Il sesto magnifico oro per l'Italia alle Olimpiadi di Londra è arrivato ancora una volta dal fioretto: dopo quelli femminili individuale e a squadre, è stata la formazione azzurra maschile a salire sul gradino più alto del podio, imponendosi contro il Giappone per 45 a 39. Andrea Baldini, Giorgio Avola, Valerio Aspromonte e Andrea Cassarà sono stati autori di un'ottima finale, che è stata aperta da Baldini col primo assalto conclusosi sul 3-5 a favore dei nipponici. Poi il pareggio 4-4 tra Avola e Ota, quindi è stata la volta di Cassarà che ha piazzato un parziale di 8-4 contro Chida chiudendo il primo giro di assalti sul 15-14 per l'Italia. Il match è stato poi in equilibrio nei successivi tre assalti e quando Avola ha iniziato il settimo confronto, l'Italia era avanti 30-29. Il fiorettista siciliano si è imposto 5-4 su Chida, stesso risultato tra Cassarà e Awaji (subentrato a Mikake), poi lo splendido assalto finale di Baldini che ha sfidato Ota, chiudendo il match sul 45-39, dopo 82 minuti di gara."Non ci aspettavamo una resistenza così ardua da parte dei giapponesi, che hanno tirato veramente molto bene", ha raccontato Giorgio Avola. "Non ci davano spazio, erano sempre fermi. Poi, per una scherma come la mia, che lavora tanto sul tempo e sull’avversario, è difficilissimo portare a casa dei risultati. Però, ce l’ho messa tutta, anche a non prenderne. Siamo stati lì a combattere, ma poi sono riuscito a mettere quella stoccata che nel punteggio c’è, sì, c’è anche la mia... Che dire, ancora non ci crediamo". Valerio Aspromonte ha commentato: "Sono contentissimo, oggi i ragazzi hanno tirato benissimo. Non ci aspettavamo che la squadra giapponese fosse veramente così insistente. Però, piano, piano, una botta alla volta stavano sempre lì, fino a quando, all’ultimo, non abbiamo preso quel minimo vantaggio che c’è bastato fino alla fine". Andrea Baldini ha detto: "Sono emozionatissimo, siamo contentissimi, era l’obiettivo che inseguivo, che inseguivamo da tanto, ed è bello. Siamo solo contenti e, forse, capiremo meglio da domani cosa abbiamo fatto. Per mandare il cuore oltre l'ostacolo occorreva essere squadra, altrimenti non saremmo arrivati all'oro. ma da vera squadra non abbiamo mai perso la testa. Tutti insieme. Cassarà? Tra di noi siamo amici non solo compagni". Infine Andrea Cassarà: "Non ho guardato l'ultima stoccata non perché pensavo non fosse in grado di chiudere, ma perché è da questa mattina che porta fortuna questo gesto scaramantico". (f.m.)


























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