record del mondo, precedendo l’atleta del Botswana Nijel Amos, che ha regalato la prima medaglia a cinque cerchi alla sua nazione. E ancora la giovanissima cinese Ye Shiwen, la nuotatrice sedicenne capace di battere il tempo di Ryan Lochte sulla stessa distanza, nell’ultima frazione a stile libero dei 400 metri misti, l’eptatleta inglese Jessica Ennis, beniamina del pubblico di casa, il velista britannico Ben Ainslie, il primo nella vela a vincere 4 ori e 1 bronzo in cinque edizioni olimpiche, e Brad Wiggins, fresco vincitore del Tour de France e trionfatore nella cronometro su strada di ciclismo. E infine tre immensi campioni che hanno regalato grandi emozioni con le loro imprese: Oscar Pistorius, che ha coronato il suo sogno di prendere parte ai Giochi, infrangendo tutte quelle barriere che sembravano insormontabili, passando il primo turno dei 400 e facendo una gara bellissima da ultimo frazionista del Sudafrica nella finale della staffetta 4x400. Un campione da cui tanti hanno solo da imparare. Michael Phelps, invece, ha conquistato sei medaglie, di cui tre ori. Lo squalo di Baltimora è diventato l'atleta più medagliato di sempre, con ventidue allori olimpici di cui diciotto d’oro e al termine delle gare, ha annunciato il suo ritiro dall'attività agonistica. Infine Usain Bolt, il più grande velocista di sempre, vincitore di tre ori olimpici (100m, 200m e staffetta 4x100 con record del mondo). Nessuno prima di lui era riuscito a vincere per due Olimpiadi consecutive le tre gare principali della velocità. L’Italia torna da Londra con ben 28 medaglie, una in più rispetto a Pechino: 8 d’oro: Squadra maschile di tiro con l'arco (Galiazzo, Nespoli, Frangilli); Elisa Di Francisca (fioretto); Daniele Molmenti (kayak slalom k1); Fioretto femminile a squadre (Di Francisca, Errigo, Vezzali, Salvatori); Jessica Rossi (trap); Fioretto maschile a squadre (Baldini, Cassarà, Aspromonte, Avola); Niccolò Campriani (carabina 50 m tre posizioni); Carlo Molfetta (taekwondo); 9 d’argento: Luca Tesconi (pistola 10 m); Arianna Errigo (fioretto); Diego Occhiuzzi (sciabola maschile); Niccolò Campriani (carabina 10 m); Battisti-Sartori (canottaggio due di coppia); Massimo Fabbrizi (trap); Clemente Russo (pugilato); Roberto Cammarelle (pugilato); Settebello (pallanuoto); 11 di bronzo: Valentina Vezzali (fioretto); Rosalba Forciniti (judo); Sciabola maschile a squadre (Montano, Occhiuzzi, Tarantino, Samele); Matteo Morandi (anelli); Martina Grimaldi (10 km nuoto in acque libere); Fabrizio Donato (salto triplo); Vincenzo Mangiacapre (pugilato); Mauro Sarmiento (taekwondo); Pallavolo maschile; Marco Aurelio Fontana (mountain bike); Ginnastica ritmica a squadre. Inoltre abbiamo sfiorato varie volte il podio, cogliendo il quarto posto con Tania Cagnotto, Francesca Dallapè, nei tuffi, Alberto Busnari nel cavallo (ginnastica artistica), Vanessa Ferrari nella ginnastica artistica, Zandonà e Zucchetti nella vela. Abbiamo chiuso i Giochi all’ottavo posto del medagliere, vinto dagli Stati Uniti, davanti alla Cina e alla Gran Bretagna. Soddisfatto il Presidente del Coni Gianni Petrucci ha dichiarato: “Avevo detto che saremmo dovuti arrivati almeno a 25 medaglie per ritenerci soddisfatti. La previsione e' stata ampiamente superata per cui sono soddisfatto. L’Italia è nel G8 dello sport". La delegazione azzurra ha ricevuto i complimenti del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. E dopo le Olimpiadi, dal 29 agosto al 9 settembre sarà la volta delle Paralimpiadi, con tanti campioni azzurri (tra cui Alex Zanardi nella handbike, Annalisa Minetti nell’atletica e la schermitrice Bebe Vio), impegnati nelle varie discipline. Portabandiera per l’Italia nella cerimonia di inaugurazione sarà l’arciere Oscar De Pellegrin.

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