venerdì 31 agosto 2012

Paralimpiadi: Splendido oro nei 100 stile libero con record mondiale per Cecilia Camellini

A cura di Francesca Monti

Nella seconda giornata di gare alle Paralimpiadi di Londra 2012 è arrivato il primo strepitoso oro per l'Italia, grazie a Cecilia Camellini, che ha vinto i 100m stile libero di nuoto, con record del mondo. Originaria di Formigine, 20 anni, Cecilia, non vedente dalla nascita, è stata autrice di una finale strepitosa, è partita fortissimo e ha distanziato di parecchi metri le avversarie, toccando per prima il traguardo, con il tempo di 1'07"29, centrando il nuovo record del mondo. Secondo posto per la cinese Li, terzo per l'australiana Fisher. "Avevo promesso a me stessa di cantare l’inno di Mameli qui a Londra", ha detto emozionata Cecilia. "L’ho imparato da bambina, grazie alle maestre di scuola. Per togliermi lo sfizio, dovevo salire sul gradino più alto del podio. Ce l’ho fatta, sono felicissima, per un anno sono andata ogni giorno in piscina, questa gara era la mia ossessione. Io come la Pellegrini? Federica è un’amica, non mi permetterei mai di giudicarla".

200 metri d'argento per Oxana Corso

Per l’Italia è arrivato un bellissimo argento alle Paralimpiadi di Londra nei 200 metri piani, categoria T35 di atletica leggera, grazie alla giovanissima Oxana Corso. Con i suoi 17 anni compiuti il 9 luglio, è la più giovane della spedizione azzurra. Nata a San Pietroburgo, ma romana d’adozione, Oxana è stata protagonista di una grande finale. Partita in nona corsia, ha superato tutte le avversarie, arrendendosi solo alla bravissima cinese Liu, chiudendo al secondo posto con il tempo di 33.68, facendo segnare il record europeo. “Sono felicissima, sto vivendo un sogno. Dedico questa medaglia a tutti coloro che mi hanno sostenuta e ai miei genitori”, ha commentato Oxana ai microfoni di RaiSport.


Bronzo per Federico Morlacchi nel nuoto

La prima splendida medaglia per l'Italia alle Paralimpiadi di Londra 2012 è stata vinta da Federico Morlacchi, che ha conquistato un bellissimo bronzo nei 100 farfalla classe S9 (la disabilità di Morlacchi è dovuta ad una ipoplasia congenita al femore sinistro), col tempo di 1’01’’68, chiudendo terzo dietro all'ungherese Sors e all'australiano Cowdrey. Federico, 18 anni, di Luino (Va), ha terminato un mese fa la maturità scientifica, ha iniziato a nuotare nel 2003 e ha un ricco palmares di titoli italiani e internazionali come il bronzo nei 100 farfalla nel 2009 ai Campionati Europei di Reykjavik, l'argento nel 2011, sempre nei 100 farfalla, agli Europei di Berlino, e il quarto posto ai Campionati Mondiali del 2010 ad Eindhoven.

Diario Venezia 69: Leone d'oro alla carriera 2012 a Francesco Rosi

dal nostro inviato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia Tobia Zerbato

La giornata in pillole:

• Assegnato oggi a Francesco Rosi, già vincitore alla mostra del 1963 con “Le mani sulla città” , il Leone d’oro alla carriera 2012.

Il Direttore della Mostra Alberto Barbera ha dichiarato: "Con una lunga benché non troppo prolifica carriera, Rosi ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano del dopoguerra. La sua opera ha influenzato generazioni di cineasti in tutto il mondo per il metodo, lo stile, il rigore morale e la capacità di fare spettacolo su temi sociali di stringente attualità. Ragione per la quale è stato ripetutamente accostato al Neorealismo dell’immediato dopoguerra e indicato come il padre nobile di quel filone di cinema impegnato che segnò in particolare gli anni Sessanta e Settanta della nostra produzione nazionale. Rispetto al Neorealismo, che pure contribuì in maniera decisiva alla sua formazione culturale, il cinema di Rosi rappresenta una decisa istanza di superamento, per la precisa volontà di mescolare una fortissima propensione a raccontare eventi, persone ed ambienti reali con quella che Fellini definì «la grande lezione artigianale del buon cinema americano». Nei confronti del cinema politico a lui successivo, Rosi vanta invece un indiscutibile merito: quello di aver sempre preferito alla semplificazione ideologica di molti suoi epigoni il durissimo lavoro di ricerca e documentazione che sta alla base di suoi formidabili capolavori come Salvatore Giuliano, La sfida, Le mani sulla città, Il caso Mattei, Lucky Luciano. Una puntuale lezione di storia che coincide con un’altissima lezione di stile, capace di fornire linfa e sostanza per gli altri suoi indimenticabili lavori, tra i quali non si possono non ricordare Cristo si è fermato a Eboli, Cadaveri eccellenti e Tre fratelli”.

• E’ Spike Lee, celebre regista di Atlanta, a ricevere il premio Jeger-Lecoultre. A seguire la cerimonia di premiazione in Sala Grande, verrà proiettato al pubblico il suo ultimo “Bad 25”, un documentario che commemora il 25° anniversario dell’omonimo album di Michael Jackson.

• Nella lista delle proiezioni troviamo, in concorso, lo scandaloso “Paradies: Glaube” del regista austriaco Ulrich Seidl, secondo capitolo di una trilogia, storia di una donna e della sua venerazione per Gesù come risposta a qualunque cosa.

• “At any price” di Ramin Bahrani è il secondo film proposto oggi in concorso. Padre e figlio si battono per la sopravvivenza della loro fattoria nel midwest, parabola dal finale amaro con un Dennis Quaid sopra le righe.

FUORI CONCORSO
Tai Chi 0
di Stephen Fung - Cina, 100'
Yuan Xiaochao, Angelababy, Eddie Peng, Tony Leung Ka-fai, William Feng, Shu Qi

Sinossi
Yang Luchan, insolitamente dotato, aveva da bambino una carnosità anomala sulla fronte che gli conferiva un potere straordinario. Deriso come scemo del villaggio, Yang obbedisce al desiderio della madre che lo sprona a praticare le arti marziali e parte per il villaggio di Chen, con l’intento di imparare il Tai Chi. In questo luogo leggendario tutti gli abitanti praticano il Tai Chi e lo usano in ogni circostanza della vita; vige tuttavia per loro la proibizione di svelarne i segreti agli estranei, una realtà che Yang imparerà nella maniera più dura. Al suo arrivo, la gente del luogo lo scoraggia sfidandolo in combattimenti. Uomini forti, vecchie e bambini, tutti sopraffanno Yang con le loro mosse di Tai Chi. Sconfitto infine nella battaglia più aspra dalla bella Yuniang, figlia del maestro Chen, Yang decide di imparare a fondo l’arte del Tai Chi, ma a tal scopo deve trovare il maestro Chen. Il ragazzo non sa che Chen è di fatto il povero e strano uomo con cui ha stretto amicizia e che lo ha poi salvato nel duello con Yuniang. Il maestro percepisce il genio di Yang e si traveste per poterlo segretamente istruire nella padronanza del Tai Chi. Un giorno giunge al villaggio una spaventosa macchina a vapore, guidata da Fang Zijing, amico d’infanzia di Yuniang. L’uomo ha corrotto i funzionari statali per ottenere il permesso di costruire una ferrovia che passerà proprio attraverso il villaggio. Yang e Yuniang decidono di unire le loro forze per sconfiggere Fang Zijing e distruggere la macchina. Questo atto di coraggio potrà forse conquistare il cuore della gente del villaggio.

“Tai Chi 0”, primo capitolo di una trilogia dedicata all’antica tecnica di combattimento cinese, è un godibile film di puro intrattenimento. Ciò non significa necessariamente che la pellicola debba essere sottovalutata o relegata in secondo piano, semplicemente il film, pur palesando dei limiti in scrittura e una galleria di personaggi poco memorabile, va “affrontato” senza particolari pretese. I combattimenti e le coreografie, come anche i toni accesi della fotografia, sono le componenti meglio riuscite, lo humour poi non manca e a livello visivo la pellicola sfoggia alcune trovate molto azzeccate che si rifanno ai manga e ai videogiochi, confezionando un film “giovane” e spigliato, dal montaggio serrato. In tutta questa “velocità”, però, qualcosa sfugge, è infatti la storia il punto dolente del film, che non riserva un briciolo di originalità e, anzi, passa in secondo piano. Nonostante ciò “Tai chi 0” rimane un film spassoso ed innocuo. Con la gigantesca macchina a vapore, il film farà sicuramente contenti gli amanti del genere steampunk, anche se la cosa va considerata come poco più di una “contaminazione”.

Il trailer del film: www.youtube.com/watch?v=K-wrM3Ouhpg

Mouse d’ORO 2012, i voti della giornata:

Sezione Venezia 69 In concorso: At any price di Ramin Bahrani: 5
Sezione Fuori Concorso: The Iceman di Ariel Vromen: 6


Sinossi e crediti sono a cura della Biennale.

Napolitano non ha tenuto conto della crisi di fiducia dei cittadini verso le Istituzioni

di Luigi Pandolfi

Ieri ho partecipato, in un piccolo comune arbëreshë del Parco Nazionale del Pollino, San Basile, alla commemorazione di tre desaparecidos. Tre ragazzi di origini calabresi vittime del terrorismo di stato nell’Argentina dei militari.

Durante la cerimonia mi hanno colpito molto alcune parole pronunciate da Carlo Cherniak, ministro e responsabile per i diritti umani dell'ambasciata Argentina in Italia.

Il diplomatico, riferendosi ai processi che si sono celebrati e che si stanno celebrando nel suo paese contro i membri superstiti della giunta militare ed altri esponenti di quel regime, ha detto che l’Argentina è impegnata strenuamente in un’operazione verità relativamente a quegli anni, ma “sarebbe troppo grande, insostenibile, la frustrazione del popolo se alla ricerca ed all’ottenimento della verità non si accompagnasse anche la giustizia per le vittime del terrore”.

Per un attimo la mia mente è andata al dibattito di questi giorni, quello sulle intercettazioni che hanno coinvolto l’inquilino del Colle, e le parole pronunciate dal diplomatico argentino hanno assunto immediatamente un significato beffardo, addirittura sinistro.

“Ricerca della verità”, “giustizia per le vittime”, “frustrazione del popolo”….tre espressioni che ci spalancano dinanzi gli abissi di casa nostra, la patria degli omissis, delle impunità, dei depistaggi, delle mezze verità.

Non entro nel merito giuridico della scelta del Presidente della Repubblica di sollevare un conflitto di attribuzione dinanzi alla Suprema Corte relativamente all’attività investigativa dei giudici di Palermo - non ne avrei le competenze -, ma mi chiedo se Napolitano abbia preso in considerazione l’ipotesi che la sua decisione potesse “frustrare” il desiderio di giustizia dei famigliari delle vittime di mafia e di tutto il popolo italiano, che su questi temi ha sempre mostrato una certa sensibilità.

Credo che qui, in questa vicenda, il problema non fosse quello della tutela delle prerogative e delle guarentigie del Capo dello Stato, quanto piuttosto quello di aiutare la “ricerca della verità” su alcune pagine tra le più buie della nostra storia, per ristabilire il giusto rapporto di fiducia tra cittadini ed Istituzioni, purtroppo compromesso oltre che da una perdurante crisi della politica anche da precipue circostanze, tra cui anche quelle che afferiscono alla nota e disdicevole vicenda della (presunta?) trattativa tra Stato e mafia.

Diciamocelo chiaramente: l’Italia non se la passa molto bene. Ed il problema non è soltanto quello degli spread, che forse è l’unico falso problema di questa crisi. Ciò che dovrebbe preoccupare realmente è il disfacimento progressivo della compagine statale e dei suoi valori fondamentali, lo scollamento sempre più pernicioso tra cittadini e sistema politico, la crisi della rappresentanza ad ogni livello.

Si parla sempre più spesso di antipolitica. Qualcuno si è chiesto però se quella che viene definita, con sufficienza, antipolitica altro non è che una legittima reazione all’arroccamento autoreferenziale del ceto politico che, un giorno con manifestazioni di intolleranza verso certe indagini della magistratura, un altro col concepimento di perverse leggi elettorali, solo per fare due esempi a loro modo calzanti, pensa esclusivamente alla sua sopravvivenza mentre il paese reale scivola verso il baratro?

Se poi intervengono anche alcuni comportamenti, che minano la credibilità dello Stato nella lotta ai poteri criminali, la frittata è fatta. La “frustrazione”, per parafrasare il diplomatico argentino, è l’unico sentimento che plausibilmente può farsi strada nell’animo dei cittadini.

Prima di sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, il Presidente Napolitano, forse avrebbe fatto meglio a considerare la portata devastante del conflitto che da un po’ di tempo a questa parte oppone una larga fetta del popolo italiano alle istituzioni della Repubblica.

Che, a questo punto, mi sembra l’unico, vero, problema di cui la politica dovrà (dovrebbe) farsi carico nei giorni avvenire.

giovedì 30 agosto 2012

Diario Venezia 69: Tragedie coniugali, spietati assassini e uomini in fuga. Tutto in Mostra

dal nostro inviato alla Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia Tobia Zerbato

Tragedie coniugali, spietati assassini, uomini qualunque in fuga dalla celebrità, sono i protagonisti dei film presentati oggi alla Mostra del cinema di Venezia.

La giornata in pillole:

• La sezione principale del Festival apre i battenti con la proiezione stampa di Izmena (Betrayal) del regista russo Kirill Serebrennikov, dalla Russia una tragedia coniugale dalle tinte forti che indaga sull’essere umano destabilizzato dall’infedeltà.

• La seconda proiezione valevole per il Leone D’oro è affidata al regista francese Xavier Giannoli, che con il suo “Superstar”, storia di un uomo divenuto improvvisamente famoso senza alcun motivo, scaturisce la curiosità della platea di giornalisti, ma si esaurisce ben presto in un giro a vuoto.

• Consegnato oggi al regista, produttore e sceneggiatore statunitense Michael Cimino il premio Persol 2012. Dal comunicato stampa ufficiale il commento del direttore della mostra Alberto Barbera: << Il Direttore della Mostra, Alberto Barbera, a proposito di questo riconoscimento a Michael Cimino ha dichiarato: “E’ un tardivo ma doveroso risarcimento alla grandezza di un cineasta visionario, una delle voci più intense e originali del cinema americano degli ultimi quarant’anni, progressivamente ridotto al silenzio dopo l’insuccesso commerciale di un capolavoro al quale contribuirono gli stessi produttori con tagli insensati. In virtù di un talento immenso, Cimino ha esaltato l’arte della messa in scena e offerto dell’America un ritratto insieme critico e appassionato, lucido e coinvolgente.>>

VENEZIA 69 In Concorso
Superstar di Xavier Giannoli - Francia, Belgio, 112'
Kad Merad, Cecile De France

Sinossi
Improvvisamente un perfetto sconosciuto diventa celebre senza sapere il perché.

Martin Kazinski è l’uomo medio per eccellenza, passa completamente inosservato, non ha sogni né aspirazioni, se non di vivere tranquillamente e come lavoro assiste alcuni disabili all’interno di un fabbrica che recupera componenti elettronici. D’improvviso passa dal totale anonimato ad essere il centro nevralgico del gossip, da nullità a superstar, senza sapere neppure il motivo. Scintilla che fa scoppiare il caso è una sua foto diffusa su internet. La gente lo pedina e lo riprendere praticamente in ogni dove. Quando interviene la TV il caso diviene mediatico e Martin lotta per riconquistare il suon buon anonimato.
Bisogna ammettere che il film di Xavier Giannoli ha un pregevolissimo spunto, che è per l’appunto quello di catapultare un uomo perfettamente normale al centro di della spirale della celebrità, senza neppure sapere il motivo. Perduto nel groviglio dei mass-media, dei social network, di internet, che senza alcuna esitazione portano il povero Kazinski sulla bocca e sotto gli occhi (e le tastiere) di tutti, s’accorgerà di quanto sia difficile la lotta per la riconquista dell’anonimato, una battaglia che lo porta al limite della disperazione, mentre una sola domanda riassume tutti gli interrogativi del personaggio: “Perché?”, qual è il motivo di tanta notorietà attribuitagli così gratuitamente? E’ questo il quesito principale al quale si ritrova sottoposto anche lo spettatore. La curiosità regge bene nella prima parte di pellicola, dove Giannoli dimostra di sapere ben controllare la sua opera e lascia, tra le altre cose, più che sufficienti speranze in uno svolgimento di tutto rispetto ed un finale all’altezza. Purtroppo, però, troppo presto il film esaurisce la sua formula, riducendosi in un giro a vuoto, stiracchiando eccessivamente l’idea di partenza fino a renderla passabile d’indifferenza. Al buon sviluppo della prima parte subentra una ridondanza dannosa che annulla tutte le buone premesse e converte il film di Giannoli nell’ennesima lotta contro il “sistema” raccontata banalmente. E’ un peccato, perché il potenziale iniziale del film rimane inespresso, mentre poteva essere sviluppato in tutt’altro modo. Timidi gli applausi della stampa.

Il trailer del film: http://www.youtube.com/watch?v=UZbTU30NIKs

VENEZIA 69 In Concorso
Izmena (Betrayal) di Kirill Serebrennikov - Russia, 115'
Franziska Petri, Dejan Lilic, Albina Dzhanabaeva, Arturs Skrastins

Sinossi
Un uomo e una donna si conoscono per caso e vengono a sapere che i loro rispettivi coniugi sono amanti. La scoperta li spinge a fare cose che non avevano mai osato prima. Cosa prevarrà, il sentimento di gelosia o la passione? E cosa sceglieranno, la vendetta o il perdono? I protagonisti cercano qualcosa su cui poter ricostruire una nuova vita, ma non è facile, ogni loro azione è condizionata dal dato di fatto dell’infedeltà, e questa infedeltà ha la sua logica.

Il regista Serebrennikov omette volutamente qualsiasi dettaglio nella sua storia, a partire dal nome della città fino ad arrivare ad alcuni nomi propri. Questo colloca il dramma in un punto imprecisato di un universo spazio-temporale che per il regista non è importante trovare, poiché la storia che si consuma nella tragedia del tradimento e della disperata ricerca d’amore, rimane il punto focale sul quale il regista si è concentrato. Il regista ha sicuramente le idee molto chiare circa l’impostazione da dare al suo film, che si concentra su un racconto fatto di sole sensazioni, che vede i protagonisti travolti da situazioni pesanti, dove spesso perdono il lume della ragione.
Il girato, di sorprendente bellezza visiva e con almeno un paio di piani sequenza da ricordare, annovera immagini granitiche che concorrono a rendere il dramma completo in tutta la sua angoscia. In alcuni momenti, però, il regista si concede qualche libertà di troppo spiazzando lo spettatore quanto a illogicità e lasciando più di un dubbio circa la vera natura degli eventi.
Il film procede con lentezza, senza generalmente mai annoiare, tuttavia si accusano alcuni colpi verso la fine e, a visione ultimata, il dubbio che almeno quindici minuti di girato andassero tolti, diventa convinzione.
Nonostante alcune “irregolarità” nello sviluppo, “Izmena” rimane un film dalla sorprendente bellezza visiva ed emozionale, un’opera che andrebbe sviscerata con molta più calma e accuratezza di quanto queste poche righe possano offrire.

Mouse d’ORO 2012, i voti della giornata:
Sezione Venezia 69 In concorso: Superstar di Xavier Giannoli: 5,5
Sezione Venezia 69 In concorso: Izmena (Betrayal) di Kirill Srebrennikov: 7


Sinossi e crediti sono a cura della Biennale.

Aperti i XIV Giochi Paralimpici di Londra 2012

di Francesca Monti

Si sono aperti ufficialmente a Londra i XIV Giochi Paralimpici, con la cerimonia d’apertura presso l’Olympic Stadium. Questa edizione è la più grande e più attesa tra tutte quelle finora realizzate.

Lo spettacolo che ha dato il via ai Giochi era intitolato "Enlightenment" e celebrava in modo spettacolare ed elettrizzante il ritorno a casa dei Giochi paralimpici, la cui prima edizione si svolse nel 1948 a Stoke Mandeville, paese situato vicino a Londra. Sotto la direzione del regista britannico Stephen Daldry, già candidato tre volte all'Oscar per i suoi film (tra cui "Billy Elliot") lo show ha incantato gli 80.000 spettatori presenti allo stadio. La cerimonia è stata aperta dall’aereo di David Rawlings, un pilota disabile che ha prestato servizio in Afghanistan, che volando sopra lo stadio, ha introdotto l'esibizione aerea dell'associazione "Aerobility" che insegna il volo ai diversamente abili.

Poi ha fatto il suo ingresso al centro dello stadio il grande fisico britannico Stephen Hawking. Quasi completamente paralizzato e immobilizzato su una carrozzina a causa di un'atrofia muscolare progressiva, Hawking ha illustrato quello che gli spettatori avrebbero visto di lì a poco, cioè l'ingresso di oltre 3000 comparse, tra cui cento bambini e 50 artisti professionisti, che hanno dato vita ad uno spettacolo ispirato al periodo dell'Illuminismo, non solo inteso come pensiero illuminato ma anche come illuminazione nel senso di conoscenza e consapevolezza dei concetti di libertà, democrazia e uguaglianza. Bellissimi anche il segmento con la tempesta di Shakesperare, con Nicola Miles Wildin, una giovane attrice disabile che ha interpretato Miranda, la figlia di Prospero (Sir Ian McKellan), in un brano ispirato alle meraviglie dell’umanità: “Oh, coraggioso nuovo mondo, che ha in sé simili persone!”, e quello ambientato nel giardino di Sir Isaac Newton. Agli spettatori all’ingresso è stata distribuita una mela da mangiare tutti assieme in un morso corale, mentre un pomo gigante è calato sullo stadio come omaggio allo scopritore della gravità. Lord Coe, il presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi, ha definito lo spettacolo “uno stimolo a pensare”. Poi c’è stata la tradizionale sfilata dei 4200 atleti appartenenti ai 160 paesi presenti, tra questi Albania, Antigua, Malawi, Ruanda, e altri dodici nazioni sono alla loro prima esperienza paralimpica. La delegazione italiana era capitanata dall'arciere Oscar De Pellegrin, nostro portabandiera. In tribuna era presente la Regina Elisabetta II che ha dato inizio ufficialmente ai Giochi, il primo ministro David Cameron con la moglie, il principe di Cambridge, William, con la moglie Kate, il Principe Alberto di Monaco. Per l'Italia ha presenziato alla cerimonia il Ministro del lavoro e delle pari opportunità Elsa Fornero.

La fiamma olimpica, che è stata portata per le vie di Londra dai tedofori, tra i quali c’era anche la campionessa italiana di scherma Beatrice Bebe Vio, (che, indossando al posto delle protesi delle gambe, le lame simili a quelle del velocista Pistorius, ha percorso i suoi 200 metri in un tratto tra Piccadilly Circus e Trafalgar Square), è arrivata nello stadio ed è stato quindi acceso il braciere olimpico in modo spettacolare. L’ex marine inglese Joe Townsend è stato fatto volare con un filo dalla cima dello stadio e ha passato la fiamma a David Clarke, capitano della squadra inglese di calcio cieco, che l’ha passata a Margaret Maughan, prima medagliata alle Paralimpiadi di Roma 1960. La fiamma è stata accesa poco dopo mezzanotte, seguita dai tradizionali fuochi d’artificio che hanno incendiato lo stadio, chiudendo una splendida serata. Undici giorni di gare, 21 discipline, 4200 atleti, 97 azzurri presenti a caccia di una medaglia. Lo spettacolo è appena cominciato!

Noi stiamo con Fabrizio Macchi

di Francesca Monti

C’è un azzurro che sarebbe stato un sicuro protagonista delle Paralimpiadi di Londra 2012 e che invece ha visto svanire il suo sogno olimpico. Si tratta del campione di ciclismo Fabrizio Macchi, che è stato escluso dalla spedizione azzurra per una presunta frequentazione con Michele Ferrari, il medico più volte implicato in questioni di doping e per questo inibito dal Coni. La procura antidoping del Coni, presieduta da Ettore Torri, dopo aver sentito l'atleta, ha deciso per il deferimento di Macchi al Tribunale nazionale antidoping del Coni per violazione delle norme che vietano agli atleti di avvalersi della consulenza o prestazione di soggetti inibiti: la procura ha chiesto la sospensione dall'attività per otto mesi. Per questo motivo, il Comitato italiano paralimpico ha disposto l’esclusione dell'atleta dalla Squadra Italiana che prenderà parte ai Giochi Paralimpici di Londra 2012. Macchi, bronzo a Pechino, sognava per Londra la medaglia d'oro nell'inseguimento Lc3. Fabrizio non ha negato di conoscere e di aver incontrato Ferrari, spiegando che i suoi unici contatti sono riconducibili al periodo 2008/2010, quando l'atleta ebbe a che fare con la figlia di Ferrari, impegnata nella tesi di laurea in scienze motorie, che come tema aveva proprio l'avventura sportiva di Fabrizio Macchi. La vicenda risale a due anni fa ed è assurdo che ad un atleta venga spezzato un sogno a pochi giorni dall’inizio della manifestazione, non per aver fatto uso di doping ma solo per aver aiutato una ragazza a preparare la tesi. Perché se il dottor Ferrari è ritenuto un personaggio pericoloso è a piede libero? Perché questa vicenda è uscita solo adesso? Solo pochi giorni fa c’era stato un altro caso di giustizia tardiva, molto diverso da questo, che ha avuto come protagonista un altro grande campione di ciclismo, Lance Armstrong, cui è stato deciso di togliere i sette Tour de France vinti per utilizzo di sostanze non consentite. Armstrong ha lottato per anni contro il cancro ed è riuscito a vincere la battaglia più importante, quella per la vita, è tornato in sella alla sua bici e tutti sapevano che prendeva dei medicinali necessari per curare la malattia. Prima è stato giustamente portato da esempio per la sua grande forza d’animo e ora viene considerato come un ciclista dopato. Che senso ha tutto ciò? Perché gli è stato permesso di tornare a correre se le medicine che doveva per forza assumere erano considerate doping? Come mai non è risultato positivo ai controlli? Ognuno può fare le considerazioni che vuole, per me Fabrizio Macchi e Lance Armstrong restano due grandissimi campioni, che stanno pagando un prezzo troppo alto per delle vicende ancora tutte da provare.

mercoledì 29 agosto 2012

Diario Venezia 69: Day One

dal nostro inviato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Tobia Zerbato

La prima giornata del Festival si snoda essenzialmente tra poche novità e pellicole che non entusiasmano: “Bait 3D” di Kimble Rendall è un’avventura acquatica incapace d’intaccare l’interesse dello spettatore, un film che non desta stupore cinematografico neppure coadiuvato dalla proiezione tridimensionale, dimostrando tutti i limiti del caso. A Mira Nair, già Leone d’Oro a Venezia 2001 con “Moonsoon Wedding”, viene affidata l’apertura della sezione “Fuori Concorso” con il suo ultimo “The reluctant fundamentalist”, un thriller politico dal ritmo hollywodiano sorretto da un buon cast che cade irrimediabilmente nel vortice della retorica dal quale vorrebbe sottrarsi. Una terza visione, la più interessante, se non altro sotto il profilo della contaminazione dei generi, ci è data dalla pellicola cinese “Tai Chi O”, prima di una trilogia sull’antica tecnica di combattimento cinese, il Tai Chi. Un film sicuramente fuori dagli schemi, che fa dello humor una solida base sulla quale sviluppare un racconto convenzionale che annovera combattimenti di tutto rispetto e delle trovate di narrazione visiva che richiamano i videogiochi ed i manga, con echi di steampunk. Ad aprire il concorso ufficiale questa sera, sarà il film del regista russo Kirill Serebrennikow dal titolo “Izmena”, la storia della scoperta di una scomoda verità, dove il tema del film è l’infedeltà.

FUORI CONCORSO
Bait 3D di Kimble Rendall - Australia, Singapore, 93'
Con: Xavier Samuel, Sharni Vinson, Julian McMahon, Adrian Pang

Sinossi
In una tranquilla località balneare, mentre i clienti di un supermercato vengono terrorizzati da un rapinatore impazzito, accade l’impensabile: un mostruoso tsunami sommerge completamente la città. Intrappolati, con l’acqua impetuosa che minaccia di seppellirli tutti, i sopravvissuti scoprono di non essere soli, perché lo tsunami ha portato con sé visitatori sgraditi che provengono dagli abissi; dovranno allora cercare di non morire annegati e di non rimanere uccisi dal rapinatore che è tra loro, ma anche riuscire a vincere una minaccia molto più pericolosa: enormi squali bianchi affamati e assetati di sangue.

Nei cinema italiani dal: 5 Settembre 2012.
Il trailer del film: http://www.youtube.com/watch?v=CMa2hZozKdI

Un passatempo, niente di più: BAIT 3D, proiettato ieri in anteprima per la stampa, si propone come un momento di svago mentre si aspetta di entrare nel vivo della manifestazione con i film del concorso. Un “horror” che vorrebbe essere tale, ma che non riesce a spingersi oltre il confine della mediocrità. Nonostante l’azzeccata location (un supermercato allagato) ed una proiezione 3D che facilita l’immersione tra le acque della disperazione, il film è incapace di restituire qualche sano brivido e tutt’al più s’accontenta di far sobbalzare lievemente lo spettatore sulla poltrona aiutandosi, tra le altre cose, con audio ad alto volume nei momenti clou, un espediente questo, che vorrebbe aumentare la carica drammatica di alcune scene, finendo però solamente con l’esser tedioso e per nulla funzionale alle vicende narrate. Il cast, per il quale risulta davvero difficile pronunciarsi positivamente, è una carrellata di interpretazioni scialbe e prive di qualsivoglia spessore. I grandi protagonisti, due squali bianchi, si riducono a due “enormi pesci” che nuotano qua e là, senza riuscire ad incunearsi nella mente dello spettatore come vero e proprio elemento di terrore psicologico. Certo, tra tutto questo, rimane una punta di curiosità che porta lo spettatore a chiedersi come faranno i nostri a salvarsi, ma non è certo nel finale e nella misera battuta di chiusura che il film si risolleva. Se a questo aggiungiamo che il momento distruttivo dello tsunami è il migliore dei passaggi del film a livello d’impatto emotivo, avremmo ben pochi motivi per dedicare del tempo a BAIT 3D. Se proprio non si potrà farne a meno, si troveranno tutte le risposte dal 5 Settembre nei cinema italiani, il film sarà distribuito con il titolo di “SHARK 3D”.

Mouse d’ORO 2012, i voti della giornata:

Sezione Fuori Concorso: The Reluctant Fundamentalist di Mira Nair: 5,5
Sezione Fuori Concorso: Tai Chi 0 di Stephen Fung: 6


*Sinossi e crediti sono a cura della Biennale.

Morti bianche: Appello per la sicurezza

L’operaio deceduto qualche giorno fa in provincia di Treviso per cause elettriche dovrebbe indurre ad una profonda riflessione tutta la società contemporanea.

Le morti bianche per folgorazione a Nordest sono l'8,6% del totale. Aumentati rispetto allo scorso anno anche gli indicatori nazionali (5,5 % nel 2012 contro il 4,2 % del 2011).

Soluzione: Insistere con più efficacia sulla cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro: più formazione, organizzazione e controlli.

di Mauro Rossato - Presidente di Vega Engineering di Mestre


Otto morti bianche su 100 a Nordest sono la conseguenza di una folgorazione. L’8,6 per cento per la precisione, secondo i dati elaborati dal nostro Osservatorio, relativi ai primi sette mesi del 2012. E anche a livello nazionale si raggiunge una percentuale di mortalità del 5,5 per cento contro il 4,2 per cento nel 2011.

L’ultimo dramma si è registrato in provincia di Treviso, dove Angelo Paolozzi, trentasettenne di Scorzè, padre di tre figli, è morto folgorato da una scarica elettrica in una cabina elettrica. Un lutto che si aggiunge, purtroppo, alla lunga epigrafe dei decessi sul lavoro e che dovrebbe spingere a riflettere tutti noi sull’importanza di ogni singola vita.

Perché questi tremendi incidenti mortali che spezzano l’esistenza di centinaia di lavoratori ogni anno (a fine luglio 2012 erano già 308 i decessi in ambiente ordinario di lavoro in Italia) non devono rimanere nel limbo della mera notizia di cronaca che ‘vive’ una manciata di secondi per la sua lettura, ma dovrebbero indurre ad un maggior impegno per tradurre gli obblighi legislativi già esistenti in concrete azioni mirate ad acquisire un modus operandi “sicuro”. Solo quando imprenditori e lavoratori avranno conseguito un’abitudine a operare in completa sicurezza si potrà parlare di cultura acquisita.

Spesso, tra le principali cause di tante tragedie c’è la sottovalutazione del rischio che porta a trascurare l’importanza del rispetto delle procedure di sicurezza. Ecco perché, per evitare casi simili alla tragedia trevigiana, è fondamentale approfondire le tematiche della valutazione del rischio elettrico e della gestione della sicurezza elettrica in azienda; sarebbe sufficiente osservare e applicare rigorosamente le norme esistenti (CEI EN 50110-1 e CEI 11-27), che purtroppo ancor oggi sono sconosciute a molti addetti ai lavori. Non molti sanno infatti che ciascun impianto elettrico aziendale dovrebbe essere affidato alla responsabilità di una persona, denominata "Responsabile dell’Impianto" (RI) e i lavori stessi affidati ad un “Preposto ai lavori elettrici” (PL), qualifiche che vanno attribuite a personale appositamente formato.
Non è più tollerabile che a tutt’oggi sfuggano ancora questi concetti dettati da norme di sicurezza elettriche in vigore da molti anni.

L’appello alla sicurezza si dovrebbe concretizzare anche attraverso coloro che hanno il compito di sanzionare i comportamenti illegali. Necessita insomma anche una maggiore severità nei controlli.

Un esempio di concreta lotta agli “evasori” della sicurezza è dato dal procuratore di Torino Raffaele Guariniello, il magistrato che più di tutti negli ultimi decenni ha combattuto in prima linea per rendere Giustizia alle vittime innocenti del lavoro nel nostro Paese. E sarà con noi proprio a Treviso il 24 settembre per contribuire a diffondere i messaggi di sicurezza nel nostro territorio.

martedì 28 agosto 2012

Al via le Paralimpiadi di Londra 2012

A cura di Francesca Monti

Dopo le Olimpiadi, Londra sarà protagonista di un altro grande evento sportivo: le Paralimpiadi, che inizieranno domani, 29 agosto e termineranno il 9 settembre. Tra le novità di questa edizione è che la torcia olimpica è stata “spezzata” in quattro, una parte per ciascuna delle nazioni ospiti: Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. In un rito avvenuto in contemporanea in cima al monte più alto dei rispettivi Paesi - lo Scafell Pike in Inghilterra, lo Snowdon/Yr Wyddfa in Galles, il Ben Nevis in Scozia e lo Slieve Donard in Irlanda del Nord -, mercoledì 22 agosto, quattro gruppi di scout e atleti, disabili e non, hanno creato il fuoco per accendere le torce con la tecnica dello sfregamento delle selci. Le quattro fiamme nazionali verranno riunite in un'unica Fiamma Paralimpica a Stoke Mandeville, sede del Movimento Paralimpico, il 28 agosto Poi i tedofori si alterneranno per portare la fiamma da Stoke Mandeville a Londra, con l'ingresso ufficiale all'Olympic Stadium, alla fine della cerimonia d'apertura, con l’accenzione del braciere olimpico durante la cerimonia di inaugurazione dei Giochi il 29 agosto. Il logo delle Paralimpiadi è stato ideato da Wolff Olins, è una rappresentazione del numero 2012, con gli anelli Olimpici inseriti nello "0" e la scritta "london" nel primo "2". Questa è la prima volta che un logo con la stessa forma viene usato per i giochi Paralimpici e Olimpici. Il logo delle Paralimpiadi, mostra una varietà di colori, tra cui il magenta, il viola, l'arancione e il verde. I Giochi avranno come mascotte Mandeville, che ha la cresta a tre punte che rappresentano i tre podi olimpici ed è un omaggio alla città di Stoke Mandeville, che ha organizzato gli IWAS World Games, precursori dei giochi Paralimpici. Nel programma della XXIV Paralimpiade ci sono ventuno discipline: atletica leggera, boccia, calcio a 5 un lato, calcio a 7 un lato, canottaggio, ciclismo su strada, ciclismo su pista, equitazione, goalball, judo, nuoto, pallacanestro in carrozzina, pallavolo da seduti, rugby in carrozzina, scherma in carrozzina, sollevamento pesi, tennis in carrozzina, tennis tavolo, tiro a volo/segno, tiro con l’arco, vela.

Saranno 97 gli atleti azzurri che prenderanno parte alle Paralimpiadi di Londra 2012:

TIRO CON L'ARCO (AR)

Oscar DE PELLEGRIN W2 olimpico ind.le e a squadre
Mario ESPOSITO ST olimpico ind.le e a squadre
Vittorio BARTOLI W2 olimpico ind.le e a squadre
Elisabetta MIJNO W2 olimpico ind.le e a squadre
Veronica FLORENO W2 olimpico ind.le e a squadre
Mariangela PERNA W2 olimpico ind.le e a squadre
Alberto SIMONELLI W2 compound ind.le (open)
Giampaolo CANCELLI W2 compound ind.le (open)
Fabio AZZOLINI W1 compound ind.le
Gabriele FERRANDI W1 compound ind.le

ATLETICA LEGGERA

UOMINI

Andrea Cionna Maratona T11/12 - Guide: Alessandro Carloni e Doriano Bussolotto
Walter Endrizzi Maratona T46
Alessandro Di Lello Maratona T46
Riccardo Scendoni 100,200,400 metri T44
Davide Dalla Palma 800,1500 metri T46
Alvise De Vidi 100 metri T51

DONNE

Martina Caironi Salto in lungo, 100 metri T42
Annalisa Minetti 1500 metri T11/12 - Guida: Andrea Giocondi
Assunta Legnante Getto del peso, lancio del disco T11
Oxana Corso 100,200 metri T35
Elisabetta Stefanini 100,200,400 metri T12 - Guida: Massimo Di Marcello

CICLISMO (CY)

Paolo CECCHETTO H2 crono e strada
Paolo VIGANO' C3 crono e strada
Alessandro ZANARDI H4 crono, strada e team relay
Claudia SCHULER H2 crono e strada
Francesca FENOCCHIO H2 crono, strada e team relay
Mauro CRATASSA H3 crono e strada
Giorgio FARRONI T2 crono e strada
Roberto BARGNA C3 crono e strada
Vittorio PODESTA' H2 crono, strada e team relay
Ivano PIZZI B crono e strada
Michele PITTACOLO C4 crono e strada
Andrea TARLAO C5 crono, linea, team sprint e inseguimento
Pierpaolo ADDESI C5 crono, strada e team sprint

EQUITAZIONE

Silvia VERATTI Grado II ind. e a squadre
Sara MORGANTI Grado Ia ind. e a squadre
Antonella CECILIA Grado II ind. e a squadre
Francesca SALVADE' Grado II ind. e a squadre

CANOTTAGGIO (RO)

Silvia DE MARIA doppio mix
Daniele STEFANONI doppio mix
Florinda TROMBETTA 4 con
Mahila DI BATTISTA 4 con
Pierre CALDERONI 4 con
Andrea MARCACCINI 4 con

VELA (SA)

Fabrizio OLMI 2 classe 2.4
Marta ZANETTI 7 skud 18
Marco GUALANDRIS 2 skud 18
Paola PROTOPAPA 5 sonar
Massimo DIGHE 1 sonar
Antonio SQUIZZATO 6 sonar

TIRO A SEGNO (SH)

Azzurra CIANI SH1 R2, R3, R6, R8
Iacopo CAPPELLI SH1 R1, R3, R6, R7
Marco PUSINICH SH1 P1, P4
Giancarlo IORI SH1 P1, P3, P4
Massimo DALLA CASA SH2 R4, R5

NUOTO (SW)

Cecilia CAMELLINI S11 50SL, 100SL, 400SL, 100D, 200Med
Emanuela ROMANO S6 50SL, 100SL, 400SL, 100D, e 200Med
Stefania CHIARIONI S5 50F, 200SL, 200Med
Immacolata CERSAUOLO S8 50SL, 100SL, 100F, 200Med
Fabrizio SOTTILE S12 50SL, 100SL, 400SL, 100D, 100F, 200Med
Federico MORLACCHI S9 50SL, 100SL, 400SL, 100F, 100R, 200Med
Francesco BETTELLA S2 50SL, 100SL, 200SL, 50D
Efrem MORELLI S5 50F, 100R, 50D e 50SL
Nicolò BENSI S4 50F, 50R, 150Med
Francesco BOCCIARDO S7 100D, 400SL
Michele FERRARIN S8 100R, 100F, 200Med

TENNISTAVOLO (TT)

Clara PODDA Classe 2 ind. e a squadre
Pamela PEZZUTTO Classe 2 ind. e a squadre
Michela BRUNELLI Classe 3 ind. e a squadre
Maria NARDELLI Classe 5 ind. e a squadre
Valeria ZORZETTO Classe 4 ind. e a squadre
Andrea BORGATO Classe 1 ind. e a squadre
Giuseppe VELLA Classe 2 ind. e a squadre
Raimondo ALECCI Classe 6 ind. e a squadre
Davide SCAZZIERI Classe 7 ind. e a squadre
Salvatore CACI Classe 4 individuale

BASKET (WB) 12 DI 15

Damiano AIROLDI p.ti 1
Nicola DAMIANO p.ti 1
Amhed RAOURAHI p.ti 1,5
Mohamed SANNA ALI p.ti 1,5
Fabio RAIMONDI p.ti 2
Fabio BERNARDIS p.ti 2,5
Vincenzo DI BENNARDO p.ti 3
Amine MOUKHARIQ p.ti 3
Jacopo GENINAZZI p.ti 4
Galliano MARCHIONNI p.ti 4,5
Alberto PELLEGRINI p.ti 4,5
Matteo CAVAGNINI p.ti 4,5

SCHERMA (WF)

Loredana TRIGILIA Cat. A fioretto
Matteo BETTI Cat. A fioretto, spada, fioretto a squadre
Marco CIMA Cat. B fioretto ind. e a squadre
Andrea MACRI' Cat. B fioretto a squadre
Alessio SARRI Cat. B sciabola

TENNIS (WT)

Marianna LAURO open open f
Fabian MAZZEI open open m
Marco INNOCENTI quad quad ind.le e doppio
Giuseppe POLIDORI quad quad ind.le e doppio

ATLETI GUIDA, PILOTI, TIMONIERI

CY Lucca PIZZI
RO Alessandro FRANZETTI

Portabandiera dell’Italia alla cerimonia di apertura sarà Oscar De Pellegrin, arciere, che ha ricevuto il tricolore dalle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La giovane schermitrice Beatrice "Bebe" Vio sarà invece una delle tedofore che porteranno la fiamma olimpica.

A tutti i nostri atleti un grandissimo in bocca al lupo!

Il Mouse d’Oro alla 69^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

"Il Popolo Veneto" con Tobia Zerbato farà parte della giuria che assegnerà il premio della critica online

Venezia - Per il quarto anno consecutivo il Mouse d’Oro, il premio della critica online, torna al Lido come premio ufficiale collaterale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il Mouse d’Oro, istituito nell'agosto 2009 su iniziativa di Hideout.it, è assegnato da una speciale giuria formata dai collaboratori delle migliori webzine italiane di cinema, ed è presente ai principali festival italiani: Venezia, Roma, Torino e Courmayeur. Il Mouse d’oro, conquistato in passato da William Friedkin, Aleksei Fedorchenko e Todd Solondz, viene assegnato al primo classificato tra i film del Concorso ufficiale e il Mouse d’argento al preferito dei giurati nelle sezioni collaterali. Nel 2011 vinsero, rispettivamente, Killer Joe di William Friedkin e Kotoko di Shinya Tsukamoto.

I giurati, in continua crescita, sono centinaia, tutti collaboratori di siti internet. Un premio, ma anche un circuito di appassionati addetti ai lavori che, a ogni Festival a cui partecipa, propone incontri e momenti di riflessione. Durante la Mostra di Venezia, il Mouse d’Oro organizza il seguente appuntamento:

- Sabato 1° settembre, ore 21.30, c/o Lancia Cafè (Terrazza Excelsior)
incontro dal titolo: PARLIAMOCI ADDOSSO - Chi sono le webzine di cinema, perché parlano di cinema e dove pensano stia andando il cinema. U
na serata per presentare alcune delle webzine aderenti al Premio e riflettere sulla comunicazione indirizzata agli appassionati della Settima arte.

Per partecipare:
info@mousedoro.it

I vincitori saranno comunicati ufficialmente tramite comunicato stampa, venerdì 7 settembre alle 19.00, mentre i riconoscimenti verranno consegnati sabato 8 presso il Lancia Cafè (l’orario sarà comunicato a breve).

Il Mouse d’oro è nato in occasione della Mostra di Venezia nel 2009 con l’intento di promuovere l’autorevolezza delle testate online e oggi, cresciuto fino a raggiungere il traguardo di 67 webzine, è un termometro accreditato per identificare i gusti e le tendenze della Rete, che spesso coincidono con quelli dei cinefili più accaniti.

Il lavoro e i voti dei giurati sono online sul sito www.mousedoro.it che raggruppa notizie, giudizi e commenti, nonché l’albo d’oro delle edizioni precedenti. Inoltre, come negli ultimi tre anni, i voti del Mouse d’Oro saranno presenti sul Daily della Mostra.

Il Mouse d’oro è anche su Facebook e Twitter (@mousedoro).

www.mousedoro.it
www.facebook.it/mousedoro
www.twitter.com/mousedoro

Morti bianche a Nordest: + 10 % nei primi sette mesi del 2012. L’agricoltura il settore killer

L’estate delle vacanze, del rallentamento dei ritmi delle attività produttive non frena le morti bianche a Nordest. Sette lavoratori sono morti nel mese di luglio; 11 a giugno; 46 le vittime nei primi sette mesi del 2012.

E l’incremento degli infortuni mortali in Triveneto da gennaio a luglio del 2012 rispetto a quello del 2011 è di quasi il 10 per cento (9,7 per la precisione).
E’ quanto emerge dalla più recente indagine elaborata dagli ingegneri dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre.
Al Veneto il triste primato per il maggior numero di incidenti mortali 24 vittime (4 in più di giugno), seguito dal Trentino Alto Adige (13) e dal Friuli Venezia Giulia (9).

Bolzano è ancora la provincia in cui viene rilevato il più alto numero di decessi (8), seguita da Verona (7), Trento (5), Vicenza, Pordenone e Udine (4), Venezia, Treviso, Belluno (3), Rovigo e Padova (2), Gorizia (1).

La provincia più a rischio rispetto alla popolazione lavorativa in Triveneto è nuovamente Bolzano con un indice di incidenza pari a 33,3. Seguono: Belluno e Pordenone.

Il Veneto, poi, continua ad emergere anche a livello nazionale per il numero di vittime: al quarto posto, dopo la Lombardia (41), l’Emilia Romagna (40), la Toscana (30).

Per incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa a Nordest il dato peggiore giunge nuovamente dal Trentino Alto Adige con un indice pari a 27,7 – contro una media nazionale di 13,5 - e secondo nella graduatoria nazionale solo all’Abruzzo. In Friuli Venezia Giulia si registra un indice pari a 17,7 e in Veneto 11,4. Tutti i dati sono disponibili sul sito www.vegaengineering.com.

Tra i dati più significativi ed allarmanti che emergono nell’indagine c’è quello della mortalità per settori. Perché oltre il 56 per cento delle vittime del lavoro a Nordest operava nel settore agricolo. Mentre il 13 per cento nelle costruzioni.

Il decesso per il ribaltamento di veicoli o mezzi in movimento è la principale causa di morte (32,6 per cento dei casi), seguita dallo schiacciamento avvenuto in seguito alla caduta di oggetti pesanti (19,6 per cento) e dalla caduta dall’alto (15,2 per cento).

La fascia d’età più colpita a Nordest è quella che va dai 45 ai 54 anni.

Giù al Nord, il festival per parlare di sostenibilità, mafie al nord, giovani e lavoro. 7/8/9 Settembre

Giù al Nord, per Napolitano iniziativa di ampio valore sociale

"Vi ringrazio per l'invito al festival itinerante Giù al Nord promosso dalla redazione di www.caffenews.it quest'anno a San Stino di Livenza il 7, 8 e 9 settembre prossimo. Impegni istituzionali mi impediscono di prendere parte ad un'iniziativa così meritevole. Desidero comunicare un forte apprezzamento per la stessa, la ritengo di ampio valore sociale per il nostro Paese. Colgo l'occasione per inviare alla redazione di Caffè News i miei migliori saluti". A scrivere è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a pochi giorni dall’inizio della tre giorni che si preannuncia ricca di sorprese. Un festival, quello di Giù al Nord, che Caffè News sta portando in giro per lo stivale. L'anno scorso in Campania, nella splendida e simbolica cornice dell'Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli. Quest'anno in Veneto, complice l'intera città di San Stino di Livenza. Da Giù al Nord per orientarsi nel dibattito socio-politico che sta diventando sempre più complesso, misurare di anno in anno la febbre all’Italia, riaffermare l’idea della centralità del Mezzogiorno e al tempo stesso il concetto di unità del nostro Paese.


“Sostenibilità, Mafie al Nord, Giovani & Startup, Lavoro. Queste le tematiche centrali della tre giorni che quest’anno si veste di una nuova formula, non più Barcamp, ma L’Asta delle Parole. Con un’asta al ribasso daremo precedenza agli interventi più brevi. Perché le parole contano, meglio pesarle e non sprecarle” - ha dichiarato Paolo Esposito, fondatore e instancabile direttore di www.caffenews.it da ormai quasi dieci anni. "Il sorriso e l'entusiasmo dei giovani alla notizia di un Festival di queste dimensioni proprio a San Stino sono la molla che ci hanno fatto andare avanti, che ci han fatto abbattere gli ostacoli che abbiamo incontrato strada facendo. Una condivisione di emozioni fantastica, che ti lascia segni indelebili nell'anima” - ha proseguito Enrico Geretto, team leader di quest’edizione. “Siamo felicissimi che il festival itinerante di Caffè News si fermi a San Stino per il suo secondo appuntamento - gli ha fatto eco il Sindaco Luigino Moro. La risposta della cittadinanza, prima solo curiosa e poi coinvolta nell'iniziativa, la dice lunga sulla necessità che abbiamo di parlare e di confrontarci sui temi proposti, tutti di spietata attualità, abbandonando il consueto, remissivo atteggiamento che contraddistingue noi veneti che di fronte ai problemi li subiamo a testa bassa limitandoci a stramaledir le donne, il vino ed il governo. Saremo in tanti, come spero siano in tanti i graditi ospiti di tre giorni intensi che lasceranno sicuramente un segno nella nostra comunità. Benvenuti amici!”.

L’evento si terrà nella centralissima Piazza Goldoni, a due passi dalla stazione di San Stino di Livenza. Nel corso della tre giorni prevista diretta streaming dei convegni e delle rassegne stampa mattutine per poter interagire anche a distanza e percorsi guidati tra stand enogastronomici, sociali, musicali e artistici. (c.s.)

Programma e aggiornamenti su www.caffenews.it/giualnord2012

Bassano: B.Motion Teatro entra nel vivo

Tre appuntamenti tra cui l'attesa anteprima del Pinocchio di Babilonia Teatri. Completano il programma i lavori di InQuanto Teatro e TAM teatromusica.

Giovedì 30 agosto B.motion Teatro, il segmento di Operaestate Festival Veneto dedicato alla nuova scena contemporanea, entra nel vivo con ben tre appuntamenti in programma: InQuanto Teatro con i loro oggetti che resistono al tempo (ore 21.00 CSC Garage Nardini) Babilonia Teatri che presenta in anteprima assoluta uno studio del nuovo lavoro ispirato a Pinocchio (ore 22.20 Teatro Remondini) e la performance videoamplificata di Alessandro Martinello, giovane artista cresciuto in una delle realtà storiche della ricerca attive in Veneto come TAM Teatromusica (ore 22.50 CSC Garage Nardini).

Dopo “Nil Admirari”, spettacolo presentato lo scorso anno al festival e menzionato al Premio Scenario 2011, i giovani artisti di InQuanto Teatro portano a conclusione il loro percorso di ricerca con “AD2012”. Si tratta di un lavoro sul tempo, costruito su discrepanze e analogie tra gesti e discorsi vecchi e nuovi. Ma “AD2012” è fondamentalmente un lavoro contro il tempo, alla ricerca di una presa di coscienza, e in qualche modo anche un lavoro fuori dal tempo, sospeso tra passato, presente e futuro. “Il tempo è passato”, si dice normalmente, ma non è vero: il tempo rimane, come rimangono gli oggetti che danno forma ai ricordi, tutt'al più siamo noi che ce ne andiamo!

É ciò che emerge da questa sorta di ritratto umano, forse quello di una generazione, più sicuramente quello di un genere di persone: romantici, si potrebbe dire. Innamorati dell’altrove e dell’altrimenti. Un linguaggio fresco, originale e fluido, che mette in scena frammenti di discorsi, pezzi di un puzzle che si compone davanti agli occhi degli spettatori. E' questo lo spirito che contraddistingue il lavoro di InQuanto Teatro, un gruppo nato solo due anni fa ma che è già considerato una delle nuove realtà performative più interessanti.

Chi invece è una certezza nel panorama nazionale delle arti sceniche è senza dubbio Babilonia Teatri, vero e proprio caso nel teatro di ricerca italiano visto che dal 2007 a oggi ha collezionato i più importanti premi di settore (Premio Scenario, Premio UBU, Premio Vertigine, Premio Off, Premio Hystrio) portando i propri spettacoli lungo tutta la penisola e anche all’estero. Merito di un teatro pop, rock e punk che sa dialogare con i giovani grazie ad un linguaggio fatto di blob teatrali, echi di news ossessivi, playlist cristallizzate che fotografano piccole schegge di realtà. Legati al festival bassanese dove hanno presentato tutti i loro lavori fin dagli esordi, i due autori-registi Enrico Castellani e Valeria Raimondi scelgono di nuovo Bassano per presentare in anteprima il nuovo lavoro ispirato a “Pinocchio”.

L'ennesimo tassello di un linguaggio che attraversa stili e codici diversi, per far emergere i conflitti e le tensioni presenti all’interno del singolo, della famiglia, dei diversi gruppi d’appartenenza, della società tutta. Un teatro che nasce da una necessità forte, da un bisogno immediato, da un perché primario. E’ questa stessa necessità che ha portato all’incontro con la Compagnia teatrale “Gli Amici di Luca”: tutte persone con esiti di coma che hanno intrapreso da tempo un percorso terapeutico di cui fan parte anche le attività teatrali. Insieme a loro Babilonia Teatri ha scelto di portare in scena le suggestioni offerte da un testo che fa parte del patrimonio culturale del nostro paese come il “Pinocchio” di Carlo Collodi.

Chiedendosi: chi è oggi Pinocchio? chi Lucignolo? chi il Grillo parlante? il Gatto e la Volpe? la Fata? Mangiafuoco? Sono persone o simboli? Realtà o sogni? O forse sono continui crocevia, strade da scegliere, incontri da affrontare per esprimere la nostra umanità? La risposta in questo spettacolo dove la vita irrompe sulla scena con tutta la sua forza, senza essere mediata dalla finzione.

A chiudere la serata Alessandro Martinello/Tam Teatromusica che con “Iai” presenta un progetto ispirato all’opera di Yukio Mishima. Vedendo il proprio paese abbandonare secolari sapienze culturali a scapito di un nascente modernismo omologante, lo scrittore giapponese redige un manuale per preparare i giovani ad una disciplina dell’Azione e al tempo stesso della Tradizione. Su questi spunti il lavoro indaga il concetto di identità personale alla ricerca di un nuovo Artigianato Tecnologico. Illusioni e proiezioni creano relazioni e dinamiche tra performer e avatar virtuale.

B.motion Teatro prosegue venerdì 31 agosto con due nuove produzioni presentate al Teatro Remondini, entrambe in prima nazionale: Marta Cuscunà con “La semplicità ingannata” (ore 21.00) e Jesus Rubio Gamo con “About Ofelia” (ore 22.30).


Info prevendita presso Biglietteria Operaestate in via Vendramini 35 a Bassano tel. 0424 524214 – 0424 519811. Info anche 0424 519819 e sul sito www.operaestate.it

Jazz by the Pool: Ritmi brasiliani in piscina per un omaggio in jazz alla musica di Gilberto Gil

Marco Tamburini ospite per Jazz by the Pool con il trio “Barato Total” di Barbara Casini la più grande interprete di musica brasiliana in Italia

Montegrotto Terme - Le serate in jazz a bordo piscina chiudono il mese di agosto venerdì 31 con la straordinaria voce di Barbara Casini e lo swing elegante e non convenzionale del trombettista Marco Tamburini e danno appuntamento a venerdì 7 settembre per la serata di chiusura della terza edizione di Jazz by the Pool. Si inizierà come ogni venerdì d’estate alle ore 20.00 con un aperitivo per proseguire dopo cena dalle ore 21.30 con il pianista Roberto de Nittis ultimo giovane in gara per Jazz by the Pool Competition.

Attivo da più di vent’anni, con progetti originali, sulla scena del jazz italiano e internazionale, Marco Tamburini con il suo swing, elegante e non convenzionale, la fluidità e imprevedibilità delle sue scelte armoniche e sonore è rappresentante di una generazione di musicisti jazz europei di primo piano. Sul palco di Jazz by the Pool si esibirà in quartet con la bravissima Barbara Casini, più volte definita la più importante interprete di musica brasiliana in Italia. Per l’occasione presenterà il suo ultimo lavoro “Barato Total”, omaggio a Gilberto Gil leggenda della bossa nova, leader del movimento tropicalista e ambasciatore musicale e culturale del suo Paese, ma del quale forse si tende ad apprezzare più l’aspetto commerciale di facile ascolto e di grande comunicazione che il suo originalissimo genio musicale. Insieme a Beppe Fornaroli chitarra e voce e Sandro Gibellini seconda chitarra, Barbara Casini ha raccolto una serie di brani, dei veri gioielli un po’ nascosti finalmente posti nel giusto risalto, che mettono in luce le doti compositive di questo artista, profondamente radicato in una tradizione reinterpretata e mantenuta viva a feconde contaminazioni.

Nata nel 1954, laureata in Psicologia, una vita dedicata alla musica, in particolare al canto, innamorata fin da ragazzina del Brasile che è diventato la sua seconda patria musicale. Barbara Casini ha collaborato con importanti nomi della scena jazzistica, (Enrico Rava, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Phil Woods, Lee Konitz…) e della Musica Popolare Brasiliana, quali Toninho Horta e Guinga ed ha partecipato con varie formazioni ai più importanti festival italiani. Ha al suo attivo ormai una ventina di cd a suo nome che le hanno procurato ottime critiche sia come interprete che come compositrice e chitarrista.

venerdì 31 agosto 2012

JAZZ BY THE POOL - IV EDIZIONE
Hotel Terme Preistoriche
Via Castello 5, Montegrotto Terme, Padova

dalle ore 20.00
aperitivo e cena a bordo piscina

dalle ore 21.30
Jazz by the Pool Competition
ROBERTO DE NITTIS
ROBERTO DE NITTIS pianoforte

BARBARA CASINI feat. MARCO TAMBURINI
BARBARA CASINI canto e percussione
MARCO TAMBURINI tromba
BEPPE FORNAROLI chitarra e canto
SANDRO GIBELLINI chitarra

Info, costi e prenotazioni:
tel. 049 793477
www.jazzbythepool.it

Teatrofarm: Il duo Eta Beta per ridere e riflettere

Teatrofarm, il teatro sull’Aia a due passi da Piazza Bra

Secondo appuntamento mercoledì 29 agosto della rassegna teatrale "TeatroFarm" che si tiene nell’ambito degli spazi verdi del Parco dell’Adige Sud, a due passi dal centro di Verona, presso la Fattoria Didattica Giarol Grande, in via Belluno n.26 (Porto S.Pancrazio) organizzata dal Teatro Impiria di Andrea Castelletti.

A salire sul palco sarà la compagnia Eta Beta Teatro di Pordenone, un duo comico di notevole bravura, con il loro famoso spettacolo “Money, ovvero la felicità non fa i soldi”. Una commedia ricca di momenti esilaranti ma non priva di poesia. E' la storia di due vecchi compagni di scuola che si ritrovano dopo trent’anni soli, disoccupati e senza prospettive. Tra goffi tentativi per trovare un po’ di soldi e l'illusione di facili guadagni, con leggerezza e quel tanto di follia tipica dei clown, i due amici non diventeranno ricchi ma non smetteranno mai di cercare un modo per essere felici.

Gli organizzatori segnalano che tutti coloro che raggiungono la fattoria in bicicletta potranno ottenere un biglietto scontato per lo spettacolo. Inoltre, al termine dello spettacolo verrà offerto al pubblico un buffet di prodotti biologici provenienti dalla produzione di Cà Verde.


Per informazioni: 3405926978, info@teatroimpiria.net, www.teatroimpiria.net.

Come possiamo comunicare la green economy?

Riceviamo e pubblichiamo:

Al FLORMART, si parla di agricoltura, di ambiente, di verde urbano, di riduzione della spesa pubblica e di benessere urbano.

La Tavola Rotonda avrà luogo Sabato 15 Settembre 2012, ore 09.00 - 13.30, presso il Salone T-VERDE, padiglione 11 - FLORMART di Padova.

Come possiamo comunicare la green economy? Parliamo di agricoltura, di ambiente, di verde urbano, di riduzione della spesa pubblica e di benessere urbano, 4 sessioni di lavoro.

Ambiente, Agricoltura, Architettura sostenibile e Green economy, oggi concepiscono il benessere dei cittadini ed i centri urbani nel rispetto dei valori della qualità della vita e dell'ambiente, dell'eco-sostenibilità e dell'eco-compatibilità.

Al FLORMART, presso il salone del T-VERDE, (Salone del verde Tecnologico), un momento di incontro che unisce i diversi "percorsi" della filiera, volta a supportare, conoscenze e competenze di soluzioni tecniche, con gli autori progettisti, paesaggisti, agricoltori, responsabili del verde urbano e utilizzatori professionali.

PROGRAMMA DEI LAVORI:
Ore 09.00: Registrazione dei partecipanti
Ore 09.20: Apertura dei lavori, Stefano Mengoli di ONVUS
Coordinatore: Cristiano Spadoni - reporter di Agronotizie (rivista on line per l'agricoltura edita da Image Line) -
http://agronotizie.imagelinenetwork.com

09.30 -10.20
A) Sessione agricoltura, animata da Silvio Fritegotto (
www.fritegotto.it), una tavola rotonda incentrata su come incentivare la diffusione della Cultura dell'agricoltura professionale ed urbana, e le iniziative di Libere Associazioni di Tecnici ed Agricoltori, legate alle misure anticrisi per un uso sostenibile del territorio produttivo (produzione ecocompatibile, orti urbani, ecc.): con la collaborazione di Ass.ne LAMeTA "Libera Associazione Mediterranea Tecnici Agricoltura" ; Ass.ne GIPA "Giovani Idee e Proposte in Agricoltura"; Ass.ne ANTESIA " Associazione Nazionale Tecnici Specialisti In Agricoltura"; Ass.ne Xilematico (Associazione tra Tecnici e produttori Agricoli)

10.30 - 11.20
B) Sessione ambiente, curata e animata dalla d.ssa Sabrina Mechella, Giornalista ambientale.
- Intervista a Paolo Tognocchi, Consigliere Regione Toscana - La nuova legge regionale sul verde urbano e sul florovivasimo - le aspettative per migliorare la qualità della vita urbana.
- Intervista a Davide Torreggiani e a Paolo Rattaro, Società SULLALBERO (Va) - Urbanistica verde e nuovi modi di abitare il verde - La riscoperta di un antico "sogno" per ambiti urbani (con inquadramento sul tema curato da Barbara Invernizzi, paesaggista) - Per maggiori dettagli:
CLICCARE QUI

11.30 - 12.10
C) Sessione pubblica amministrazione, curata da Giancarlo Buiatti (
www.coopolis.it), incentrata a sviluppare il tema sul come usare le nuove tecnologie per ridurre la spesa pubblica in termini di servizi.
Coopolis S.p.A. è una società che accoglie e integra tutte le competenze necessarie a supportare le imprese e le pubbliche amministrazioni che necessitano di una consulenza specializzata nel settore del Facility Management su temi di carattere urbano. (Coopolis è partner tecnico per questo evento).

12.20 - 13.00
D) Sessione su come comunicare nel tempo della Green Economy: animata da Fiorenza Guarino, Direttore di Aghape (
www.aghape.it - www.ambiente.aghape.it). Obiettivo della sessione sarà analizzare le caratteristiche della nuova era digitale, presentandone gli effetti in termini di nuovi bisogni, nuovo profilo ed esigenze del Cliente, nuova evoluzione del mercato e quindi nuove competenze richieste agli operatori del settore.

13.00 - 13.30
Dibattito e conclusioni

La durata ipotizzata è di 4 ore, raccolte nell'arco della mezza mattinata, dedicando ad ogni sessione, circa 40 minuti, e curando in sala anche un momento di confronto e di dibattito con l'uditorio alla fine di ogni sessione.

In un Fuori Workshop della Tavola Rotonda - La casa sull'albero: vivere tra le nuvole
Una casa a qualche metro da terra, protetta dal verde e ancorata ai rami forti di un albero.
Un punto di vista nuovo e coinvolgente per tutti i visitatori di T-Verde (
www.t-verde.it), il Salone del Verde Tecnologico all'interno di Flormart , che potranno salire su questa sorprendente costruzione e sperimentare un piccolo assaggio di un'esperienza affascinante.

In collaborazione con www.sullalbero.it

Ingresso LIBERO, è gradita l'iscrizione.

Visto i posti limitati è preferibile l'iscrizione preventiva. Per SCARICARE il MODULO/INVITO di iscrizione/partecipazione: CLICCARE QUI, da compilare e reinviare a silvio@fritegotto.it

Stampare e presentare il MODULO/INVITO alla reception del convegno, per confermare l'iscrizione.

La partecipazione allla Tavola Rotonda da diritto ad uno SCONTO del 10% per l'iscrizione ai Corsi di Formazione ONVUS in programma da Ottobre 2012 a Giugno 2013

Previa richiesta anticipata di Attestato di frequenza, l'evento può essere riconosciuto come credito formativo.

Raffaello verso Picasso: Grande anteprima

A venti giorni dall'arrivo delle prime opere, oggi martedì 28 agosto alle 10.30 direttamente in Basilica Palladiana il Sindaco di Vicenza Achille Variati presenterà in anteprima alla Stampa la conclusione dei lavori di restauro del monumento e lo spettacolare allestimento della mostra.

Il curatore Marco Goldin illustrerà inoltre il percorso espositivo attraverso le tredici sale nelle quali si svilupperà l'esposizione.

55mila le prenotazioni a sei settimane dall'inaugurazione della mostra.

Vicenza - La Basilica Palladiana di Vicenza, conclusi i restauri cui è stata sottoposta negli ultimi cinque anni, riapre al pubblico per accogliere una folla di personalità. Quelle ritratte dai maggiori interpreti della pittura italiana e internazionale, dal Quattrocento sino alla fine del Novecento.

La mostra Raffaello verso Picasso non è, né vuole essere, una storia completa dell'arte del ritratto. E' una magnifica, affascinante e ben circostanziata sequenza di opere-capolavoro che il curatore, Marco Goldin, ha scelto per raccontare una sua interpretazione di questo fondamentale ambito della pittura, proponendo non un percorso di successione cronologica ma, come gli è consueto, uno stimolante gioco di confronti, rimandi, assonanze tra artisti e soggetti, tra epoche e scuole.

In mostra, una novantina di quadri straordinari, provenienti dai musei dei vari Continenti e da alcune gelose collezioni private sia europee che americane. Raccontano la più grande storia che la pittura ricordi, quella dedicata al ritratto e alla figura. E non a caso il titolo scelto è Raffaello verso Picasso, cioè il lungo percorso che dal senso di una perfezione delle forme giunge fino alla rottura di quella stessa forma, con la ricerca cubista novecentesca. Il volto e il corpo rappresentati, dall'armonia rinascimentale fino all'inquietudine del XX secolo. E quel verso del titolo indica allo stesso tempo l'andare da un punto a un altro punto della storia dell'arte - il moto verso luogo - e il senso di una lotta tra l'elemento apollineo e quello dionisiaco.

Sviluppata in quattro ampie sezioni tematiche (Il sentimento religioso; La nobiltà del ritratto; Il ritratto quotidiano; Il Novecento; Lo sguardo inquieto), la mostra racconta quella vicenda attraverso immagini celebri. Che dai ritratti e dalle figure per esempio di Fra' Angelico, Botticelli, Mantegna, Bellini, Giorgione, Raffaello, Tiziano, Veronese, Dürer, Cranach, Pontormo e poi ancora tra gli altri di Rubens, Caravaggio, Van Dyck, Rembrandt, Velázquez, El Greco, Goya, Tiepolo arriva fino agli Impressionisti da Manet a Van Gogh, da Renoir a Gauguin, da Cézanne a Monet e ai grandi pittori del XX secolo da Munch, Picasso, Matisse, Modigliani e Bonnard fino a Giacometti, Balthus, Bacon e Freud. Solo per dire di alcuni tra i moltissimi che compongono a Vicenza questo superlativo museo dei musei. Ma non generico e invece dedicato all'immagine universale dell'uomo tra sacro e profano. Tra vita quotidiana e celebrazione di sé nella regalità delle corti, tra sentimento religioso e rappresentazione della propria immagine negli autoritratti, soprattutto tra Ottocento e Novecento.

Chiusa a Vicenza, solo due settimane dopo, e con un titolo modificato, la mostra riaprirà a Verona, in un'altra sede prestigiosa come il Palazzo della Gran Guardia, proprio di fronte all'Arena. Il cuore dell'esposizione resterà lo stesso e sempre un centinaio saranno le opere. E se alcune rientreranno nei musei di provenienza, altre, bellissime, giungeranno a sostituirle. Tanto che si può con certezza dire come la mostra a Verona potrà essere visitata da chi non l'avesse fatto a Vicenza ma anche da chi volesse rivederla con l'ingresso di altri capolavori. Due saranno gli ambiti che verranno accresciuti. Per primo quello nordico, con opere strepitose e rare per esempio di Memling e Van Eyck, e il riferimento italiano di Antonello da Messina. Poi l'ambito impressionista, con nuovi arrivi per esempio riguardanti Monet e Gauguin. Ma anche l'area pienamente novecentesca, come per esempio accadrà con Francis Bacon. Insomma, Verona rappresenterà un motivo imprescindibile per tornare a vedere grande, grandissima pittura.

Ad accompagnare le due tappe non sarà il tradizionale catalogo, ma un intero libro scritto per l'occasione da Marco Goldin sul tema dell'esposizione.

La mostra in Basilica Palladiana è promossa e sostenuta dalla Città di Vicenza e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona. Fondazione che ha tra l'altro interamente sostenuto il restauro durato cinque anni della Basilica. Come sempre Linea d'ombra si affianca non solo quale società organizzatrice ma anche come partner importante nella produzione della mostra. Main sponsors di questo grande progetto sono realtà che con Linea d'ombra hanno una consolidata tradizione collaborativa: da un lato UniCredit, che ha individuato nella doppia proposta a Vicenza e Verona - territori in cui è presente in modo profondo e diffuso - la qualità necessaria per una nuova forte partnership, e dall'altro il Gruppo Euromobil dei fratelli Lucchetta, che sarà sponsor principale della mostra nella sua sede vicentina, giungendo così a valicare il quindicesimo anno di collaborazione con la società trevigiana.


Informazioni e prenotazioni: www.lineadombra.it

lunedì 27 agosto 2012

Centrale Enel di Porto Tolle / Zanoni: "L'Ue non sia complice di un disastro ambientale"

Andrea Zanoni (IdV) critica la posizione della Commissione europea sul progetto di centrale a carbone di Porto Tolle (Rovigo). “Il sistema di stoccaggio CO2 è solo uno specchietto per le allodole”. “Irresponsabile non considerare che il carbone arriverà dall'Indonesia”

“Grosso errore a Porto Tolle. La Commissione europea chiude entrambi gli occhi di fronte a un vero e proprio scempio ambientale: il ritorno del carbone in Nord Italia”. Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare al Parlamento europeo, critica la risposta della Commissione europea alla sua interrogazione sulla violazione della tabella di marcia per un'economia a basse emissioni di CO2, approvata dal Parlamento europeo il 15 marzo 2012, da parte del progetto della centrale. “In questo modo la Commissione fa come Ponzio Pilato: si lava le mani della salute dei tanti veneti che respireranno le tonnellate di CO2 e di polveri sottili che verranno immesse in atmosfera dalla centrale”.

Zanoni teme che la Commissione europea si sia lasciata incantare dal progetto di un impianto sperimentale CCS per la cattura e lo stoccaggio nel sottosuolo di parte della CO2 prodotta dalla prevista centrale. “Si tratta di un chiaro specchietto per le allodole usato da Enel per vendere il proprio carbone come pulito e far credere che la centrale di Porto Tolle non avrà alcun impianto sull'atmosfera - attacca Zanoni - Così facendo la Commissione dimostra di non conoscere affatto l'Italia. Il progetto CCS, di per se interessante anche se ancora tutto da testare, riguarderà solo un decimo della CO2 che verrà prodotta dalla centrale, mentre ne è previsto l'ampliamento solo in un secondo momento. Questo, nel Paese delle opere incompiute, lascia presagire un bel nulla di fatto, visti anche gli alti costi della tecnologia e il periodo di ristrettezze economiche”.

L'Eurodeputato esprime poi rammarico per il fatto che la Commissione giudica “irrilevante l'origine del carbone”. “Come si può non considerare l'enorme impatto ambientale, anche in termini di CO2, del trasporto di tonnellate di carbone che, come ha fatto sapere Enel stessa, verrà acquistato dall'Indonesia e che arriveranno su gigantesche chiatte marine?”, domanda Zanoni.

Secondo stime accreditate, la nuova centrale a carbone dalla potenza di 1.980 MW immetterà ogni anno nell'atmosfera 10.530.000 tonnellate di CO2, pari a 4 volte le attuali emissioni annue di una città come Milano. “Il 15 marzo scorso al Parlamento europeo con l'approvazione della relazione Davies, abbiamo cercato di mettere l'Europa sulla giusta rotta per ridurre concretamente le emissioni di CO2 - conclude l'Eurodeputato - In questo modo, invece, Bruxelles rischia di diventare complice di un disastro ambientale voluto solo da Enel e dalla Regione Veneto”.

Impressioni su una giornata di liberazione

Riceviamo da "LAV Padova" e pubblichiamo:

Quella del 23 luglio 2012 è stata una delle giornate emotivamente più forti che abbia mai vissuto, come attivista, ma anche semplicemente come essere umano. Un giorno che non dimenticherò mai. Sveglia presto; arrivo al Comando del Corpo Forestale dello Stato di Brescia; attesa, per più di 3 ore dalla partenza dei furgoncini, del primo, prezioso, carico di innocenti liberati, temendo il peggio come motivo di un inspiegabile ritardo; poi, finalmente, eccoli, dentro quei trasportini, immersi nelle loro stesse deiezioni, atterriti da quella insolita situazione. Loro, che non avevano mai visto prima il cielo sopra le proprie teste o percepito la sensazione della terra sotto le proprie zampe o di un’amorevole carezza o sentito nuovi odori, portati dal vento. Considerati dai loro aguzzini come macchine fonte di reddito, e basta. Le lacrime, che cominciano a scendere copiose, si commistionano ad una rabbia incontenibile, trattenute a stento solo per non perdere la concentrazione dall'obbiettivo contingente. Hanno permesso di farne uscire "solo" 15 di mamme, quel giorno, con i loro cuccioli; una novantina, in tutto. Il pensiero che gli altri possano passare anche solo un altro giorno dentro quella fabbrica di morte, è fonte di dolore e preoccupazione. Ma è solo questione di tempo: presto, saranno davvero LIBERI TUTTI. A fine giornata, di corsa verso casa, con una giovanissima mamma (appena 10 mesi!) e il frutto della sua prima (fortunatamente) cucciolata: 4 splendidi piccoli di appena 25 giorni.
Quelli vissuti in una giornata così densa sono momenti che ti ricaricano per anni, ti fanno dimenticare i tanti momenti di frustrazione, le ostilità e le tante battaglie ancora da vincere, su vari fronti, le vittorie conquistate lentamente e con gran fatica; sono momenti, quelli, che ti fanno pensare "ne vale davvero la pena, non dobbiamo mollare mai". Ora Gaia e isuoi piccoli Lucky, Filippo, Emma e Alice si godono la loro nuova vita. Da oggiGreen Hill sarà solo un bruttissimo ricordo del passato. Anche se ne rimarrà memoria perpetua, sull'orecchio della mamma di cuccioli che presto sarebbero finiti in chissà quale stramaledetto laboratorio in cui, ancora oggi, si effettua la sperimentazione animale. Quel "BSGH" sotto il suo codice identificativo rimarrà per sempre, come il marchio indelebile dei prigionieri di un lager.
Eppure non ha perso la fiducia negli esseri umani. Scondinzola felice, corre, salta ed è avida di coccole da parte di tutti; gioia di vivere allo stato puro. Pare quasi che si stia riprendendo la sua infanzia negata e troppo presto interrotta. I suoi piccoli potranno ora vivere felici senza lo spauracchio di un'atroce morte precoce. Hanno già ricevuto diverse visite, le persona ignorano molte cose di questo tema, obnubilati come sono dal velo mistico che i ricercatori su animali si prodigano tanto a tenere in vita e che impedisce loro di comprendere; non sanno, ma vogliono sapere, vogliono conoscere, vogliono vedere. Sembra quasi che, con una carezza, si voglia cercare di cancellare la sensazione di vergogna che noi, rappresentanti del genere umano, proviamo di fronte ad un esempio concreto di atrocità perpetrata nei confronti degli (altri) animali. Oggi come non mai si parla di vivisezione; sempre più persone sono riuscite a lacerare quel velo e ad indignarsi di fronte a tale anacronistica “pratica”. Guardano quegli occhi, e non vedono più quello che i ricercatori si sforzano di far credere loro, ovvero che sia un "sacrificio" necessario per il bene dell'umanità, che la Scienza senza la vivisezione non potrebbe andare avanti. Semmai è proprio vero il contrario: chissà quante e quali conquiste scientifiche avremmo già raggiunto se qualcuno, vuoi per interesse, vuoi per adesione ad un “dogma” che sopravvive nei secoli, non si ostinasse a portare avanti un metodo di ricerca mai validato, fuorviante, crudele e irrazionale, qual è la vivisezione. Oggi sempre più persone, incrociando quello sguardo, non vedono una cavia da laboratorio, ma una Madre. I riflettori non si sono spenti, come alcuni temevano quando si sognava la liberazione di Green Hill, anzi. Si stanno animando sempre di più ed è nostro compito continuare ad alimentare questa viva fiamma di indignazione.
Ieri come non mai sono stata orgogliosa di far parte del movimento di liberazione animale, causa che ha finito, giorno dopo giorno, per diventare uno dei miei principali cardini esistenziali e che mi ha cambiato la Vita; fiera di far parte della LAV e di poter essere lì, a dare un contributo concreto a quello che, fino a ieri, sembrava solo un sogno; onorata di poter assistere il dott. Moriconi durante le visite alle mamme (mai più fattrici!) e ai loro piccoli. Io, medico, abituata da anni a sentire "colleghi" dar voce a discorsi stampati pro-vivisezione (più simili a religiosi dogmi che a pensieri razionali e meditati), orgogliosa di avere addosso l'odore del vomito, dell'urina e della feci degli innocenti di quella Falsa Scienza che qualcuno, inutilmente, ha cercato di inculcarmi fin dal primo giorno di università...

Helga Vincenti

(Responsabile LAV Padova)

Il violino di V. Oistrakh a Veneto Concertante

Venerdì 31 agosto, sabato 1 e domenica 2 settembre 2012, Veneto Concertante ospita il grande violinista accompagnato da Il Pegaso - Orchestra d’archi della Toscana, sotto la direzione di Augusto Vismara

Veneto Concertante 2012 prosegue con tre straordinari appuntamenti all’insegna del virtuosismo. Il violinista di fama internazionale VALERY OISTRAKH, ultimo esponente della dinastia di grandi violinisti, essendo figlio di Igor e nipote di David, si esibirà in occasione di tre concerti che si terranno in altrettanti prestigiosi luoghi delle province di Padova e Venezia: venerdì 31 agosto 2012, ore 20.45, presso Villa dei Vescovi (Piano terrazza) di Torreglia (PD), in collaborazione con il FAI, Fondo Ambiente Italiano; sabato 1 settembre 2012, al Duomo Vecchio di Monselice (PD), in occasione della Serata inaugurale della Giostra della Rocca, famosa rievocazione storica in costumi d’epoca; domenica 2 settembre 2012, presso il Teatro della Villa dei Leoni di Mira (VE). Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle ore 20.45.

Ad accompagnare Valery Oistrakh sarà IL PEGASO, Orchestra d’archi della Toscana nata nel 2012 e formata da giovani professionisti. La compagine sarà guidata da un altro musicista di vaglia: il maestro di concerto AUGUSTO VISMARA, una delle figure più importanti nel panorama musicale italiano negli ultimi trent’anni.

Valery Oistrakh interpreterà alcune della pagine musicali più note al grande pubblico. Il programma prevede, infatti, il celebre Concerto in re minore per due violini, archi e basso, BWV 1043, di Johann Sebastian Bach, che vedrà al fianco di Oistrakh, violino primo, Augusto Vismara, in qualità di violino secondo. Seguirà la Ritirata Notturna di Madrid per archi di Luigi Boccherini. La seconda parte del concerto sarà interamente dedicata ad uno dei capolavori più conosciuti di Antonio Vivaldi: Le Quattro Stagioni dalla raccolta Il cimento dell’armonia e dell’inventione.

Figlio di Igor Oistrakh e nipote di David, Valery Oistrakh continua la tradizione familiare di grandi violinisti, giunta con lui alla terza generazione. Le tournée concertistiche lo hanno portato in URSS, America, Canada, Australia, Giappone e in tutta Europa, suonando come solista il violino e la viola con le maggiori orchestre. Ha studiato alla famosa Scuola di Musica Centrale di Mosca, sua città natale, e ha anche ricevuto un buon numero di lezioni da suo nonno David. Successivamente ha frequentato l’Accademia musicale Gnessin e ha completato gli studi con il famoso didatta Z. Bron. La profonda conoscenza del repertorio violinistico, la bellezza del suono, che di frequente riecheggia quello dell’indimenticabile David Oistrakh, ha avuto positivi apprezzamenti sia dal pubblico che dalla critica. Dopo un’esecuzione del Triplo concerto di Bach con Valery Oistrakh e il padre Igor, lo stesso Y. Menuhin dichiarò ad un giornale russo: “Suonare con Valery mi ha ricordato il suono e lo stile del nonno David”. Ha vinto numerosi concorsi internazionali e ha lavorato con orchestre quali i Berliner Philarmoniker, la London Philarmonic, la Filarmonica di Mosca e quella di Leningrado, la National Scottish Orchestra, l’Accademia di S. Cecilia di Roma, la Sydney Simphon Orchestra, la Gewandhaus di Lipsia, dirette da Maestri quali K. Masur, T. Varga, G. Rozdestvensky, S.Sondetzkis e V. Fedoseev. Valery ama molto suonare il repertorio cameristico, collaborando con musicisti ed ensemble famosi in tutto il mondo come Y.Menuhin, J. Demus, il Quartetto Amadeus. Nonostante l’intensa attività concertistica, si dedica anche all’attività didattica in qualità di professore al Reale Conservatorio di Bruxelles e in diverse Masterclasses, che annualmente tiene in Germania, Austria, Italia, Turchia e Giappone. Dal 1999 è professore al Mozarteum di Salisburgo.

Prima di dedicarsi con talento al violino e alla direzione d’orchestra (in questo incoraggiato e sostenuto da G.Sinopoli), Augusto Vismara ha avuto una grande carriera da violista con le principali orchestre europee dirette da G. Sinopoli, C. Thielemann, A. Janigro, P. Maag, L. Berio, R. Muti, T.Schippers, M. Rostropovich e C. Abbado. È stato prima viola nell’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino a Firenze, sua città d’origine, dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia a Roma, nell’Orchestra della Scala di Milano e in quella de La Fenice di Venezia. All’estero è stato prima viola nell’Orchestra dell’Opéra di Montecarlo e nella Zurich Chamber Orchestra. Molto attivo come camerista, Vismara ha ispirato i principali compositori italiani contemporanei, come Berio, Sciarrino, Bussotti, Gentile, che gli hanno dedicato molte opere.

I giovani musicisti che compongono Il Pegaso si sono riuniti spontaneamente all’inizio del 2012, sentendo l’esigenza di incontrarsi per far musica insieme, senza alcuna pressione né obbligo, ma inequivocabilmente spinti da una necessità di ritrovare la musica. E in un momento di crisi come l’attuale, il fatto che dei giovani e valenti musicisti si ritrovino per formare un’orchestra d’archi ha quasi del miracoloso. I giovani professionisti de Il Pegaso vogliono porsi come ambasciatori toscani della musica per archi nel mondo. L’attenzione che questi giovani pongono al repertorio moderno e contemporaneo indica esattamente la loro linea progettuale e stilistica: essere un ponte tra il passato e il futuro. Non ci sono frontiere di generi: dal concerto grosso alla musica da film, dall’opera alla sinfonia, alla canzone d’autore, tutto passa tra le corde de Il Pegaso. Le idee di Massimo Crispi, cantante lirico e direttore artistico dell’orchestra, di Stefano Masi, regista teatrale e cinematografico, del direttore musicale Augusto Vismara, che hanno subito creduto nel progetto, e di tanti altri direttori d’orchestra e solisti delle ultime generazioni che collaborano coll’orchestra, oltre a uno staff di creativi, fotografi, video makers, artisti, che coordinano e arricchiscono gli spettacoli de Il Pegaso, rendono le performance degli eventi non solo occasionali, riconfermando ancora una volta il genio italiano nelle arti, apprezzato ovunque nel mondo.

Il Festival di musica Veneto Concertante 2012 proseguirà, giovedì 6 settembre 2012, ore 20.45, con un evento dedicato alla tradizione strumentale italiana del Settecento e dell’Ottocento. Il concerto si terrà presso il Duomo di S. Stefano di Caorle (VE) e vedrà la partecipazione del Quintetto d’archi Malibran.

Veneto Concertante 2012 è un’iniziativa promossa dall'Associazione Quadrivium e dalla Regione del Veneto, in collaborazione con le Province di Venezia, Padova, Treviso, Rovigo e Belluno, e realizzata in sintonia con le Amministrazioni Comunali sul cui territorio sorgono le meravigliose sedi che ospitano i concerti.

Biglietti
€7,00 ridotti (minori di 25 anni)
€10,00 interi

Concerto di Torreglia del 31.8.2012
€10,00 ridotti (minori di 25 anni e Soci FAI)
€15,00 interi

Informazioni e prenotazioni
Tel.393 1301006
info@venetoconcertante.it
prenotazioni@venetoconcertante.it

Seconda edizione del Sona Sound

Teatro Impiria offre 3 giorni di concerti al parco Romani di Sona

Ultimi appuntamenti per la rassegna Estate a Sona, che porta il teatro e la musica nelle ville e nelle corti di Sona, S.Giorgio in Salici, Palazzolo e Lugagnano. Il cartellone, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Sona in collaborazione con il Teatro Impiria per la direzione artistica di Andrea Castelletti, offre anche questa estate, il “Sona Sound”, un festival di tre giorni di musica d’autore ad ingresso gratuito, con stand di birra e panini nel parco Romani di Villa Trevisani (Piazza Roma, nel centro di Sona) con inizio ore 21.

"La rassegna estiva sonese - dichiara l’Assessore alla Cultura Virginio Maurizio Moletta - giunta alla diciassettesima edizione, propone anche quest’anno oltre al teatro brillante tanti appuntamenti musicali, dal canto corale e lirico ai concerti rock per i più giovani. Ringrazio la Provincia di Verona per il sostegno e per l’inserimento di Sona Estate 2012 nel cartellone Provincia in Festival".

Dopo l’edizione dello scorso anno che fu un viaggio "coast to coast" attraverso il continente musicale americano, la programmazione di quest’anno prevede un divagare musicale di continente in continente, dall’opera del tedesco Kurt Weill alle sonorità latine e brasiliane, passando dai grandi temi della musica americana e italiana di tutti i tempi.

Ad aprire la kermesse, martedì 28 agosto, sono i TiDiRò, un assieme musicale guidato dal sonese Fabrizio Olioso, specializzato nella musicalità europea degli anni 30 e 40. Fabrizio Olioso (voce recitante, clarinetti) con Andrea Favari (cantante, contrabbasso) presentano al Sona Sound il loro ultimo lavoro “Concerto da tre soldi”, ossia una narrazione in versi e musica de "L'opera da tre soldi" di Berthold Brecht con una libera riduzione delle Musiche di Kurt Weill. La vicenda si svolge nell'ambiente della malavita londinese e dei mendicanti, ma l’opera mette in scena, in realtà, il cinismo del mondo aristocratico con i suoi affari, i suoi interessi, i suoi intrighi.

L’indomani, mercoledì 29, il palcoscenico di Villa Romani verrà per intero riempito dalle soliste dell’Accademia Lirica Veronese, supportate da tre musicisti di provata esperienza: Marco Pasetto, Gino Gozzi e Paolo Facincani, per un concerto incentrato sulla voce femminile e sui sentimenti e le emozioni che suscita, con brani tratti dal repertorio moderno, passando da celebri canzoni di famosi autori a brani di musicals ad autori pop contemporanei.

Chiude la rassegna, giovedì 30, Giovanni Ferro con la padovana Alessia Obino (foto in alto), artista nota nell’ambiente nazionale per le straordinarie declinazioni della sua voce. Un Duo quindi di elevata raffinatezza che eseguirà un percorso di canzoni lungo tutto il Novecento, tra standard jazz, canzoni italiane, latine e brasiliane, seguendo l'unico filo conduttore dell’estro artistico dei due raffinati musicisti, secondo un’idea di jazz inteso come spazio libero in cui abbracciare varie influenze musicali.

L'evento rientra tra i 1000 appuntamenti promossi da "Provincia in Festival" il progetto dell'Assessorato alla Cultura, Identita' Veneta e Manifestazioni Locali per il Tempo Libero della Provincia di Verona giunto all'ottava edizione. Il festival coordinato da Fondazione Atlantide - Teatro Stabile di Verona fa parte del progetto.


Tutto il calendario è consultabile su www.teatroimpiria.net. Per informazioni: Biblioteca di Sona 0456091287 biblioteca@comune.sona.vr.it.