martedì 31 luglio 2012

Olimpiadi: Quarta giornata senza medaglie

La quarta giornata di gare alle Olimpiadi di Londra 2012 si è conclusa senza medaglie per l'Italia.

Nel nuoto, la nostra campionessa Federica Pellegrini ha chiuso al 5° posto i 200 sl, vinti dalla statunitense Schmitt, davanti alla francese Muffat e all'australiana Barrett. Fede non è riuscita a difendere il titolo olimpico vinto 4 anni fa a Pechino. Sui risultati della squadra azzurra di nuoto potrebbe avere inciso la preparazione, visto la forma non perfetta non solo di Federica, ma anche di Magnini e Dotto, eliminati nelle batterie dei 100sl, e di Scozzoli. Resta comunque il fatto che la Pellegrini negli ultimi 8 anni ha regalato all'Italia vittorie e record ed è ingiusto criticarla adesso, dimenticando tutto quello che ha fatto finora.
Nella scherma Andrea Baldini è rimasto ai piedi del podio del fioretto individuale maschile, sconfitto nella finale per il terzo posto dal coreano Choi, per 15-14 dopo un match appassionante. Peccato perchè il fiorettista livornese avrebbe meritato una medaglia. per lui era la prima partecipazione olimpica, visto che quattro anni fa era stato fermato prima di partire per Pechino, perchè positivo ad un controllo antidoping per aver assunto un diuretico.
Settimo posto per la squadra femminile di ginnastica artistica composta da Vanessa Ferrari, Giorgia Campana, Erika Fasana, Carlotta Ferlito ed Elisabetta Preziosa.
Bene nel tennis i doppi composti da Pennetta-Schiavone e Vinci-Errani, vittoria per Menegatti e Cicolari nel beach volley contro la Gran Bretagna. Nella pallavolo l'Italia ha vinto 3-1 con l'Argentina, mentre il Settebello ha pareggiato 7-7 con la Grecia.
Quinto posto per Luigi Lodde nello skeet maschile, ad un solo piattello dal bronzo, nell'equitazione 11° posto per Vittoria Panizzon su Borough e 19° per Stefano Brecciaroli su Apollo. (f.m.)

Laura Curino a Castelfranco Veneto

Giovedì 2 agosto al Teatro Accademico una delle narratrici più rappresentative della scena italiana, porta sul palco il suo spettacolo storico

Giovedì sera alle ore 21.00 Laura Curino narra il suo innamoramento per il teatro, quell’incantamento di fronte al mistero della rappresentazione che tocca tutti noi. PASSIONE è uno spettacolo storico dell’attrice torinese, il suo manifesto, un irrefrenabile, divertente e struggente canto all’uomo, ad una certa Italia, al teatro.

Dai condomini della cintura torinese, dove la rapida immigrazione del dopoguerra mescolava dialetti e abitudini in quella che sarebbe diventata l’Italia di oggi,” Passione” racconta della scoperta del teatro e del progressivo raffinamento di una vocazione.

Il quadro della vicenda raccontata da Laura Curino e il primo significato di “Passione” è quello dell’amore per la recitazione nato una sera andando a vedere uno spettacolo; una passione che diventa anche la via di salvezza per la protagonista della catastrofe umana che è l’oggettivo contesto in cui si svolgono gli incontri.

I personaggi rievocati con un’abilità bozzettistica sono infatti di una comicità travolgente e malinconica. Immediatamente riconoscibili nella periferia di una qualunque città moderna, raccontano di comunità che non esistono più e di modi di vedere il mondo che, privati del loro contesto, sono pateticamente inadeguati. Ne emerge un quadro nell’insieme affettuoso, che pure ha il pregio di non mascherare sentimentalmente il crollo dell’arcaico italiano nella confusa modernizzazione di cui siamo figli.

“Passione” è anche il doloroso percorso, attraverso un itinerario delineato con lucidità, dalla comunità alla solitudine, dall’essere come gli altri e tra gli altri, alla scoperta che gli altri non esistono genericamente ma che sono tante persone diverse. La loro follia, i loro sentimenti, le ambizioni di ciascuno costringono progressivamente a scavarsi addosso un’identità che non può più venire scambiata con quella di un altro. E’ insomma il racconto di una formazione del sé, dello scoprirsi con gli anni consegnati a un destino che si era appena intravisto all’inizio della vita.

La serata proseguirà nei cortili di Villa Bolasco dove Barokthegreat, progetto performativo della coreografa Sonia Brunelli e della musicista e artista visiva Leila Gharib, darà origine ad una figura dalla grande potenza: in THE ORIGIN una nera regina barocca con un grande abito sgargiante, danzerà negli spazi di questo meraviglioso e decadente complesso architettonico, evocando vibrazioni di altri tempi nel tempo presente.

Contemporaneamente sotto il portico della bella barchessa il Teatro dei Sapori offrirà un convivio che sposerà la danza vorticosa delle figure di Anagoor che animano l’installazione video IL FORTUNALE DELLE IMMAGINI.


Informazioni e prenotazioni tel. 347 005180387

Sull'esportazione di capitali all'estero

di Pino Rossi

Recentemente sono stato colpito da una frase pronunciata da Pierluigi Bersani, il quale secondo l'AGI ha dichiarato: "Se porti i soldi all'estero sei un poco di buono, vigliacco e traditore del tuo Paese". Così Pier Luigi Bersani ha criticato l'atteggiamento di chi, per non pagare le tasse, porta il proprio denaro su conti esteri...
Si tratta certamente di parole molto forti dalle quali traggo spunto per formulare alcune considerazioni in merito all'esportazione di denaro, ed il suo deposito all'estero. Operazione che non costituisce di per se evasione fiscale, si tratta infatti di un comportamento che può essere assolutamente irreprensibile!
Il risparmiatore che desidera depositare i suoi soldi all'estero può farlo liberamente, purché indichi queste operazioni nella propria dichiarazione dei redditi (precisamente nel modello Unico PF, fascicolo 2, Quadro RW).
Addirittura se le operazioni hanno un importo inferiore ad euro diecimila non vi è nemmeno l'obbligo di compilazione del quadro sopra menzionato.
Chi desidera avere la conferma di ciò può semplicemente consultare le istruzioni alla compilazione del fascicolo 2 del modello Unico, disponibili sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Pertanto le persone che decidono di detenere i propri risparmi in un altro stato, che offre maggiori rendimenti, o che semplicemente è ritenuto più affidabile, non devono affatto sentirsi dei poco di buono, dei vigliacchi ne tanto meno dei traditori, in quanto hanno compiuto un'operazione perfettamente lecita.
Ovviamente questo non vale per coloro che occultano all'estero, o in Italia, i proventi di attività illecite o per le quali non si è versato le imposte dovute.
Ho ritenuto utile precisare quanto sopra perché spesso nei dibattiti televisivi questa distinzione non viene fatta e coloro che decidono di detenere denaro in conti esteri sono di per se definiti evasori, in tal modo si rischia etichettare anche coloro che evasori non sono!
Per completezza vorrei ricordare che l'Unione Europea si è costituita nel corso dei decenni, ed alla sua base, fin dal Trattato di Roma stipulato il 25/03/1957, vi erano quattro libertà fondamentali, cioè la libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali,
Attorno a queste quattro libertà fondamentali, nel corso dei decenni si è formata l'Unione Europea.
In particolar modo, il Trattato che istituisce la Comunità Europea (pubblicato nel supp. della Gazzetta Ufficiale n.155 del 06/07/1998 e mai abrogato) all'articolo 56 recita “... sono vietate tutte le restrizioni ai movimenti di capitali tra Stati membri, nonché tra Stati membri e paesi terzi.”
Coloro che si professano europeisti non dovrebbero mai scordare questo articolo, il cui contenuto è alla base stessa della storia dell'U.E.
I risparmiatori che decidono di spostare dei capitali in un altro stato, lo fanno in base ad una possibilità che trae la sua origine proprio dall'esistenza dell'Unione Europea.
Infine mi ha particolarmente impressionato l'uso del termine “traditore”, si tratta di una parola molto forte, che fino ad ora non avevo mai sentito proferire all'indirizzo di coloro che esportano capitali all'estero, nemmeno in caso di evasione e che solitamente si adopera in situazioni critiche come le guerre e le rivoluzioni.
Se un conflitto volge al peggio si genera la fobia del traditore, che talvolta può servire per sviare l'indignazione pubblica, che spontaneamente si rivolgerebbe contro coloro che esercitano il potere decisionale (e quindi hanno i meriti e le responsabilità per i risultati conseguiti).
Mi auguro solamente che coloro che hanno l'incarico di amministrare l'Italia compiano le scelte giuste per risollevare questo paese, assumendosene i meriti ed anche le responsabilità, senza percorrere la scorciatoia di iniziare una nuova “caccia all'untore”, di manzoniana memoria.

Un magnifico autunno d'arte e non solo

L'arte rifiorisce in autunno. Grandi appuntamenti

Le mostre sembrano non risentire troppo della crisi. O meglio, snellite e ripulite da allestimenti talvolta faraonici, da ogni sovrastruttura non indispensabile, si propongono nella loro essenza ad un pubblico che sembra apprezzare questo sforzo, che è sforzo di ricondurre il tutto alla sostanza ed alla qualità. Ciò che ci attende, traguardata l'estate, è un programma di eventi qualitativamente molto alti e soprattutto molto attenti ad offrirsi in modo preciso ai diversi pubblici, cercando di coinvolgerli con l'eccellenza delle opere ma anche con la capacità di offrire percorsi espositivi effettivamente interessati e coinvolgenti. Vediamo alcune di queste proposte, annunciandole in ordine cronologico di data di apertura.

Dal 7 settembre, a Mantova, Palazzo Te propone una grande mostra su Pier Luigi Nervi, il più famoso fra gli ingegneri italiani del Novecento. Qui raccontato attraverso le sue realizzazioni nel mondo, con un focus particolare su una sua celebre opera per questo territorio: la Cartiera Burgo.

Ai piedi dei colli parmensi, in quella casa scrigno di capolavori che è Villa Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, dall'8 settembre, ampia retrospettiva su Graham Sutherland, con Bacon e Freud è nel trittico dei "grandi inglesi" del secolo appena trascorso.

Attesissima, a livello internazionale, è la mostra "Da Guercino a Caravaggio" che a Milano, in Palazzo Reale, dal 18 settembre, ricorda scoperte e passioni di Sir Denis Mahon nel centenario della nascita.

Al Museo Archeologico Nazionale di Venezia, dal 21 settembre in mostra una selezione di grandi opere di Lynn Davis, una delle più raffinate fotografe della scena americana.

Ai primi di ottobre, riflettori tutti puntati su Vicenza "città bellissima" che si propone al turismo internazionale dopo anni di restauri, interventi, recuperi sui principali edifici palladiani e storici. La Basilica Palladiana, riaperta, accoglie dal 6 ottobre "Raffaello verso Picasso. Storie di sguardi, volti e figure", sontuosa esposizione di capolavori del ritratto. Il 4 ottobre, ancora a Vicenza ma a Palazzo Barbarano, aprirà i battenti l'atteso Palladio Museum che segnerà un modo nuovo di raccontare l'architetto e la sua epoca.

Dal 5 al 14 ottobre torna la Biennale Internazionale d'Antiquariato, accolta com'è tradizione da Palazzo Venezia, naturalmente a Roma. Antiquari e opere molto selezionati per una manifestazione d'antiquariato che ha sempre più ambizioni internazionali.

Dal 12 ottobre, alla Pinacoteca Cantonale Zust di Rancate, in Canton Ticino, "Serodine e la brezza caravaggesca nella Terra dei Laghi", mentre ai Diamanti di Ferrara, la capitale estense propone "Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara", esponendo le meraviglie delle sue collezioni, precluse dal recente sisma.

A metà ottobre, tra Padova e Milano, due eventi di assoluto rilievo intorno al tema del viaggio: il viaggio illustrato nei cahiers e nei disegni di grandi illustratori selezionati tra i migliori in Italia, in mostra alle Gallerie del Credito Valtellinese a Milano. A Padova il viaggio è raccontato da cineasti e documentaristi in "Detour, Festival del Film di Viaggio" (14 - 16 ottobre al Cinema PortoAstra e in altre sedi).

Il 23 ottobre appuntamento a Sarmede per l'edizione numero trenta della Mostra Internazionale d'Illustrazione per l'infanzia, una delle più importanti rassegne del settore al mondo. Giunta alla trentesima edizione, è dedicata alle fiabe della Russia ed è ospitate nella nuova Casa della Fantasia.

A Milano, Palazzo della Permanente, dal 26 al 28 ottobre, in mostra le opere selezionate da una prestigiosa giuria per la 13ma edizione del Premio Cairo per l'arte contemporanea.

Il 27 ottobre, a Sondrio, Gallerie del Credito Valtellinese, ampia retrospettiva sul lavoro di Antonia Campi, designer, artista e soprattutto grande ceramista.
Carlo Carrà è protagonista dal 27 ottobre, ad Alba, alla Fondazione Ferrero, di quella che sicuramente è la più importante monografica che gli sia mai stata dedicata al mondo.

Ancora illustrazione, stavolta intorno ad un tema leggero e impalpabile, l'Aria, a Rovigo in Palazzo Roverella, in attesa della grande mostra d'arte che il Palazzo accoglierà all'inizio del 2013.

Preceduta da una performance che a settembre coinvolgerà Reggio Emilia, a Palazzo Magnani, dal 10 novembre, torna la singolare epopea di Fluxus, movimento che qui ebbe negli anni Settanta una delle sue capitali.

Dal 22 novembre, ad Acireale, in Sicilia, alle Gallerie del Credito Siciliano, confronto tra un artista siciliano, La Vaccara con un artista internazionale. Maillet.

Dal 25, sempre di novembre, Lucca (Fondazione Banca del Monte) diventa sede per l'Italia della mostra promossa dall'European Photo Exhibition Award sul tema "Identità europee".

A coronare un anno di grandi appuntamenti, la colossale retrospettiva su Giambattista Tiepolo che Villa Manin di Passariano ospita dal 15 dicembre. Opere da tutto il mondo per celebrare un protagonista del Settecento europeo.

L'autunno non riserva solo mostre. Diversi, infatti, gli appuntamenti in grado di interessare chi vuole gestire il suo tempo libero in modo piacevole e intelligente.

Cominciamo da due manifestazioni fieristiche specializzate proposte da Padovafiere. Qui dal 22 al 24 settembre si danno appuntamenti ciclisti e cicloamatori da mezza Europa per "Expobici", mostra che è ormai di riferimento internazionale: nuovi mezzi, accessori ma anche percorsi. Poi dal 26 al 28 ottobre l'appuntamento è con "Auto e moto d'epoca", senza dubbio la più importante mostra-mercato italiana del settore e tra le più rilevanti al mondo.

Dell'autunno è protagonista anche il giardinaggio in mostra nel parco della Reggia di Colorno, nel parmense nell'edizione "Fall" di "Nel segno del Giglio", mostra mercato del giardinaggio di qualità. Nel taccuino di tutti i pollici verdi.

Sempre sul tema del giardino, da segnalare gli appuntamenti che si susseguiranno per tutto l'autunno alla Rocca Borromeo di Angera sul Lago Maggiore, sponda lombarda: laboratori tecnici ma anche appuntamenti per bambini e famiglie.

Non poteva mancare un omaggio al gusto: a Cremona, dal 16 al 18 novembre, torna la Festa del Torrone: grande tradizione, idee sempre fresche, divertimento. Per accogliere con piacere il magnifico inverno dietro le porte.

Valdastico Sud, cosa c'è sotto il manto stradale?

Andrea Zanoni (IdV) presenta un'interrogazione parlamentare alla Commissione europea per chiedere di approfondire le denunce di comitati e cittadini sulla presenza di materiali tossici sotto l'autostrada. “Sotto strade e infrastrutture in Italia si butta di tutto. A rischio c'è la nostra salute”

“Materiali di scarto di acciaieria potenzialmente tossici nel fondo stradale della Valdastico Sud tra Vicenza e Rovigo? Possibile violazione delle direttive Ue Acque e Rifiuti”. Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare al Parlamento europeo, presenta un'interrogazione parlamentare per chiedere verifiche alla Commissione europea. “Se sotto il manto stradale della Valdastico ci fossero veramente rifiuti tossici, a rischio ci sarebbe la salute delle migliaia di persone che abitano nella zona. Per troppo tempo sotto strade a grandi infrastrutture si è gettato di tutto. Ci vogliono rigidi controlli e pene esemplari”.

Nel 2011 il Comitato difesa ambiente salute Valdastico Sud ha denunciato la presenza di materiali di scarto di acciaieria potenzialmente tossici nel fondo stradale della Valdastico come rilevato da alcune analisi da laboratorio. L’associazione Medicina Democratica e l’AIEA (Associazione italiana esposti amianto) hanno presentato un altro esposto da cui sono scaturite le indagini dei Carabinieri e della Procura Anti-Mafia di Venezia attualmente ancora in corso. Inoltre, sono stati registrati più casi sospetti di cani deceduti poco dopo essersi abbeverati da pozze d’acqua lungo il sedime stradale, il che lascia spazio all’ipotesi di acque contaminate dalla presenza di materiali tossici, con conseguente rischio per la salubrità della falda acquifera qualora le sostanze inquinanti filtrassero nel sottosuolo. “In Italia i processi sui reati ambientali non vengono mai portati a termine perché le analisi richiedono tempi lunghi, mentre dopo appena quattro anni i reati si prescrivono” riferisce Zanoni.

“A settembre 2012 è prevista l’apertura del primo tratto della bretella autostradale Valdastico Sud, 54,3 km per un costo di 1.180 milioni di euro, che collegherà la A31 in provincia di Vicenza alla statale Transpolesana in provincia di Rovigo - continua Zanoni - In Italia il problema dello smaltimento di rifiuti tossici in occasione di grandi opere è un grosso problema - conclude l'Eurodeputato - In Europa ci sono regole precise su come vanno trattati i rifiuti (Direttiva 2008/98/CE). L'Italia si deve attenere alla lettera alle norme comunitarie nell'interesse della salute di tutti noi e non deve tentare,
come sta facendo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, di attuare pericolose scorciatoie come quella di non considerare rifiuti i materiali di scavo contaminati”.

Gallio: Stufe da guerra, bossoli lavorati, lampade, medaglie della I^ Guerra Mondiale

Venerdì 3 agosto 2012, a Gallio, nell’ambito delle manifestazioni organizzate per la ricorrenza del centenario della Prima Guerra Mondiale “Verso il Centenario”, si terrà l’inaugurazione di due importanti eventi della stagione turistica galliese

Dalla collezione privata di Rolando Baù, Mario Longhini e Fabrizio Sansoni. Sala Consiliare del Municipio di Gallio (VI) dal 3 al 12 agosto 2012

La guerra non è solo battaglie ed azione, è anche un logorio quotidiano di uomini costretti a subire la continua contraddizione tra la morte incombente e la vita che, in tanti piccoli gesti, reclama la sua parte. Proprio a questi aspetti è dedicata la mostra “Stufe da guerra, bossoli lavorati, lampade, medaglie e distintivi della Prima Guerra Mondiale”.

Curata da appassionati collezionisti del settore, l’esposizione descrive, attraverso gli oggetti, aspetti intimi e privati della vita di trincea, ricchi di umanità e pronti a ricordare che “l’intima bontà dell’uomo”, sopravvive all’abbruttimento dei conflitti.

“Le Quattro Stagioni”

Personale di pittura di Roberto Lunardi Robertino in collaborazione con l’Associazione Malattie Rare “Mauro Baschirotto” Onlus

Piazza del Municipio dal 3 al 12 agosto 2012

Robertino Lunardi è nato a Gallio il 12 maggio 1965. All'età di due anni, si è trasferito con la famiglia a Varese, ma, ancora oggi, torna regolarmente nel suo amato paese natale dove trae ispirazione per numerosi dei suoi dipinti. Sin da giovane, una malattia lo ha privato delle dita; nel corso degli anni, ha quindi sviluppato un suo modo originale di dipingere, attraverso una fascia elastica alla quale blocca il pennello. Ha seguito per due anni le lezioni di Arte Decorativa al Luisianum di Gallarate, ma ha perfezionato il suo stile nell'osservazione e nella contemplazione della natura. Ha preso parte a numerose mostre personali nel territorio lombardo, come quelle realizzate nei Comuni di S. Stefano, Solbiate Arno e Cavaria. Vive e lavora a Varese.

Profilo critico: La pittura di Robertino Lunardi prende spunto dalla Natura in tutte le sue forme e dalle stagioni che, animate dalla forza della terra, cambiano l'aspetto del paesaggio. E' proprio questa forza motrice del mondo che ci circonda che interessa al pittore e che viene colta nell'emozione dell'istante: una foglia si muove, un gallo cedrone spicca il volo, mentre un pettirosso si gode la piccola preda nell'intimità di un nido a ridosso di una casa; uno stagno viene colto con i riflessi delle foglie variopinte in autunno o dei paesaggi innevati, mentre scorci delle contrade di Gallio vengono ritratti con la presenza gioiosa e serena del paesaggio naturale. I suoi quadri sono sguardi che ci fanno riflettere, che ci invitano a guardare alle piccole cose, che fanno grande chi le osserva e le sa cogliere. Nella sua pittura, troviamo l'invito a osservare, come davanti ad uno spettacolo, le meraviglie della nostra terra.

Mostra personale del pittore Mimmo Alfarone

29 settembre - 28 ottobre 2012. Mostra personale del pittore Mimmo Alfarone

Venezia - La Biblioteca Nazionale Marciana ospiterà dal 29 settembre al 28 ottobre 2012 una mostra personale del pittore Mimmo Alfarone, intitolata "Portraits, Artistic People - International Edition", allestita nelle sue Sale Monumentali, all’interno del Percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco (con ingresso dal Museo Correr, Ala Napoleonica).

La mostra sarà inaugurata sabato 29 settembre, alle ore 12.00, con accesso dal n. 13/a di Piazzetta San Marco, Venezia (scala monumentale della Libreria Sansoviniana).

"Dipingo ogni cosa che racchiude una storia, un segreto, un fascino, un potere, un’attrazione estetica, intellettuale o spirituale. Come un esperto archeologo indago quella realtà fisica ne analizzo, scruto, manipolo e sviscero ogni dettaglio, ogni componente utile per scoprirne i segreti più intrinseci che la rendono unica. In “Portraits, Gente dell’Arte” ritraggo personalità del mondo artistico, protagonisti della storia che lasciano un segno profondo, che si distinguono, che hanno potere carismatico, materiale o intellettuale: artisti, critici, curatori, mercanti e collezionisti o mecenati, che ho incontrato e conosciuto direttamente o indirettamente".

Mimmo Alfarone

"Mimmo Alfarone ha il merito di riproporre con coraggio e semplicità i problemi della pittura. Dopo tante avventure delle avanguardie nel XX secolo, che hanno arricchito il panorama delle arti e introdotto novità fondamentali per il raggiungimento di nuove vie verso un autentico esito espressivo, si è recentemente creato un clima artefatto, in cui la pittura è stata dapprima censurata come tecnica obsoleta, e sostituita con le più varie forme di installazioni e di oggetti, mentre in seguito, come sembra accadere oggi, si dà corso a una nuova pittura confusa e fiera di dimostrarsi “cattiva pittura”, per il gusto di qualche mercante e collezionista assetato comunque di novità modaiole. Tempo fa si diceva che la pittura è morta, oggi si potrebbe dire che è “andata a male”, come frutta marcita. L’esempio di Alfarone mostra invece come sia ancora possibile praticare una pittura virtuosa, ricca di valori e capace di adempiere ad alcune sue funzioni che sembravano definitivamente superate dalla fotografia, come il ritratto recuperato al di là di ogni oleografico compiacimento".

Maurizio Calvesi

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Mimmo Alfarone è nato a Gioia del Colle (Bari) nel 1958. È docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Venezia. Ha conseguito la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Vive e lavora tra Portogruaro e Venezia.

L’aspetto che accomuna le tematiche della ricerca artistica di Mimmo Alfarone, è il forte desiderio di conoscere, scoprire e sviscerare i segreti intrinseci di ogni essenza, fisica o psicologica che affascina, che ammalia, che seduce e suscita attrazione, che diventa unica ed esclusiva. Di notevole interesse gli incontri con alte personalità del mondo artistico, a loro dedicherà il ciclo pittorico, Identità nella Storia. Il dipinto A Jean Clair sarà acquisito dalla Biennale di Venezia e farà parte della sua collezione permanente. Le sue opere sono inserite in numerose collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. Del suo lavoro si sono occupati notevoli personalità, come Maurizio Calvesi, Robert Storr, Philip Rylands, Franco Belgiorno-Nettis, Giuseppe Bergamini, Boris Brollo, Gillo Dorfles, Vittorio Sgarbi, Raffaele De Grada, Enzo di Martino ed altri. La sua attività artistica è documentata presso L’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia e alla Library and Archives del MoMa in New York.

www.mimmoalfarone.it

lunedì 30 luglio 2012

Oliero ancora regina nel Palio delle Zattere

Valstagna - Le migliaia di spettatori assiepati lungo le rive del fiume Brenta, da San Gaetano al Ponte di Rialto ed oltre, hanno fatto da cornice allo spettacolo, come sempre suggestivo ed emozionante, che si ripete a Valstagna (VI) da oltre venticinque anni nell'ultima domenica di luglio, in ricordo del drammatico "brentanon" del 31 luglio 1851. Evento unico in Italia, celebra la memoria antica dei zattieri della zona, che facevano arrivare a Venezia e Padova il legname e i prodotti delle montagne di Valstagna, portati a valle lungo la storica Calà del Sasso.

Preceduta dalla coreografica sfilata delle Contrade in costume con il settecentesco gonfalone della Serenissima, la ventiseiesima edizione della manifestazione è stata dominata, per il secondo anno consecutivo e per la quattordicesima volta in totale, dalla Contrada Oliero, che si riconferma incontrastata regina del Palio delle Zattere. Dopo il trionfo nella prova Sprint e nelle prove del Traino della Slitta e del Taglio del Tronco di sabato scorso 21 luglio, la zattera più temuta da sempre torna a dominare grazie ad una gara impeccabile, nessuna scorrettezza e il costante controllo della situazione, davanti alle Contrade Sasso Stefani - Giara Modon, Mori, Torre, Costa - Collicello, San Marco, Fontoli, Londa e San Gaetano.

Lo strepitoso equipaggio di Oliero, esperto e collaudato, è interamente composto da atleti del Valbrenta Team: Alberto Stefani (della Squadra Agonistica Senior di Rafting, alla sua ventiquattresima partecipazione al Palio), Davide Maccagnan (uno degli uomini di punta della Squadra Agonistica Senior di Canoa Fluviale - settore Discesa) e il campionissimo Robert Pontarollo (Coach del Valbrenta Team, plurimedagliato canoista mondiale e Commissario Tecnico F.I.C.K. di Canoa Fluviale - settore Discesa).

Sulle limpide acque del fiume, rallegrato dai festosi colori delle Contrade, spiccava anche il giallo vivace dei sei gommoni dell’Ivan Team, che ha offerto ai propri clienti un posto in prima fila privilegiato, per assistere al Palio in diretta, proprio davanti alla postazione delle damigelle in costume, cui gli zattieri consegnavano le bandiere delle rispettive Contrade.

Grandissimo impegno della proloco di Valstagna e del Comitato Organizzatore, che nei giorni precedenti il Palio ha profuso tutti i suoi sforzi per la buona riuscita della manifestazione. Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Elisa Santucci, giornalista di TVA Vicenza, per l'occasione calata nei panni di splendida cronista sportiva.

E così si chiude un'altra edizione di successo. Ma ancora una volta, al di là dei singoli vincitori, hanno vinto il territorio, la sinergia e lo spirito di lavorare assieme per il bene del paese e di tutta la valle del Brenta. Appuntamento al prossimo anno! (c.s.)


Carabina d'argento per Niccolò Campriani

La terza giornata di gare alle Olimpiadi di Londra si è aperta con una nuova, bellissima medaglia, un argento conquistato da Niccolò Campriani nel tiro a segno, carabina 10m. Il tiratore azzurro, primo dopo la fase di qualificazione, ha chiuso con il punteggio totale di 701.5. Medaglia d'oro per il romeno Alin Moldoveanu con 702.1 punti, bronzo all'indiano Gagan Narang con 701.1. Nato a Firenze nel 1987, Campriani fa parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, in carriera vanta una medaglia d'oro ai Mondiali di Monaco nel 2012 e un bronzo a squadre. Nel 2012 Campriani ha vinto anche una medaglia d'argento individuale e l'oro a squadre agli Europei di Vierumaki. "Una medaglia sofferta. Arrivavo qui da campione del mondo e primo nel ranking, ero concentrato ma c'erano molte distrazioni”, ha commentato Niccolò. “E' stato tutto uno stringere i denti dal primo all'ultimo colpo. Ho dato tutto, è stato bravissimo Moldoveanu che era arrivato quarto a Pechino, oggi è la sua giornata. Io sono contento, ho fatto il mio lavoro in condizioni non facili. Ogni colpo è comandato, ci sono pochi secondi e se ti prende il panico è finita. Io dopo il primo nove pensavo al peggio, mi son rimesso in carreggiata e alla fine sono riuscito a finire la gara come volevo. Voglio ringraziare la mia fidanzata (Petra Zublasing, anche lei azzurra del tiro), è stata molto importante per me, da quando ci conosciamo non ho mai mancato un podio. Oggi sono qui da solo, ma vorrei ringraziare anche tutta la mia famiglia, le Fiamme Gialle e tante altre persone". (f.m.)

La dittatura tecnocratica, un mostro a più teste

di Francesco Toscano

Mentre, con la scusa dello spread, la massoneria reazionaria flagella volutamente l’Europa, in Italia aumentano i balletti con l’avvicinarsi del voto. Bersani e Berlusconi (Alfano è solo un cameriere) dissimulano antagonismo per raggirare gli elettori più ingenui e fessacchiotti perseguendo in realtà lo stesso, identico raffinato disegno. Pd, Pdl e Udc, sostenitori del governo Monti, costituiscono un blocco unico di potere che garantisce consapevolmente gli stessi sporchi interessi sovranazionali che si nutrono anche del sangue degli italiani. Grazie alla crisi, le poche attività strategiche ancora in mano pubblica verranno presto svendute a beneficio di quella classe padronale che probabilmente tiene a libro paga molti insospettabili rappresentanti del “popolo sovrano”. Grazie alla crisi, risultato della fallimentare e dolosa architettura che regge questo aborto di Europa, ai cittadini del Vecchio Continente verranno chiesti sacrifici all’infinito. Questo malefico piano di involuzione sociale, è guidato da una élite visibile di malfattori come Draghi, Monti, Von Rompuy, Merkel, Rajoy e compagnia, dietro i quali si nascondono poi mandanti sempre più insospettabili, invisibili e occulti che, nell’ombra e al riparo dalla luce dei riflettori, si garantiscono profitti immensi speculando sulle disgrazie di quei singoli Paesi che, come l’Italia, esprimono una classe dirigente imposta ai vertici delle Istituzioni con il preciso obiettivo di colpire i cittadini arricchendo contestualmente gli oligarchi che nell’oscurità li coprono e li proteggono. Questa piramide, che muove le leve del potere in senso verticale dall’alto verso il basso, conosce diversi livelli. I tecnocrati di Bruxelles, quelli che oramai mandano ordini a viso aperto pure ai governi democraticamente eletti, non possono essere messi in discussione. Il livello di potere inferiore, quello cioè che delega alcuni precisi personaggi al fine di garantire sul territorio gli interessi delle élite schiaviste, deve limitarsi a dissimulare polemiche orizzontali (Pd contro Pdl per esempio), quando e se servono, per poi unirsi nei momenti più delicati e feroci (come nel caso dell’attuale governo Monti). Il governo Monti sta a Bruxelles come quello collaborazionista di Vichy stava alla Berlino nazista. Cambiano soltanto gli strumenti utilizzati, sanguinari nel secolo scorso, ipocriti e in guanti bianchi oggi. Nel caso in cui però i popoli dovessero mai rivendicare con forza dignità e diritti, i galantuomini di oggi non si faranno nessuno scrupolo ad utilizzare la forza bruta stile Iraq di Saddam. Oggi, per imbambolare la gente, bastano gli editoriali di Eugenio Scalfari e i telegiornali appiattiti ed adoranti. Quando tali strumenti non saranno più sufficienti, questo modello di potere si farà tentare dalla carta degli arresti mirati, della strategia della tensione e, alla peggio, perfino delle “misteriose sparizioni”. Ognuno è libero di votare Pdl, Pd e Udc pensando che siano cose diverse. E’ bene però che i cittadini leggano correttamente la realtà, considerando tali comitati d’affari per quello che realmente sono. Facce diverse della stessa identica dittatura affamante e tecnocratica.

Il violino di Laura Marzadori per un imperdibile appuntamento con la musica classica

La giovanissima solista si cimenta in un programma di grande virtuosismo, con musiche di Bach, Paganini e Ysaye

Lunedì 30 luglio ore 21.20 appuntamento con la classica d’autore nella suggestiva cornice del Chiostro del Museo di Bassano del Grappa. Di scena il violino di Laura Marzadori, nell’esecuzione di musiche di Bach, Paganini e Ysaye, per una serata all’insegna del grande talento solista

Arriva per la prima volta a Bassano una giovanissima e straordinaria violinista, Laura Marzadori, vincitrice dei premi più prestigiosi e tra le migliori promesse del nostro paese a livello internazionale. Fin da giovanissima si è imposta all’attenzione del pubblico e della critica, conquistando i massimi riconoscimenti in numerosi concorsi e vincendo nel 2005 il più importante concorso violinistico d’Italia: il Premio Città di Vittorio Veneto. Laura Marzadori è la più giovane vincitrice del concorso dalla fondazione. Già a 17 anni, Salvatore Accardo la definì uno fra i maggiori astri nascenti del panorama violinistico internazionale.

Da solista ha collaborato con importanti direttori esibendosi con orchestre prestigiose. Si dedica anche alla musica da camera, suonando in formazioni cameristiche con musicisti quali Salvatore Accardo, Pavel Berman, Rocco Filippini, Bruno Canino, Antonio Meneses, Antony Pay e Bruno Giuranna. Diplomata con lode e menzione speciale al Conservatorio Martini di Bologna, ha studiato e continua a perfezionarsi con prestigiosi insegnanti. Ha ricevuto per due anni consecutivi il Diploma d’Onore dell’Accademia chigiana riservato ai migliori allievi. Suona un violino Gian Battista Rogeri del 1701 di proprietà della Fondazione Pro Canale.

Ricco e articolato il programma proposto che spazia dalla Sonata n.1 in SOL minore per violino solo BWV 1001 di Johann Sebastian Bach alle Variazioni per violino solo “Nel cor più non mi sento” (sul tema di Paisiello) e i 2 capricci dai 24 capricci per violino solo di Niccolò Paganini per concludersi con la Sonata n. 3 “Ballad” per violino solo di Eugene Ysaye.

Insomma un concerto di grande virtuosismo, che alterna la possente complessità della prima Sonata di Bach per violino solo, ai Capricci e Variazioni di Paganini, sino alla Ballade di Ysaye, perfetta sintesi tra il virtuosismo paganiniano e la profondità del pensiero musicale di Bach.

In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito all'interno del Museo Civico. Biglietteria del Festival in via Vendramini a Bassano: tel. 0424.524214 - 0424 519811. Numero Verde: 800 99 11 06

IL TALENTO IMMAGINIFICO DI MOSES PENDLETON: TRA FORME E COLORI E' IL TRIONFO DELLA NATURA

Da Martedì 31 luglio e fino a giovedì 2 agosto alle ore 21.00 il PalaBassano ospiterà tre serate dedicate al talento immaginifico di Moses Pendleton e dei suoi straordinari Momix, protagonisti di “Bothanica”, ultima fatica coreografica dedicata alle stagioni e alle meraviglie della natura.

Originali, spettacolari, acrobatici, i Momix hanno ribaltato i codici tradizionali della coreografia diventando un fenomeno che va ben oltre la pura e semplice compagnia danza. Un fenomeno che di anno in anno vede accrescere il numero di fedelissimi, di appassionati che li seguono ad ogni nuovo appuntamento incantati dalla magia visiva che Moses Pendleton riesce a creare sul palco.

“Bothanica” è l'ennesimo esempio: un viaggio all’interno della natura più colorata e rigogliosa, dove i corpi dei danzatori evocano il movimento leggero che sta dietro la vita segreta degli alberi, il ronzio delle api, il tepore di una certa ora del giorno, i manti erbosi ricoperti di fiori e mossi dai canti degli uccelli. In scena corpi, forme e immagini si alternano in una serie di quadri spettacolari. Pitture dinamiche dal fascino irresistibile.

Lo spettacolo è diviso in due parti: Winter Spring (il nome delle due prime stagioni Inverno-Primavera, ma anche, in inglese, “lo slancio dell’inverno”) e Summer Fall (Estate-Autunno, ma anche “la caduta dell’estate”). Le coreografie sono un insieme di elaborati giochi ottici, intessuti di semplici ed efficaci strutture dinamiche che attingono dal patrimonio storico della modern dance americana. Il panorama sonoro è impressionante per varietà: ben trentacinque diverse fonti sonore, comprese una discreta quantità di registrazioni di canti degli uccelli; canti che Pendleton accumula da anni, nelle sue quotidiane escursioni nella natura.

Alla base di “Bothanica” c’è però anche il desiderio di trarre lezione dall’osservazione della natura. Un invito al rispetto del pianeta che diventa stimolo artistico e creativo. «Questa - dice Pendleton - è l’essenza dei Momix: si vede un fiore in un uccello, un essere umano in una roccia, una donna in un uomo. Bisogna usare la fantasia, l’immaginazione, la creatività. Nei nostri spettacoli cerchiamo di provocare quella che io chiamo “optical confusion”: un modo per eccitare i nervi del cervello e stimolare la creatività».

Biglietteria del Festival in via Vendramini a Bassano: tel. 0424 524214 - 0424 519811. Numero Verde: 800 99 11 06.

domenica 29 luglio 2012

Olimpiadi: Sciabolata d'argento per Occhiuzzi

A cura di Francesca Monti

Un’altra splendida medaglia, la settima per l’Italia alle Olimpiadi di Londra, è arrivata nella sciabola maschile individuale, grazie all’argento conquistato da Diego Occhiuzzi. Napoletano, 31 anni, allenato da Leo Caserta e tesserato per l'Aeronautica, Diego in finale è stato battuto per 15-8 dall’ungherese Aron Szilagyi, che ha dominato il match fin dal primo assalto. Occhiuzzi è approdato in finale dopo aver battuto in semifinale il romeno Rares Dumitrescu, sconfitto poi anche nella finalina per il bronzo dal russo Kovalev. Diego negli ottavi di finale ha sconfitto Aldo Montano in un derby tutto italiano. Felicissimo dell’argento individuale conquistato, Occhiuzzi ha detto: "Szilagyi è partito fortissimo, non riuscivo proprio a prenderlo. Poi ho provato a cambiare. C'è un po' di amaro in bocca, ma è la mia prima medaglia individuale, me la godo tutta". Salgono quindi a 120 le medaglie vinte dalla scherma italiana alle Olimpiadi.

Riassunto della giornata:

Per la seconda volta l'Italia finisce ai piedi del podio, dopo la medaglia di legno di ieri di Elio Verde nel Judo, Tania Cagnotto e Francesca Dallapè sono arrivate quarte nel trampolino 3 metri di tuffi sincro, anche se i voti espressi dai giudici sono sembrati alquanto discutibili. Quinto posto per la campionessa olimpica uscente Chiara Cainero nello skeet. Nel nuoto, settimo posto per Fabio Scozzoli nei 100 metri rana, mentre Federica Pellegrini ha chiuso al quinto posto i 400m stile libero, ma Fede avrà modo di rifarsi domani nei 200m stile libero. Settimo posto per la staffetta maschile 4x100 composta da Magnini, Dotto, Santucci e Orsi, quinto posto per Ilaria Bianchi nei 100 farfalla. Bene la coppia femminile di beach volley, Cicolari-Menegatti, che ha battuto la Russia e il Settebello che si è imposto sull'Australia per 8-5. Nel tennis eliminato Fognini, sconfitto da Djokovic, nel tennistavolo out la Monfardini, mentre la squadra femminile di tiro con l'arco è uscita agli ottavi battuta dalla Cina. Nell'equitazione, Stefano Brecciaroli è al secondo posto in classifica nel programma completo dopo il dressage, in attesa della prova di cross country di domani. Qualificato per le finali nella canoa K1, Daniele Molmenti. Quinto posto nel ciclismo su strada femminile per Giorgia Bronzini, mentre la vittoria è andata a Marianne Vos.

Grande bronzo di Rosalba Forciniti nel Judo

Continua la festa italiana alle Olimpiadi di Londra. La prima medaglia di giornata per l'Italia è arrivata dal Judo, grazie ad una grande impresa di Rosalba Forciniti, che ha vinto un bellissimo bronzo nella categoria 52 kg donne. L'italiana, eliminata in semifinale dalla nordcoreana Kum Ae An, ha comunque partecipato alla poule per ottenere il terzo posto, e si è imposta alle bandierine, nella finale per il bronzo sulla lussemburghese Marie Muller per verdetto dei giudici. L’oro è andato alla Kum Ae An, che ha battuto la cubana Yanet Bermoy Acosta, vincitrice dell’argento. A pari merito con la Forciniti, si è piazzata la francese Priscilla Gneto, che ha battuto la belga Ilse Heylen. Rosalba ha festeggiato la medaglia mostrando la sua maglietta con questa scritta: "Le buone ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze vanno... a Londra!". Rosalba, 26 anni, originaria di Longobucco, in Calabria, ha ringraziato i suoi genitori e dopo la premiazione ha commentato: "Dedico questo bronzo a mio padre Domenico, lui sa il perchè e a lui lo regalerò. Non so se il bronzo mi cambierà la vita ma potrebbe essere la mia prima e ultima Olimpiade. Lo avevo già detto alla vigilia, mi piacerebbe fare altro e vorrei provare a fare carriera con i Carabinieri”. (f.m.)

Lago Film Fest 8: Miglior film il brasiliano “A Fabrica” e premio del pubblico a “Not to be”

La kermesse trevigiana raggiunge quota 15.000 presenze in 9 giorni di anteprime, eventi, mostre d'arte

Se la giuria internazionale diretta dal visual artist Max Hattler e composta da Alberto Nerazzini, Angela Rafanelli, Andrea Martignoni e Sebastiano Barcaroli ha premiato il brasiliano A Fabrica, cortometraggio intenso e drammatico sui carcerati in Brasile, quella popolare formata dal pubblico del Lago Film Fest ha scelto il documentario Not To Be firmato da Chelsea McMullan e prodotto da Fabrica, come miglior film dell’ottava edizione.

Questo è il verdetto annunciato sabato 28 luglio nel corso della cerimonia di chiusura del Lago Film Fest, Festival Internazionale di Cortometraggi, Documentari e Sceneggiature che da otto anni si svolge a Revine Lago (TV) sotto la direzione artistica di Viviana Carlet. La lista delle opere premiate si completa con il russo INSIGNIFICANT DETAILS OF ACCIDENTAL EPISODE di Mikhail Mestetskiy (MENZIONE SPECIALE MIGLIOR FILM SEZIONE INTERNAZIONALE), il finlandese KUHINA di Joni Männistö (MENZIONE SPECIALE AL MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE SEZIONE INTERNAZIONALE), gli italiani LE FOBIE DEL GUARDRAIL di Marco Capellacci (MENZIONE SPECIALE AL MIGLIOR FILM ITALIANO) e CUSUTU N’ CODDU di Giovanni La Pàrola (MENZIONE SPECIALE AL MIGLIOR FILM DI FICTION SEZIONE ITALIA), lo spagnolo VOICE OVER di Martin Rosete (MENZIONE SPECIALE AL MIGLIOR FILM SUI GENERIS), il finlandese KÄDESSÄNI di Hannu-Pekka Peltomaa (MENZIONE SPECIALE SUI GENERIS), lo spagnolo INERTIA di Carlos Irijalba (MENZIONE SPECIALE AL MIGLIOR FILM NUOVI SEGNI), il russo HERMENEUTICS di Alexei Dmitriev (MENZIONE SPECIALE NUOVI SEGNI PER IL MIGLIOR USO DELL'IMMAGINE), lo svizzero DIE NAMENLOSEN (MENZIONE SPECIALE AL MIGLIOR DOCUMENTARIO NUOVI SEGNI), PICCOLA TERRA di Michele Trentini (MENZIONE SPECIALE SEZIONE VENETO), l'italiano C’ERA UN FIENILE di Beppe de Caro scelto da una giuria di 400 bambini per il PREMIO UNICEF AL MIGLIOR FILM PER BAMBINI.

Sul fronte delle sceneggiature, in totale 8 finaliste su una centinaio pervenute da tutta Italia per concorrere al Premio Rodolfo Sonego, la giuria formata da Antonello Rinaldi, Doriana Leondeff, Emilio Bolles, Manlio Piva, Marco Maccaferri, Rita Di Santo, Silvia Napolitano, Alexis Sweet, ha deciso di non premiarne alcuna ma di assegnare una menzione a "Roberta" di Giordano Vanacore per la qualità della scritture del testo e del soggetto originale.

Con l’annuncio del verdetto, l’ottava edizione del Lago Film Fest saluta dunque il suo pubblico. Dopo 9 giorni di proiezioni, eventi, incontri e performance d’arte che hanno attirato in riva al lago trevigiano oltre 15.000 presenze, tra cittadini e turisti e 85.000 persone raggiunte dalla pagina Facebook (e da tutti gli altri Social network gestiti da una redazione di sei giovanissimi redattori, anche all’opera su un Blog da 2500 visite al giorno), l’evento dedicato al grande cinema indipendente internazionale dà appuntamento al prossimo anno.

CONSIGLI LIBRARI N.129

Stragi e mandanti. Sono veramente ignoti gli ispiratori dell'eccidio del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna?
Bolognesi P.; Scardova R.
€ 17,50
2012, 345 p., brossura
Aliberti (collana Storie e personaggi)

La verità sulle stragi è a portata di mano. I "misteri" della nostra storia recente non possono più dirsi tali: restano soltanto accertamenti da completare, silenzi omertosi da sciogliere. E conclusioni da trarre, anche quando non gradite. I materiali raccolti nell'ambito dei processi per le stragi di piazza Fontana, di Brescia, dell'Italicus e di Bologna consentono di ricostruire la nascita e lo sviluppo della strategia della tensione e di riconoscerne protagonisti e promotori, con i loro complici dentro e fuori le strutture dello Stato. Questo libro riassume una parte consistente delle nuove acquisizioni, e intende proporre una riflessione sulle minacce alla democrazia portate dall'intreccio di massoneria occulta, organizzazioni clandestine, criminalità organizzata, mafia e terrorismo neofascista. In obbedienza alla strategia atlantica della "guerra non ortodossa", volta a impedire l'evoluzione degli equilibri politici e la legittima ascesa delle classi popolari al governo del Paese. Introduzione di Claudio Nunziata.

Aldo Capitini. Una vita nonviolenta. Tutti gli scritti del «Ponte»
Degli Oddi Ippolita
€ 24,00
2012, 448 p., brossura
Aracne

Aldo Capitini è il filosofo italiano della nonviolenza, intellettuale antifascista, promotore di una religiosità laica e fondata sulla coscienza, araldo di una democrazia tesa al coinvolgimento delle masse e alla diffusione del potere "dal basso" per la fratellanza tra gli uomini e un diverso sviluppo politico-sociale dei popoli. Le vicende biografiche dell'autore attraversano i principali avvenimenti della storia del XX secolo, prendendo avvio e inserendosi nei fatti del Novecento italiano e della vita geopolitica mondiale: il liberalsocialismo, il COS, la marcia della pace Perugia-Assisi e altre iniziative promosse in prima persona o condivise con altri militanti del "ben fare". Il testo, ripercorrendo le opere dell'autore, gli studi proposti sulla sua persona e le numerose testimonianze epistolari da lui lasciate, traccia un itinerario di vita e di pensiero quanto più possibile completo e fedele alla sua personalità e al peso della sua "persuasione".

Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio. la relazione della commissione parlamentare antimafia
€ 18,00
2012, 320 p., brossura
Editori Riuniti Univ. Press (collana Politica & società)

La relazione della Commissione parlamentare antimafia sul depistaggio delle indagini sull'assassinio mafioso di Giuseppe Impastato è un fatto unico nella storia dell'Italia repubblicana. Per la prima volta una Commissione parlamentare ha fatto luce sulle responsabilità di rappresentanti delle forze dell'ordine e della magistratura nel coprire mandanti ed esecutori di un delitto di mafia volto a colpire un militante radicalmente impegnato contro i mafiosi e i loro alleati, a partire dalla famiglia da cui proveniva. Depistando le indagini e facendo passare Giuseppe Impastato per terrorista e suicida, si è ostacolato l'accertamento della verità che è emersa dopo più di vent'anni dal delitto grazie alla tenacia della madre e del fratello, di alcuni compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione a lui intitolato. Ora la Procura di Palermo riapre l'inchiesta, a partire dal depistaggio delle indagini, e ripubblichiamo questa relazione, con nuovi interventi di Giovanni Russo Spena, presidente del Comitato sul caso Impastato costituitosi nel 1998 presso la Commissione antimafia, di Umberto Santino, fondatore e direttore del Centro Impastato di Palermo e di Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe, come contributo e sollecitazione a riprendere un cammino.


*descrizioni dalla quarta di copertina

Olimpiadi: Storico Triplete nel fioretto femminile

A cura di Francesca Monti

A conclusione di una prima giornata di gare stupenda, è arrivato uno storico triplete nel fioretto individuale femminile, oro, argento e bronzo tutti azzurri. E' un evento che nella nostra scherma non si verificava dal 1956 con la spada maschile del trio Pavesi-Delfino-E.Mangiarotti. Di Francisca, Errigo, Vezzali, un Dream Team fantastico, la prima è la campionessa del presente e del futuro della scherma italiana, con all’attivo 3 medaglie mondiali e 5 europee, la seconda a 24 anni è la nostra stella per il futuro, la terza è l’intramontabile leonessa che non si arrende mai e che ha vinto tutto.
A salire sul gradino più alto del podio è stata Elisa Di Francisca che nella finale tutta italiana con Arianna Errigo, ha battuto la campionessa comasca per 12-11, al minuto supplementare, vincendo il suo primo titolo olimpico, dopo una gara molto tirata, con Elisa che si era portata sul 7-3, subendo la grande reazione di Arianna, che aveva rimontato fino all’11-8, poi il nuovo aggancio della Di Francisca sull’11-11. "E' una grandissima emozione, sono felicissima”, ha detto Elisa festeggiata dal fratello Michele, dalla sorella e dai suoi famigliari. “Questo oro me lo sono sudato, in tutti i sensi. Oggi tutto e' stato un po' in salita. Era da Pechino che volevo questa medaglia, ci sono riuscita perche' sono cambiata e maturata". Soddisfatta a metà la Errigo, argento alla sua prima partecipazione olimpica: “E’ un secondo posto un po’ amaro, perché perdere così quando si è ad un passo dall’oro fa male. Ho pagato un unico errore fatto nella finale”.

Arianna in semifinale, con una grande prova, aveva battuto per 15-12, la pluricampionessa olimpica Valentina Vezzali, che ha disputato la finale per il terzo posto contro la coreana Nam, sconfitta 11-10 dalla Di Francisca. Valentina non è riuscita a difendere il titolo a cinque cerchi e a vincere il 4° oro consecutivo, ma ha dimostrato ancora una volta di essere una grandissima campionessa, conquistando il bronzo dopo una sfida al cardiopalma vinta per 13-12. La coreana Nam conduceva per 12-8 a 30” dalla fine del terzo assalto, ma Valentina non si è arresa e con cuore e orgoglio ha messo a segno 4 stoccate in 11", portandosi sul 12-12, per poi chiudere il discorso con una perfetta stoccata al minuto supplementare. Valentina, con questa medaglia, ha eguagliato il grande Edoardo Mangiarotti nel numero di medaglie complessive, 19, vinte tra Giochi e Mondiali e il record di Giovanna Trillini, con 8 medaglie olimpiche. Dopo la gara, la Vezzali è andata a salutare la sua famiglia, abbracciando la mamma Enrica e mandando un bacio a suo figlio Pietro: "Mia mamma ha detto che sono stata bravissima. A casa porto un bronzo, e mi spiace tantissimo: volevo fare ciò che nessuna donna aveva mai fatto alle Olimpiadi: vincere 4 volte consecutive. Fare la portabandiera mi ha aiutato a portare a casa questa medaglia in una situazione veramente estrema. Trovare la motivazione per una finale per il bronzo, dopo aver perso la semifinale, 10 minuti prima non è facile. Ringrazio il pubblico che mi ha sostenuto fino alla fine. Ho compiuto un piccolo miracolo. Quattro stoccate in 22 secondi? Ad un certo punto volevo tirare senza limite, ho fatto la mia scherma. Non avevo più niente da perdere. Il mio futuro? Il 2 agosto c'è la gara a squadre ed una medaglia più pregiata la voglio. Poi vorrei dare un fratellino o una sorellina a Pietro. Ma non escludo di partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016”.

Zelarino - Mestre: Convegno gratuito "Auto Elettrica: futuro e soluzioni per la ricarica"

Riceviamo e pubblichiamo:

Vega Formazione, in collaborazione con Vega Engineering, Studi di Progettazione Riuniti e BCB -Studio di consulenza societaria e tributaria del lavoro, giovedì 13 Settembre 2012 c/o l'Istituto Cardinal Urbani - Zelarino-Mestre (VE) organizza il Convegno:

"AUTO ELETTRICA: FUTURO E SOLUZIONIPER LA RICARICA"

La diffusione dei veicoli elettrici nel mercato automobilistico sarà accompagnata da un'adeguata predisposizione della rete distributiva, in particolar mod odovranno essere realizzati appositi impianti e stazioni di ricarica.

Scopo del convegno è quello di porre l’attenzione sull’importanza di rendere disponibile l’accesso all’energia per ricaricare i veicoli elettrici, ovunque e in qualsiasi momento, per la futura diffusione dei veicoli elettrici stessi.
Ecco allora la necessità di progettare dei sistemi di ricarica specifici per le molteplici esigenze degli utenti.

Un Convegno dedicato a progettisti e installatori di impianti, energy manager, responsabili uffici tecnici pubblici e privati e agli addetti interessati al nuovo mercato dell'auto elettrica.


PROGRAMMA CONVEGNO GIOVEDI' 13 SETTEMBRE ORE 14.00

Ore 14.00
Benvenuto e registrazione partecipanti

Ore 14.45 - Indirizzidi saluto - Autorità

Modera
Ing. Gianni Lombardo - Coordinatore Tecnico Scientifico della rivista "VeicoliElettrici" della casa editrice Tecniche Nuove S.p.A.

Relazioni:
Ing. Gianni Lombardo - Coordinatore Tecnico Scientifico della rivista"Veicoli Elettrici" della casa editrice Tecniche Nuove S.p.A.
L'Auto elettrica: una soluzione per l'ambiente e per superare la crisi del settore automobilistico?

Ing. Cesare Campello - Responsabile Tecnico di VegaFormazione
La tecnologia a disposizione per la diffusione dei sistemi di ricarica

Arch. Stefano Bacciolo - Studi di progettazione riuniti
Pianificazione, zonizzazione e logistica degli impianti di ricarica

Dott. Aldo Canal - Studio Barea Canal Bares
Analisi economica-finanziaria per gli investimenti in auto elettriche ed impianti di ricarica

Ing. Alberto Runfola - Responsabile Progettazione Impiantisticadi Vega Engineering
Il funzionamento delle stazioni di ricarica: soluzioni tecniche per le pubbliche amministrazioni, aziende, distributori, alberghi, centri commerciali, campeggi e abitazioni

Interventi programmati:
- Avv. Ugo Bergamo - Assessore Mobilità e Trasporti del Comune di Venezia
- Dott. Gianfranco Bettin - Assessore Ambiente del Comune di Venezia

Testimonianza Aziendale
Ing. Angelo Bovo - Energy Manager Gruppo VeritasS.p.A.
Esperienza sulla gestione e l'utilizzo delle auto elettriche

Ore 18.00 - Dibattito

Ore 18.15 - Aperitivo con esposizione di veicoli elettrici e sistemi di ricarica

Sededell'evento:
c/o Istituto Cardinal Urbani - Via Visinoni n. 4 Zelarino - Mestre (VE).

L'iscrizione al convegno è gratuita.
Al termine dell'incontro verrà rilasciato gratuitamente un attestato di partecipazione. Agli iscritti all'Ordine degli Ingegneri e al Collegio dei Periti Industriali della Provincia di Venezia tale attestato dà diritto a crediti formativi ai fini della formazione continua.

Il numero dei posti è limitato, nel caso le adesioni superassero il numero massimo stabilito si farà riferimento all'ordine cronologico di arrivo delle iscrizioni.

L'iscrizione è obbligatoria e deve pervenire a Vega Formazione S.r.l.entro il 10/09/2012.

Media Partner:
"Veicoli Elettrici" - Rivista digitale di Tecniche Nuove S.p.A.

Con il patrocinio di:
Ordine degli Ingegneri, Ordine dei Consulenti del Lavoro e Collegio dei Periti Industriali della Provincia di Venezia.

Con il Contributo di:
Schneider Electric, Scame Parre S.p.A., Boldrin Centro Auto S.p.A. e Concessionaria CarraroS.p.A.

Per iscriverti al seminario clicca qui.

sabato 28 luglio 2012

Olimpiadi: Freccia d'oro per i nostri Robin Hood

La prima splendida medaglia d’oro per l’Italia alle Olimpiadi di Londra 2012, è arrivata dal tiro con l’arco a squadre. I Robin Hood azzurri hanno conquistato un’incredibile vittoria, battendo in finale gli Stati Uniti per 219 a 218. Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, dopo l’argento di Pechino 2008, battuti all’ultima freccia dai coreani, volevano provare a salire sul gradino più alto del podio in questa edizione e ci sono riusciti. L’unico ostacolo poteva essere la Corea del Sud, con il bravissimo arciere ipovedente Im, che ha frantumato nell’individuale il record mondiale, ma i coreani sono stati battuti dagli Usa in semifinale e sono poi arrivati terzi, davanti al Messico. Dopo aver superato la Cina nei quarti e il Messico in semifinale, gli azzurri hanno archiviato la prima volee contro gli statunitensi con 2 punti di vantaggio (54-52) e hanno allungato nella seconda frazione (110-106), mantenendo il vantaggio nel terzo round (138-134). Nella quarta manche gli Usa si sono portati sul 192-191. Con le ultime tre frecce gli americani hanno fatto 27 punti, portandosi a quota 218. L'Italia che aveva 192 punti, ha centrato un 8 con Galiazzo, un 9 con Nespoli e con l’ultima freccia scoccata da Frangilli che ha fatto “10”, l’Italia ha sorpassato gli americani, regalandoci l’oro, il primo a squadre in questa disciplina. "Ho pensato a mia madre Paola che è morta nel 2005”, ha detto Frangilli commosso, “Lei c'era ad Atlanta ed anche ad Atene pur stando male. Ma lì non sono riuscito a vincere. Oggi sono sicuro che da lassù mi ha aiutato".

Il Balletto del Teatro di Torino porta in scena il passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta

Il coreografo Matteo Levaggi firma un’originale creazione coreografica a partire dalle musiche della Bella Addormentata di Ciaikovskij.

Domenica 29 luglio ore 21.20 Il castello di Romeo di Montecchio Maggiore ospiterà Le Vergini, l’ultima suggestiva creazione del coreografo Matteo Levaggi per il Balletto del Teatro di Torino.

Le Vergini consolida la collaborazione tra il coreografo Matteo Levaggi e gli artisti contemporanei Corpicrudi (Samantha Stella e Sergio Frazzingaro) portando in scena il passaggio dall’adolescenza all’età adulta a partire dalla celebre partitura musicale di Ciaikovskij “La Bella Addormentata”.

Trasposizione coreografica di un progetto artistico composto da sezioni fotografiche, video, installazioni e un libro d’arte, è una felice sintesi tra gli estratti dal libro “Le Vergini” di Corpicrudi e Claudia Attimonelli, una riflessione sul valore della bellezza e sulla sua possibile condanna che prende vita sulla scena sottoforma di una coreografia rigorosa e avvolgente, in cui il movimento crea nello spazio un disegno limpido, attraversato da una forte energia, che pulsa sensualmente dai corpi dei danzatori (Kristin Furnes, Manuela Maugeri, Viola Scaglione, Giuseppe Cannizzo,Gert Gijbels, Vito Pansini) avvolti nel candore del bianco, per catapultarci poeticamente in un’estetica dai contorni fiabeschi. L’impianto scenico e i costumi riflettono rigore e minimalismo estetico in un rimando ad un sapore altro, antico, quasi senza tempo, nel candore assoluto dell’installazione.

Dal punto di vista musicale il lavoro pone un accento forte sulla relazione tra movimento, architetture del corpo nello spazio e paesaggio sonoro. La musica evoca la caduta in un sonno profondo, in cui il corpo resta vigile, attento a ogni dettaglio. Danza e suono vivono tra antico e contemporaneo, attraverso una dinamica che pulsa sensualmente nei corpi dei danzatori, trasportando gli spettatori in un universo da favola.

In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso il Teatro Comunale di Montecchio Maggiore. Biglietteria del Festival in via Vendramini a Bassano: tel. 0424.524214 – 0424 519811. Numero Verde: 800 99 11 06

Olimpiadi Londra 2012: Prima medaglia per l'Italia, Luca Tesconi è argento nella pistola 10m

Con una grandissima impresa, il 30enne toscano Luca Tesconi, all’esordio olimpico, ha conquistato uno splendido argento nella pistola 10metri, centrando la prima medaglia per l’Italia a Londra2012. E’ stata una gara molto tirata, che ha visto Luca rimontare dal sesto posto fino al secondo in una finale mozzafiato, vinta dal sudcoreano Jin Jongh-oh. Tesconi ha chiuso con 685,8 punti, mentre Jin Jong-oh con 688,2. Bronzo al serbo Andrija Zlatic (685,2). Approdato a Londra grazie all’ultimo pass disponibile, conquistato agli Europei di Vierumaki, Tesconi, originario di Pietrasanta, ha così commentato la vittoria dell’argento olimpico: "Ci avrei messo la firma, assolutamente non me l'aspettavo. Mi sono reso conto di aver vinto una medaglia olimpica soltanto quando sono salito sul podio, quindi all'ultimo momento. Sono stato l'ultimo azzurro a conquistare il pass olimpico ed ora mi sento molto orgoglioso di ciò che ho fatto. Quasi non ci credo, sono strafelice, il tiro a segno è il mio sport ed anche la mia vita. Era una domenica pomeriggio estiva, nel 2000, e mio padre mi portò con sé per farmi vedere l’ambiente che frequentava da giovane. Quel giorno provai sia carabina sia pistola, e devo dire che mi sentivo molto più a mio agio con l’arma corta. Da allora ho continuato a frequentare il tiro a segno di Pietrasanta. Mi dicevano che ero un talento… Ci ho creduto”. L'altro italiano in gara, Francesco Bruno, ha chiuso al 29° posto. E’ l'ottava medaglia olimpica del tiro a segno, la terza d'argento. L'ultima a salire sul podio nella carabina 3 posizioni era stata Valentina Turisini ad Atene 2004, mentre nella pistola 10 metri Roberto Di Donna aveva conquistato l’oro ad Atlanta '96.

Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello in un racconto tra immagine, parola e musica

La celebre opera al centro del primo appuntamento con Ekfrasis. Storie dell’Arte, il progetto curato da Luca Scarlini che indaga il rapporto tra arti sceniche e arti visive.

Domenica 29 luglio alle ore 17.30 nei pressi della Pieve di S. Martino a Bassano del Grappa (località Campese) un originale pomeriggio di musica e parole con “Lo Sposalizio della Vergine”, primo appuntamento del progetto curato da Luca Scarlini dal titolo EKFRASIS. STORIE DELL’ARTE.

Sin dal mondo dei greci, le parole si sono sempre messe in competizione con le immagini, è l’ekfrasis, il ricostruire per tramite del verbo la realtà delle opere d’arte. Riscoprendo luoghi di devozione appartati, sulle colline bassanesi, Luca Scarlini propone due racconti per altrettante opere centrali della storia dell’arte, accompagnate ogni volta dalla musica di uno strumento solista, violino e chitarra, in un dialogo intenso tra testo e musica ad esaltare la bellezza delle due opere narrate.

Datato 1504 “Lo sposalizio della vergine”, conservato a Milano presso la Pinacoteca di Brera, è il quadro in cui Raffaello raggiunge la maturità, rendendo omaggio all’omonimo dipinto del suo maestro, Pietro Perugino. Il confronto con l'opera di Perugino dimostra però l'acuirsi delle divergenze tra i due, verso un generale superamento, da parte di Raffaello, dei modi quattrocenteschi all'insegna di una rappresentazione più coinvolgente e realistica.

Nel quadro viene raffigurato in primo piano lo sposalizio di Maria e Giuseppe, con al centro un sacerdote che, tenendo le mani dei due sposi, officia la funzione. Come da iconografia tradizionale, dal lato di Maria si trova un gruppo di donne, da quello di Giuseppe di uomini. La disposizione dei personaggi in primo piano non è allineata e con pose rigidamente bilanciate e simmetriche (come in Perugino), ma più naturale, con una maggiore varietà delle pose e dei raggruppamenti. Grazie al punto di vista rialzato si legge meglio la loro disposizione nel grande riquadro del lastrone al suolo, con una forma che crea un emiciclo e bilancia la forma convessa dell'architettura di sfondo.

La stesura cromatica dimostra un uso più corposo del colore, con una migliore resa della plasticità e della calda atmosfera, grazie a una gamma di sfumature più ampia di quella dei pittori quattrocenteschi, che proietta già Raffaello verso la conquista della "Maniera moderna".

Luca Scarlini è saggista, drammaturgo, storyteller. Dopo aver insegnato all’Accademia di Brera e in altre istituzioni italiane e straniere, insegna attualmente presso lo IED di Milano e scrive per il Teatro Regio di Torino, così come per molte altre istituzioni teatrali e musicali in Italia e in Europa. In passato ha collaborato con Rai Radio3 e ha scritto, in diversi contesti, sulle relazioni tra musica e società. Tra i suoi libri vanno ricordati: “La musa inquietante” (Cortina), “Equivoci e miraggi” (Rizzoli), “D’Annunzio a Little Italy” (Donzelli), “Lustrini per il regno dei cieli” (Bollati Boringhieri). Recentemente ha scritto per Guanda “Un paese in ginocchio” e “Sacre sfilate” (Guanda).

In scena accanto a Scarlini la violinista Marcella Campagnaro con un programma di musiche di Prokofiev e Liszt. La seconda parte del progetto Ekfrasis, con il chitarrista Alberto Mesirca, andrà in scena domenica 12 agosto presso l’Eremo di San Bovo a Valrovina con “La decollazione di San Giovanni Battista” di Caravaggio.

In caso di maltempo l'evento si svolgerà all'interno della Pieve di San Martino. Biglietteria del Festival in via Vendramini a Bassano: tel. 0424 524214 – 0424 519811. Numero Verde: 800 99 11 06

Lorenza Zambon porta il teatro nella natura

Domenica 29 luglio alle ore 21.20, presso Villa Civran in località Castiglione di Loria salirà sul palco Lorenza Zambon con lo spettacolo “Il giardino segreto”

Una sinistra villa gotica che custodisce un oscuro segreto, una protagonista bambina, un luogo proibito, una chiave misteriosa, un giardino abbandonato che rivive e che fa rivivere, un luogo magico dove è possibile fugare ogni tristezza e ritrovare un sorriso.

Questo spettacolo è stato creato da due artigiane del giardino e dell’arte, Pia Pera esperta di giardini e scrittrice che ha tradotto il testo di Frances Hodgson Burnett per l’Editrice Salani, con Lorenza Zambon, attrice-giardiniera, una delle figure centrali del “teatro e natura” in Italia, unite dal segno profondo e quasi profetico che questa storia meravigliosa ha lasciato nel loro ricordo.
Un libro dei primi del novecento, un classico assoluto della letteratura per ragazzi, folgorante anche per qualsiasi adulto nell’intento di offrire uno spettacolo dedicato non solo ai più piccoli ma anche a far riflettere i loro accompagnatori, una fiaba che mette assieme crudeltà e bontà, paura e rassicurazione.
Il teatro di Lorenza Zambon è pensato per essere rappresentato ed agito in luoghi naturali come parchi, giardini, boschi, campagne (non visti come semplice scenografia ma come parte integrante e fondante dell’evento) oppure per portare frammenti di natura vivente all'interno di spazi non tradizionali. L’ambizione è che luogo e opera concorrano a creare un’esperienza unica non convenzionale per un pubblico nuovo, mettendo insieme divertimento, emozione, pensiero. Tutti gli spettacoli intrecciano l’ esperienza personale, pratica, giocosa e intima di questa “attrice giardiniera” con il rapporto fra la nostra specie, l’ambiente, il paesaggio; il desiderio e la speranza è di creare, attraverso l’allargamento della percezione che la pratica artistica “in natura” può indurre, esperienze collettive emozionanti e profonde di riconnessione con il nostro pianeta vivente, senza temere di spingersi verso la ricerca spirituale, in senso laico, che il contatto intimo e personale con "la natura" apre inevitabilmente.
La Casa degli Alfieri è una casa del teatro costruita sulla cima di una collina del Monferrato, tra vigne, boschi e infinito, dove abita e lavora un gruppo di artisti con un ventennale patrimonio di arte comune: prima una compagnia teatrale ed ora una sorta di “factory” in cui ognuno si impegna, con approcci e modi diversi ma confluenti, a portare il teatro fuori dai suoi binari, dentro la vita. Fuori c'è un grande giardino, alto sopra le valli, aperto al paesaggio delle colline e dei paesi lontani, creato un po’ alla volta dalle mani degli abitantI. Ed ecco “il giardino” il punto di partenza, l’inizio della via, la base fisica, materiale e già immediatamente poetica, di tutto il lavoro di Lorenza sul teatro della natura, un piccolo luogo comune da cui guardare il mondo come nella fiaba.

Lo spettacolo della Casa degli Alfieri mette in scena un’affascinante fiaba in cui le parole diventano immagini immerse nella natura circostante, capace di stupire e stimolare l’immaginazione, che sarà particolarmente gradito anche dagli spettatori più giovani, inserito per questo nella programmazione del Minifest, la sezione del festival dedicata al pubblico dei ragazzi e delle famiglie.
“Tra favola e mito” è un percorso che riunisce diversi spettacoli di quest’edizione del Festival, in ambito teatrale, andando a scovare le grandi passioni, intercettando le radici pro¬fonde che sono alla base del nostro immaginario, individuale o collettivo. Il prossimo e ultimo appuntamento del segmento sarà giovedì 9 agosto con Emma Dante e il suo coraggioso tentativo di dare una chiave personale a una fiaba per eccellenza in “Gli alti e i bassi di Biancaneve”.

In caso di maltempo lo spettacolo sarà trasferito presso la Sala Mostre della Biblioteca. Biglietteria del Festival in via Vendramini a Bassano: tel. 0424.524214 – 0424 519811. Numero Verde: 800 99 11 06

Cerimonia apertura Olimpiadi di Londra 2012

A cura di Francesca Monti

La Regina Elisabetta II ha aperto ufficialmente ieri sera i Giochi Olimpici di Londra 2012. La cerimonia d’inaugurazione all’Olympic Park, affidata al regista premio Oscar per 'The Millionaire', Danny Boyle, è durata quasi 4 ore ed è stata spettacolare. Alle 20,12 le Red Arrows hanno sfrecciato sull'Olympic Stadium, poi è stata la volta del messaggio del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, infine è iniziato il count-down e al termine, un'enorme campana, la più grande mai costruita al mondo, che rimarrà al Parco Olimpico per 200 anni, è stata suonata dal vincitore del Tour de France Bradley Wiggins, dando il via allo show. Subito dopo è partita una coreografia con canti e immagini che si rifanno alle tradizioni del Regno Unito, dalla Scozia al Galles, dall’Irlanda all’Inghilterra. Il tema dello spettacolo era "L'isola delle meraviglie". Segmento dopo segmento è stata rivissuta la nascita del Regno Unito, con un quadro bucolico con tanto di verde e animali, e in mezzo allo stadio, un prato fiorito di 15 mila metri quadrati: la 'green and pleasant land' di Jerusalem, l'inno non ufficiale del Regno Unito da una poesia di William Blake diventato colonna sonora del medagliere. Poi l’immagine di una partita di cricket, fino ad arrivare alla Rivoluzione Industriale, con la comparsa di otto ciminiere fumanti, e alla costruzione della prima ferrovia, con Sir Kenneth Branagh che ha letto estratti da "La Tempesta" di Shakespeare a ricordare i cambiamenti culturali e politici in atto in quel periodo, le marce dei sindacati e delle suffragette, le guerre, il capitalismo, l’urbanesimo per arrivare ai Conflitti Mondiali. Tra le ciminiere è stato forgiato un gigantesco anello che si è unito ad altri quattro, spinti in alto verso il cielo dalla forza delle fonderie, con tanto di spettacolare pioggia artificiale. E poi il vero effetto speciale della serata, un filmato in cui James Bond Daniel Craig va a Buckingam Palace a prendere la Bond Girl, la Regina Elisabetta, i due salgono insieme su un elicottero per girare la città olimpica e arrivare allo stadio, per poi lanciarsi (per finta) con il paracadute. La Regina è realmente presente in tribuna, insieme al principe Filippo, e al presidente del Cio Jacques Rogge. Dopo il saluto al pubblico, un coro di voci bianche ha intonato 'God save the Queen'. Il momento comico e' stato affidato a Rowan Atkinson Mr. Bean, che ha interpretato il suo personaggio piu' famoso, intento a suonare in un'orchestra le note di 'Momenti di gloria'. Mr. Bean si addormenta sulla tastiera e sogna, parafrasando la famosa corsa sulla spiaggia del film premio Oscar, con tanto di gag finale. Non poteva mancare l'accenno alla storia del pop inglese tra Beatles, Rolling Stones, Who, Pink Floyd, David Bowie, Queen, Sex Pistols, Frankie Goes To Hollywood, Eurythmics, Prodigy, Blur e tanti altri. Il terzo atto ha avuto come tema due rivoluzioni molto importanti per la Gran Bretagna: la letteratura per l'infanzia e il servizio sanitario nazionale. Mary Poppins è scesa dal cielo e ha cacciato Voldemord, Crudelia e gli altri cattivi, poi la mamma di Harry Potter, J.K. Rowling ha letto alcuni brani tratti da Peter Pan, come "Seconda a destra e poi dritto fino al mattino".

E’ stata quindi la volta della sfilata delle nazioni partecipanti, a cominciare dalla Grecia, via via hanno fatto il loro ingresso nell’Olympic Stadium tutte le squadre. L’Italia è entrata per 93ma capitanata dalla nostra portabandiera, la grandissima campionessa di scherma Valentina Vezzali, che emozionatissima ha portato il tricolore, seguita dai 176 atleti azzurri, con la divisa italiana griffata Armani e dal capo missione Raffaele Pagnozzi.
Sugli spalti c’erano 60mila spettatori, tra cui molte autorità come il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, Michelle Obama in rappresentanza del marito Barak, il premier russo Dmitri Medvedev, Alberto di Monaco, il re dello Swaziland, la principessa Kate e il principe William. Tutte i vessilli sono stati posizionati sulla collina delle bandiere sotto l'albero della pace.
Al termine della sfilata delle nazionali, c’è stato l’ingresso della bandiera delle Olimpiadi, e a sorpresa è comparso sul campo il grande pugile Muhammed Alì. Poi, dopo il discorso del Presidente del Cio Rogge che ha sottolineato che quest'anno ogni nazione ha almeno una donna in squadra, fatto mai accaduto, la Regina Elisabetta ha dato ufficialmente il via ai Giochi di Londra 2012: “Dichiaro ufficialmente aperte la XXX Edizione dei Giochi Olimpici moderni”. La Regina ha inoltre dichiarato di essere orgogliosa per questo evento e che il popolo di Londra e della Gran Bretagna da' il benvenuto al mondo per i Giochi Olimpici. A far compiere l’ultimo tratto alla torcia olimpica è stato David Beckham alla guida di un motoscafo sul Tamigi, la fiaccola è stata poi passata al campione di atletica Steve Redgrave, ma ad accendere il braciere sono stati sette giovani atleti, speranza per il futuro dello sport britannico, portando ciascuno una fiaccola in un petalo che ha composto un fiore, contribuendo ad accendere il tripode olimpico che ha dato il via ai Giochi. Chiusura con bellissimi fuochi artificiali e con Hey Jude cantata da Paul McCartney.

A tutti i nostri ragazzi un grande in bocca al lupo!

venerdì 27 luglio 2012

Cala il sipario sul Lago Film Fest 8

Dopo la serata straordinaria di venerdì 27 luglio, quando in Riva al Lago il giornalista di Report Alberto Nerazzini ha presentato al pubblico la sua inchiesta La divina Provvidenza (per la prima volta sullo schermo cinematografico grazie alla collaborazione con Rai Teche), è tutto pronto per la giornata di chiusura del Lago Film Fest di Revine Lago.

Con un Red Carpet composto dai giurati del concorso Alberto Nerazzini, Angela Rafanelli, Max Hattler, da Andrea Martignoni e Sebastiano Barcaroli, infatti, domani sabato 28 luglio calerà il sipario sull’ottava edizione del trevigiano Festival Internazionale di Cortometraggi, Documentari e Sceneggiature.

Nel corso della cerimonia, in programma alle ore 21:30 in Riva al Lago, verrà annunciato il verdetto della giuria chiamata a decretare i vincitori del concorso Internazionale. In lizza ci sono115 film che tra fiction e documentario mostrano il talento di 86 paesi diversi espresso nelle categorie: Nazionale, Internazionale, Nuovi Segni, Sui Generis, Veneto, Unicef .

Saranno presenti il direttore artistico Viviana Carlet, il direttore generale Carlo Migotto, il direttore tecnico nonché presidente della Pro Loco di Revine Lago Emiliano Bernardi, Floriano Zambon, Vice Presidente e Assessore alla Cultura della Provincia di Treviso e Battista Zardet, sindaco di Revine Lago.

Tra gli altri eventi di punta della giornata di domani, a grande richiesta del pubblico, anche la replica della proiezione di Land Of Joy di Laura Lazzarin, in programma alle ore 22:00 presso il Cortile Carlettin.Il film, tra le opere più sconvolgenti e nello stesso tempo amate dal pubblico di Revine Lago, svela vizi e virtù di chi vive in Veneto. Un’altra replica è inoltre in programma alle ore 21:00: si tratta di quella dell’inchiesta La divina provvidenza di Nerazzini

Tra gli eventi collaterali sono in evidenza alle ore 22:30 in Riva al Lago il grande party di chiusura con Hawanna Dj con cui salutare l’ottava edizione del Lago Film Fest.


Programma 28 luglio 2012

Ore 21:30 Riva del Lago Cerimonia di chiusura, premiazione e proiezione dei film vincitori. Alle 22:30 / CLOSING PA RTY – Ballando fino all'alba con HAWANNA DJ
Ore 21:00 Vicolo Arco Proiezione evento del documentario “La Divina Provvidenza” di Alberto Nerazzini, in collaborazione con Rai Teche. Dalle ore 22:30 Proiezione dei film vincitori dell'edizione 2012.
Ore 21:00 Cortile Carlettin Proiezione dei migliori film UNICEF Appuntamento alle 22:00 con la Proiezione del Documentario “Land Of Joy” di Laura Lazzarin.
Ore 16:00 Salone della Comunità i film più votati dal pubblico dell’ottava edizione del Lago Film Fest

LAGO FILM FEST 8^ EDIZIONE
20 - 28 Luglio 2012 / Revine Lago, Treviso

DIRETTA RADIOFONICA
www.viviradio.it

Al via le Olimpiadi di Londra 2012

A cura di Francesca Monti

Finalmente ci siamo. Stasera alle 22.00 ora italiana, le 21.00 in Inghilterra, si apriranno ufficialmente i Giochi Olimpici di Londra 2012, che si chiuderanno il 12 agosto. La capitale britannica diverrà così la prima città ad aver ospitato per tre volte un'Olimpiade estiva, dopo quella del 1908 e del 1948. Londra è stata scelta come città ospitante il 6 luglio 2005 durante il 117º meeting del CIO a Singapore, sconfiggendo Mosca, New York, Madrid e Parigi dopo quattro turni di votazione. La candidatura è stata guidata al successo dall'ex campione olimpico Sebastian Coe. I Giochi si terranno in vari impianti: Wembley Stadium, Wembley Arena, Dorney Lake, Broxbourne, Hadleigh Farm, Hampden Park, St. James’ Park, All England Lawn Tennis and Croquet Club, Lord's Cricket Ground, The O2 Arena, Earls Court Exhibition Centre, Weymouth and Portland National Sailing Academy, e ExCeL Exhibition Centre. Per Londra2012 sono stati ideati due loghi: uno per la seconda fase della procedura di assegnazione, creato da Kino Design, e un altro ideato per gli stessi Giochi Olimpici. Quest'ultimo, creato da Wolff Olins, è una rappresentazione del numero 2012, con la bandiera olimpica inserita nello 0. La scritta "London" appare nel primo 2 di "2012".

Per la prima volta lo stesso logo viene usato sia per i Giochi olimpici che per i Paralimpici (che inizieranno il 29 agosto e si concluderanno il 9 settembre) ed è realizzato in vari colori: quello delle Paralimpiadi in quattro colorazioni: magenta, viola, arancione e verde, mentre quello olimpico è celeste, arancione, verde e magenta.

L'inno ufficiale dei giochi londinesi è Survival dei Muse, canzone scritta appositamente per le Olimpiadi da Matthew Bellamy. La torcia dei Giochi della XXX Olimpiade, progettata dal duo di designer londinese Edward Barber e Jay Osgerby, ha una forma triangolare i cui angoli simboleggiano le tre edizioni dei Giochi Olimpici estivi ospitate dalla capitale londinese. Il corpo della torcia presenta 8.000 fori, come i tedofori che hanno portato la sacra fiamma da Atene a Londra.

I Giochi avranno come mascotte ufficiali Wenlock e Mandeville, la prima rappresenterà i Giochi Olimpici, la seconda le Paralimpiadi. Le due mascotte hanno un solo occhio che ha la forma di un obiettivo e la lampada che portano in testa ricorda quella dei taxi di Londra. Le tre punte della cresta di Mandeville rappresentano i tre podi olimpici, mentre quella di Wenlock è disegnata a partire dalle tre mezzelune del logo delle Paralimpiadi. I nomi sono un omaggio a due cittadine inglesi molto importanti dal punto di vista sportivo: Wenlock sta per Much Wenlock, località che ha visto organizzare i Wenlock Olympian Society Annual Games dal 1850 in una formula che ha ispirato poi le olimpiadi moderne. Mandeville invece sta per Stoke Mandeville, città che ha organizzato gli IWAS World Games, precursori dei giochi Paralimpici.

A Trafalgar Square è stato posto l’orologio che scandisce il countdown dei giorni mancanti all’inizio dei Giochi, mentre sullo storico e bellissimo Tower Bridge sono stati issati cinque enormi cerchi olimpici. E ora qualche curiosità: il più anziano partecipante ai Giochi 2012 è il giapponese Hiroshi Hoketsu, che a 71 anni prenderà parte alla gara di dressage, mentre la tiratrice malese Nur Mohamed Suryani Taibi parteciperà alla manifestazione a cinque cerchi incinta di otto mesi.

La cerimonia d’apertura vedrà la nostra grande campionessa di scherma Valentina Vezzali, portabandiera per l’Italia, fare il suo ingresso al Wembley Stadium per 93esima. Sarà la Regina Elisabetta II a dare ufficialmente inizio ai Giochi 2012. L’Italia ha ottime possibilità di portarsi a casa parecchie medaglie, a cominciare dalla scherma, passando per il nuoto con Federica Pellegrini, per il tennis con Pennetta e Schiavone, fino all’atletica con Schwazer e Donato, alla vela con l’intramontabile Alessandra Sensini, alla canoa, al canottaggio, alla boxe, al taekwondo, al ciclismo, al tiro a volo e al tiro con l’arco, senza dimenticare pallanuoto, pallavolo, tuffi e ginnastica. Saranno complessivamente 291 gli atleti italiani che prenderanno parte a Londra2012. L’azzurro e l'azzurra più giovani sono il 16enne Mirko Scarantino che gareggerà nel sollevamento pesi, e la ginnasta 15enne Francesca Agostini, mentre la “veterana” è la grande Josefa Idem, che a 48 anni parteciperà nella canoa alla sua settima Olimpiade.

giovedì 26 luglio 2012

Grillo nei "non allineati"? Meglio di no

di Luigi Pandolfi*

Bella l’espressione usata da Di Pietro per definire uno schieramento alternativo all’asse Alfano - Bersani - Casini ed agli esecutori del massacro sociale che si sta consumando in nome della follia rigorista: “Non allineati”.

Immagino che il leader di Idv non abbia usato a caso questa espressione e che il “non allineamento” sia riferito alle disastrose politiche del governo Monti, oggi più che mai indiziabili di non essere il rimedio bensì la causa dei problemi economici e finanziari che stanno attanagliando il nostro paese, ed all’autoreferenzialità dei partiti che in parlamento le sostengono, in queste ore preoccupati soltanto di salvare le loro poltrone attraverso perversi meccanismi elettorali, mentre il paese sprofonda letteralmente nel baratro.

Inutile dire che questa idea mi trova perfettamente d’accordo: sono stato tra quelli che nelle scorse settimane ha parlato di una Syriza italiana o, comunque, di qualcosa che ci assomigli. Il problema, piuttosto, è il chi ne farebbe parte.

Il movimento di Grillo, per andare subito al cuore della questione, potrebbe essere un interlocutore della coalizione dei “Non allineati”? Su questo ho i miei dubbi. E non tanto per l’approccio confuso e demagogico che il comico di Genova ed i suoi seguaci hanno sui temi dell’economia, che pure non è poco, quanto per la concezione della democrazia di cui sono portatori.

La mia personale opinione è che questo movimento, al netto della buona prova di sé che ha dato su certe battaglie concrete, sia figlio della particolare situazione di crisi e di decadenza del nostro sistema politico-istituzionale, e come tale viva, si alimenti, delle contraddizioni di questa fase di transizione. Più che il germoglio di una nuova e duratura entità politica, mi sembra, in linea generale, l’epifenomeno di un profondo sconquasso che sta affliggendo la società e la politica italiana.

Come per altre esperienze similari, non è detto tuttavia che alcune sue intuizioni, certi suoi tratti originali, non possano fare scuola e sopravvivere in altri contesti politici. Penso all’uso intelligente e costruttivo della rete, ad alcune proposte di modernizzazione del nostro sistema politico, anche ad alcuni obiettivi di riconversione dei nostri apparati produttivi e di approvvigionamento energetico.

Ciò che considero invece pericolose, inaccettabili, sono alcune idee di Grillo in tema di “democrazia digitale”. Nel libro che il leader del Movimento 5 Stelle ha scritto con Gianroberto Casaleggio, Siamo in guerra, si legge che “Le masse informate non hanno più né il bisogno né la volontà di delegare ad alcuno il loro destino. I Referendum via rete, senza quorum e propositivi diventeranno la normalità”. Uno scenario aberrante, una sorta di plebiscitarismo digitale, nel quale il cittadino, al di fuori di ogni socialità, anche di tipo politico, sarebbe periodicamente chiamato a fare un click su un si o un no, per avallare o bocciare scelte fatte dall’alto ovvero per esprimere posizioni che, nella maggior parte dei casi, nessuno raccoglierebbe. Né risulta più rassicurante la previsione che il comico genovese fa a proposito del futuro dei partiti:

“In un tempo abbastanza breve - un decennio o due - nulla sarà come prima. Scompariranno i media tradizionali, svanirà gran parte delle strutture gerarchiche che regolano i vari aspetti della società e dell’economia. Tra queste, anche i partiti, che saranno sostituiti dai movimenti.”

C’è enfasi in queste parole, mentre io credo che, in linea di principio, siano profondamente sbagliate. Una cosa è la libertà d’informazione, a proposito della quale il tema della rete è fondamentale - prova ne è stata la straordinaria partecipazione ai referendum sull’acqua e sul nucleare - , altra cosa è trasformare la rete nella sede “istituzionale” delle decisioni politiche o nel luogo di elezione per l’esercizio della volontà popolare. Per quanto vituperati, gli istituti “formali” della democrazia rappresentativa continuano ad essere gli unici a garantire un esercizio consapevole dei diritti di libertà. L’alternativa non possono che essere masse di individui atomizzati, soli davanti agli schermi dei loro personal computer, portatori di una nuova forma di protagonismo passivo di fronte all’ineffabilità del potere.

E se questa è l’idea che i grillini hanno della democrazia, il suggerimento che mi sentirei di dare a Di Pietro, ed ai “non allineati”, è di tenersene il più possibile alla larga.


*Autore di: "Crack Italia. La politica al tempo della crisi" (Laruffa, 2012)