giovedì 9 agosto 2012

La verità di Alex Schwazer

di Francesca Monti

Alcuni giorni fa indiscrezioni, poi confermate dallo stesso atleta, avevano annunciato l'esclusione di Alex Schwazer, oro olimpico nella marcia 50 km a Pechino 2008, dalle Olimpiadi di Londra a causa della positività all'Epo riscontrata in un controllo antidoping. Schwazer, in una conferenza stampa che si è tenuta ieri a Bolzano, ha spiegato tra le lacrime quanto accaduto, assumendosi tutta la responsabilità: "Sono andato in Turchia da solo con 1500 euro, mi sono procurato l'Epo e sono tornato. Il farmacista mi ha dato quello che volevo, sono stato là ed è stato un momento bruttissimo, non avevo mai fatto uso di sostanze dopanti. Ero reduce da tre anni molto difficili. L'anno scorso, dopo un anno travagliato, dovevo prendere delle decisioni. Con le Olimpiadi davanti io non sono più stato lucido. Io mi sono fatto le iniezioni da solo. Mi son informato su internet anche se qualcuno dice che è impossibile farsi di Epo da solo, vi assicuro che su internet è possibile sapere tutto quello che si vuole. Dovevo dire bugie alla mia fidanzata (Carolina Kostner) e guardavo l'orologio perché sapevo che sarebbe potuto venire il controllo antidoping. Mi vergogno di quello che ho fatto, chiedo scusa a tutti. Adesso sono molto dispiaciuto, ho buttato via anni dove mi sono allenato. Ma sono contento che è finito tutto, perché forse ora riesco a fare una vita normale". Ora la Procura di Bolzano ha aperto un'inchiesta per far luce sull'accaduto.
Questa vicenda pone tanti interrogativi. Perchè un campione come Schwazer ha sentito la necessità di fare ricorso all'Epo, sapendo che avrebbe potuto essere scoperto? Come mai nessuno ha capito le difficoltà che stava vivendo? Perchè in alcuni paesi si vende legalmente l'Epo? E' assurda tutta la pressione che hanno addosso i grandi campioni, che devono sempre vincere, perchè se non portano a casa la medaglia vengono attaccati dalla stampa e dalla critica, le stesse che sono capaci di osannare gli atleti quando vincono e di farli sprofondare nella polvere quando non riescono a portare a casa i risultati sperati. Dov'è finito lo spirito olimpico di De Coubertin? Con questo non voglio in alcun modo giudicare nè giustificare quanto fatto da Schwazer, perchè ha commesso un grandissimo errore pensando di risolvere tutti i problemi attraverso il doping, perchè le vittorie si conquistano con l'impegno e con le proprie forze, non con l'ausilio di sostanze proibite, perchè ha dato un cattivo esempio a tanti giovani e ha distrutto non solo la sua carriera sportiva ma ha anche rovinato se stesso come persona. E' giusto che paghi con la squalifica. Nonostante tutto ciò è stato comunque coraggioso, a differenza di altri atleti che hanno negato l'evidenza, prendendosi le proprie responsabilità davanti a tutti, fin dall'inizio di questa brutta storia e questo gli va riconosciuto. Sarà compito delle Federazioni cercare di contrastare l'uso di sostanze dopanti in maniera ancora più ferrea, in modo da evitare altri casi come questo.
Penso però che, fermo restando che vada condannato questo gesto inqualificabile, Alex Schwazer non debba essere lasciato solo o considerato un criminale, ma debba essere aiutato a riprendere in mano la propria vita e a ricostruirsi un futuro.

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